lunedì 10 gennaio 2011

Atto di Affidamento a Maria


GIOVANNI PAOLO IIAtto di affidamento e di consacrazione alla Vergine a Fatima il 13 maggio 1982 e a Roma il 25 marzo 1984



1. "Sotto la Tua protezione cerchiamo rifugio, santa Madre di Dio"! Pronunciando le parole di questa antifona, con la quale la Chiesa di Cristo prega da secoli, mi trovo oggi in questo luogo da Te scelto e da Te, Madre, particolarmente amato.
Sono qui, unito con tutti i Pastori della Chiesa in quel particolare vincolo, mediante il quale costituiamo un corpo e un collegio, così come Cristo volle gli Apostoli in unità con Pietro.
Nel vincolo di tale unità, pronunzio le parole del presente Atto, in cui desidero racchiudere, ancora una volta, le speranze e le angosce della Chiesa nel mondo contemporaneo.
Quaranta anni fa e poi ancora dieci anni dopo il tuo servo, il Papa Pio XII, avendo davanti agli occhi le dolorose esperienze della famiglia umana, ha affidato e consacrato al tuo Cuore Immacolato tutto il mondo e specialmente i Popoli che erano particolare oggetto del tuo amore e della tua sollecitudine.
Questo mondo degli uomini e delle nazioni ho davanti agli occhi anch'io oggi, nel momento in cui desidero rinnovare l'affidamento e la consacrazione compiuta dal mio Predecessore nella Sede di Pietro: il mondo del secondo millennio che sta per terminare, il mondo contemporaneo, il nostro mondo odierno!
La Chiesa memore delle parole del Signore: "Andate... e ammaestrate tutte le nazioni... Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo" (Matth. 28, 19-20), ha rinnovato, nel Concilio Vaticano II, la coscienza della sua missione in questo mondo.
E perciò, o Madre degli uomini e dei popoli, Tu che "conosci tutte le loro sofferenze e le loro speranze", Tu che senti maternamente tutte le lotte