domenica 19 dicembre 2010

La nascita di Gesù


Ascoltiamo Don Dolindo

La nascita di Gesù

Venne la notte. Era algida ma serena, e brillavano gli astri nel cielo. Un silenzio grande circondava quel luogo, ed una solennità più grande vi regnava, perché l’invisibile corte celeste già veniva in terra a corteggiare il Re divino, e rifulgeva nella sua placida luce spirituale, fatta tutta di conoscenza e di amore. Gli uomini e le cose dormivano, e lontano lontano si vedeva solo qualche bagliore dei fuochi dei pastori che vigilavano il gregge. Gli astri roteavano nel cielo, seguendo le leggi di ordine loro assegnato da Dio, e nel corpo immacolato di Maria si compivano con la stessa precisione le leggi della procreazione. Rutilavano le stelle e rutilava il Sole divino verso l’orizzonte della vita terrena, prossimo a spuntare come raggio attraverso il seno immacolato della Madre.
Il sole è preceduto dall’aurora ed è accompagnato dalla stella più fulgida della notte che sparisce nei suoi raggi. Ora, la bella aurora della nascita del Re d’Amore era Maria nell’elevazione del suo amore, e la stella tremolante in adorazione era san Giuseppe. Maria era tutta un fulgore di contemplazione e di estasi. Bella nella sua innocenza purissima, circondata da un tenue nembo di luce che la delineava nella notte come placida luna nel firmamento, genuflessa, con le mani congiunte e lo sguardo al cielo, era l’immagine del seno del Padre, e rifletteva da sé qualche barlume dell’eterno mistero.
Contemplava.
Si trovava tra l’eternità senza tempo ed i tempi carichi di secoli; mirava nell’eternità il Verbo, termine dell’eterna generazione del Padre, e mirava nel tempo il percorso dei secoli delle promesse che terminavano in Lei con la generazione temporale del Verbo nell’umana carne.
Era tutta avvolta dalla luce dell’eterna armonia, ed era Essa tutta un’armonia di amore. La grazia rigurgitava per così dire in Lei, tanta ne era l’abbondanza, ed essa vi era immersa in un placidissimo riposo.
Contemplava il cielo, ed un sorriso le sfiorava le labbra nella gioia immensa che vi regnava; contemplava nel suo seno il Verbo eterno che vedeva nel Padre, e la sua vita mortale s’illuminava di splendori eccelsi, poiché essa era Madre di Dio. L’Amore eterno, che l’aveva fecondata, la illuminava tutta ed Essa a poco a poco si trasumanava. Sembrava tutta luce e, come un ferro incandescente nel fuoco, brillava, perché traspariva da Lei il Verbo Incarnato.
Il suo corpo immacolato era come spirito, sembrava trasparente, anzi evanescente nella luce del Verbo. L’eterna vita affiorava dalla piccola creatura umana e la passava come raggio che attraversa un cristallo.
Oh, prodigio di Dio! Le madri sentono dolori immani quando un figlio viene alla luce, e sentono strapparsi quasi la vita dalla piccola vita che irrompe nel mondo; Maria invece sentiva una gioia immensa a misura che il momento della sua maternità s’avanzava. L’amore quasi la liquefaceva ed il suo corpo sembrava fluido come una cascata di fulgori placidissimi.
Fu un momento sublime: tratta a Dio si sentì tutta immersa nella conoscenza dell’infinita sua grandezza, la contemplò amandola, e volle applaudirla con una lode proporzionata che avrebbe voluto trarre dal pieno olocausto di se stessa.
Le ritornò sulle labbra il suo cantico: Magnificat anima mea Dominum e, nell’elevarlo innanzi a Dio con tutto l’impeto del suo amore, non eruppe dal suo cuore una parola ma il Verbo, la lode eterna del Padre, e s’adagiò sul terreno come un raggio di luce, lodando il Padre nell’umana carne. Era l’umiliato per amore e vagì.
Il Verbo eterno aveva una voce d’immolazione e penava. Non era avvolto dall’eterna Fiamma che lo congiungeva al Padre, ma l’avvolgeva l’atmosfera gelata della notte e tremava. Non aveva trovato altro sulla terra. L’amore materno ritrasse Maria dall’estasi celeste, e scossa ai vagiti del Figlio divino lo guardò: era perfettissimo, roseo come un bocciolo spuntato nell’inverno, soffuso di bontà, divino, santificante, inondante gioia. Lo adorò, lo prese, lo baciò, lo strinse al cuore, lo avvolse in pannicelli mondi; nell’avvolgerlo si sentì tutta inondata di tenerezza e lo ripose in una mangiatoia, perché non aveva altra culla per il Re del cielo.
Adorò, tacque, ricongiunse le mani, volse al cielo lo sguardo e l’offrì al Padre; era un fiore degno di Lui, era il Figlio suo, ed Essa l’offrì in nome di tutta l’umanità, perché era anche il Figlio del suo seno immacolato.
Il piccolino s’addormentò. Ahimé, era troppo triste la terra senza la luce di Dio, ed Egli era la Vittima dei peccati di tutti. Cominciò allora il palpito amoroso della sua immolazione, e si addormentò offrendosi, come se morisse nascendo, poiché il suo sonno era amorosa offerta di sé come lo era la vita.
San Giuseppe, poco lontano, era stato tutto immerso in una profondissima umiltà. Nessuna creatura sentì mai il proprio nulla come lo sentì lui in quel momento. Non osò avvicinarsi. Sentiva troppo la grandezza della Madre e la divinità del Figlio.
Maria gli fece un cenno e lo avvicinò a Gesù, mediatrice di amore e di misericordia per la prima volta tra Gesù ed una creatura.
San Giuseppe lo guardò, e l’ombra luminosa del Padre lo avvolse; Egli lo rappresentava, ed una grande dignità elevava il povero fabbro ad un’altezza di santità che nessuno mai ebbe in terra, poiché nessuno fu reputato padre del Verbo di Dio Incarnato. Lo prese fra le braccia e baciandolo se ne comunicò, perché in quel bacio sentì ardere il cuore di una tenerezza di amore mai provata; era come la consacrazione del suo grande ufficio di amore. Lo ripose nella greppia e genuflesso rimase in adorazione con Maria…
Passavano in alto gli astri quasi occhieggiando alla terra; la forza infinita che li teneva sospesi in un’armonia perenne era in quell’umile punto smarrito… Sembrò una festa tra le sfere celesti che avevano segnato il primo momento della vita temporale dell’Eterno… Avevano segnato per la prima volta un tempo che non poteva essere fugace e rimaneva negli splendori dell’eterna attualità. Il Signore li aveva sublimati ad una funzione più grande, poiché segnavano ad uno ad uno i palpiti d’una vita mortale di valore infinito. La terra era sublimata ad un’altezza mirabile anch’essa, poiché era divenuta il trono di Dio. La natura si ravvivava, e la pia tradizione che ce la fa vedere tutta rifiorire è tutt’altro che una leggenda, poiché essa ha tante volte fiorito anche alla presenza d’un santo, parte privilegiata del Corpo mistico del Redentore.
Dormivano gli uomini, è vero, ed erano immersi in un torpore di morte, perché ingrati; ma nel compimento della divina promessa fremettero di gioia i patriarchi ed i profeti, e su di essi passò un soffio d’immortale speranza per la prossima liberazione.
Il coro del creato era come nota sommessa che accompagnava le note d’un cantico più bello di amore erompente dal Cuore di Maria e di san Giuseppe.

venerdì 17 dicembre 2010

Nasce l’uomo-Dio che vuole il mondo unito.


O Gesù, figlio di Dio fatto uomo... Tu apri il Cielo e discendi tra noi, Tu sei il Salvatore donato da Dio all' uomo ed alla storia, Tu sei "la buona notizia" che tocca il cuore.
Il presepio, tradizione natalizia, è il simbolo dell' inizio del Tuo abitare con noi...una santa "convivenza" fatta di bontà, amore e totale dedizione, che ha la sua massima concretizzazione nell' Eucaristia.
Vivere il Natale significa celebrare la Tua presenza tra noi...andare verso Dio che viene e si manifesta come un Bambino...
O Gesù, Tu vieni alla luce in in mondo ferito dall' indifferenza , dalla tiepidezza e dalla lontananza di tanti credenti, dalle discordie , dalle divisioni , dai rancori . Eppure Tu ti fai uomo per portare all' umanità intera i tuoi doni: pace, speranza, amore, gioia.
Tu desideri vedere unità e pace in questo mondo così lacerato da contrasti, dissensi e divergenze , che Ti feriscono profondamente.
Signore Gesù, nostra gioia, metti nel nostro cuore il canto della riconoscenza e della lode per la Tua opera che, continuamente, fiorisce tra noi.
O Re della pace e dell' amore, il Tuo Regno esige da noi una continua conversione del cuore: elimina il nostro orgoglio e le nostre debolezze affinché ognuno di noi dia frutti di vera santità.
Affrettati, non tardare, ti aspettiamo...la Tua venuta porti conforto e speranza, pace e letizia, a noi che confidiamo nel tuo amore misericordioso.
Bambino Gesù, che vieni a farci figli di Dio e fratelli tra noi, conformaci a Te, comunicaci la Tua bontà ed il Tuo Amore, affinché, ogni giorno, nell' umiltà della fede, possiamo imitarti, donando la nostra vita a gloria di Dio Padre, per la salvezza nostra e del mondo. 
Il profeta Isaia ti ha annunciato come "una grande luce"che si diffonde sul popolo in cammino e lo trae fuori dalle tenebre dell' ignoranza e dell' incredulità.
Sei stato promesso dal Padre per governare i popoli e ristabilire la pace nei cuori e in tutto il mondo.
Disponiamoci, dunque, ad accogliere Cristo, lasciandoci da Lui totalmente disarmare , per vivere unicamente di amore, pace e bontà .
Così sia!

Ave Maria!

Maria Maistrini

martedì 14 dicembre 2010

ASCOLTIAMO LA VOCE DI GIOVANNI

maria maistrini

Responsabili e solidali (III settimana diAvvento)

ASCOLTIAMO LA VOCE DI GIOVANNI

Religiao Católica
Ascoltiamo la voce di Giovanni:
"Che cosa dobbiamo fare?". Rispondeva: "Chi ha due tuniche, ne dia una a chi non ne ha; e chi ha da mangiare, faccia altrettanto".
Quindi fratelli e sorelle amatissimi, cerchiamo di essere consapevoli che la salvezza e la liberazione degli altri passa anche attraverso la nostra responsabilità.
Preghiamo:
Perché niente, nessuno pregiudizio nè alcuna ambizione, ci tengano incatenati nel cammino sul quale Dio ci
precede e del quale ci traccia la via che ci condurrà a Luui.
SANTA TRINITA,' PORTACI LA GIOIA:
quando siamo sempre più angosciati dal domani
quando siamo sempre più scettici sulla nostra conversione
quando siamo sempre più poveri di idee autentici
quando siamo sempre più distanti gli uni dagli altri
quando siamo sempre più distolti dal senso cristiano del Natale
quando siamo sempre più attratti dal fare che dall'essere.
Ave Maria!

Maria Maistrini

Non saremo mai felici e in pace gli uni senza gli altri, e ancor meno gli uni contro gli altri.



Anche il Papa come la Madonna, ci invita a recitare il Rosario possibilmente ogni giorno, singolarmente, comunitariamente e nelle famiglie, affinché il mondo sia preservato dall'iniquo flagello del terrorismo. Quante volte la Madonna ci ha richiamati in questi lunghi anni di apparizioni di perseverare nella preghiera e in particolare nella recita del santo Rosario...La Regina della Pace e il suo Figlio dolcissimo camminano affiancati nella guida del popolo di Dio. Oggi
più che mai c'è bisogno di preghiere per questo nostro mondo
sconvolto dalla guerra, dalla paura, dall'ingiustizia, dalla miseria e dall'indifferenza. Quindi armiamoci della nostra corona e innalziamo preghiere al Trono dell'Altissimo per la pace nel mondo e per la conversione dei poveri peccatori...al tempo stesso sottolineo che il Rosario è contemplazione di Cristo nei suoi misteri, in intima unione alla Vergine Maria e chi meglio di Maria, ci può accompagnare in questo cammino terreno? Amatissimi tutti e figli della Regina della pace, vi invito con tutto il cuore ad unire la nostra fervente preghiera
al Signore per intercessione di Maria Regina della pace affinchè questo nostro mondo martoriato possa essere un luogo di comunione di anime e di prosperità. Non saremo mai felici e in pace gli uni senza gli altri, e ancor meno gli uni contro gli altri.
Ave Maria!
Maria Maistrini

martedì 7 dicembre 2010


L'8 dicembre 1854, Pio IX proclamava "donna vestita di sole" tutta pura, cioé Immacolata

L'AURORA E IL SOLE CHE SORGE
La storia per la devozione a Maria Immacolata è antichissima. Precede di millenni, la proclamazione
del dogma che come sempre non ha introdotto una novità, ma ha semplicemente coronato una lunghissima tradizione. Già i Padri della Chiesa d'Oriente, nell'esaltare la Madre di dio, avevano
avuto espressioni che la ponevano al di sopra del peccato originale. L'avevano chiamata: "Intemerata, bellezza dell'innocenza, più pura degli Angeli, giglio purissimo, nube più splendida del sole, Immacolata".
In Occidente, però, la teoria dell'immacolatezza trovò una forte resistenza, non per avversione alla
Madonna, che restava la più sublime delle creature, ma per mantenere salda la dottrina della Redenzione, operata soltanto dal sacrificio di Gesù. Si pensava che Maria, esentata dalla lege del peccato originale, comune ad ogni mortale, non avrebbe avuto bisogno della Redenzione, e questa dunque non si poteva dire più univeersale. L'eccezione, in questo caso, non confermava la regola, ma la disttruggeva.
Il francescano Giovanni Duns, detto Scoto perchè nato in Scozia, riuscì a superare questo scoglio
dottrinale con una convincente distinzione. Anche la Madonna era stata redenta da Gesù, ma con
una redenzione preventiva, prima e fuori del tempo. Ella fu preservata dal peccato originale in previsione dei meriti del suo figlio divino. Ciò conveniva, era possibile, e dunque fu fatto.
IMMACOLATA CONCEZIONE
Dopo Duns Scoto, la dottrina dell'Immacolata fece grandi progressi, e la sua devozione
si diffuse sempre di più. Dal 1476 la festa dell'Immacolata Concezione di Maria venne introdotta nel Calendario romano. Sulle piazze d'Italia, predicatori celebri tessevano le lodi
della Vergine Immacolata: tra questi San Leonardo da Porto Maurizio e San Bernardino da Siena.
Nel 1830 la Vergine apparve a Santa Caterina Labouré, la quale diffuse poi una "medaglia mracolosa" con l'immagine dell'Immacolata, cioé della "concepita senza peccato". Questa medaglia suscitò un'intensa devozione, e molti Vescovi chiesero a Roma la definizione di
quel dogma che ormai era nel cuore di quasi tutti i cristiani.
COsì l'8 dicembre 1854, Pio IX proclamava la "donna vestita di sole" esente dal peccato originale, tutta pura, cioé Immacolata. Fu un atto di grande fede e di estremo coraggio, che suscitò gioia tra
i fedeli della Madonna, e indignazione tra i nemici del Cristianesimo, perché il dogma dell'Immacolata era una diretta semntita dei naturalisti e dei materialisti. Ma quattro anni dopo, le
apparizioni di Lourdes apparvero una prodigiosa conferma del dogma che aveva proclamato la Vergine "tutta bella", "piena di grazia", e priva di ogni macchia del peccato originale.
Questa straordinaria conferma che sembrò un ringraziamento, per l'abbondanza di grazie che dal cuore dell'Immacolata piovvero sull'umanità. E dalla devozione per l'Immacolata ottenne immediata diffusione, in Italia, il nome femminile di Concetta, in Spagna quello di Concepciòn: un nome che ripete l'attributo più alto di Maria, "sine labe originali concepta", cioé concepita senza macchia di peccato, e, perciò, Immacolata.

CONSACRARSI A MARIA E' INDISPENSABILE

E' indispensabile che l'impegno della propria salvezza e la collaborazione per la salvezza degli
altri, ci avvicini sempre più all'Immacolata, per ricevere da Lei la grazia di un concreto e crescente
amore di Dio, in ogni istante della vita. Il modo migliore di vivere la proria vicinanza a
Maria e quello di donarsi e consacrarsi a Lei.

Questa donazione di sé non esige affatto l'abbandono del mondo e della famiglia e l'ingresso in un
istituto religioso. Ci si può beneissimo occupare dei propri affari e dei porpri impegni; tuttavia, per il fatto che "doniamo" totalmente all'Immacolata quello che siamo e facciamo,, i nostri impegni e problemi quotidiani, tutto viene accolto e offferto da Maria stessa a Dio per noi. Apppartenendo a
Maria con la nostra consacrazione, anche ogni nostro problema e desiderio appartiene a lei. Per
questo, Maria Immacolata ci aiuta a vincere il male, a superare le nostre debolezze e purificare la
nostra vita, perché diventi "santa e immacolata al cospetto di Dio"
E' evidente che chi vuole appartenere a Maria, fa di tutto perché la propria vita divenga sempre più
degna di un "figlio di Maria". Non solo, ma sperimentando più forza nelle tentazioni e vera consolazione nelle difficoltà, il devoto si preoccupa di partecipare anche agli altri la propria
felicità, in modo che anche i cuori degli altri siano attratti a Dio attraverso Maria:
Ave Maria!

O Padre Santo, ti vogliamo ringraziare per averci donato Maria e ti preghiamo
per Sua intercessione, di poter realizzare la nostra vocazione cristiana e di
crescere ogni giorno nel Tuo Amore fino a quando vorrai accoglierci nella
Tua Casa accompagnati da Maria per godere per sempre del Tuo Regno
Beato Amen

Maria Maistrini

Il Santo Rosario del Vaticano...pregate con me!!!







http://farm2.static.flickr.com/1159/558258166_17430cdb60.jpg





Esposizione dei misteri

Il Rosario è composto di venti "misteri" (eventi, momenti significativi) della vita di Gesù e di Maria, divisi dopo la Lettera Apostolica Rosarium Virginis Mariae, in quattro Corone.

La prima Corona comprende i misteri gaudiosi (lunedì e sabato), la seconda i luminosi (giovedì), la terza i dolorosi (martedì e venerdì) e la quarta i gloriosi (mercoledì e domenica).

«Questa indicazione non intende tuttavia limitare una conveniente libertà nella meditazione personale e comunitaria, a seconda delle esigenze spirituali e pastorali e soprattutto delle coincidenze liturgiche che possono suggerire opportuni adattamenti» (Rosarium Virginis Mariae, n. 38).

Per aiutare l'itinerario meditativo-contemplativo del Rosario, ad ogni "mistero" sono riportati due testi di riferimento: il primo della Sacra Scrittura, il secondo del Catechismo della Chiesa Cattolica.



Archivio blog

Le omelie di Padre Raniero Cantalamessa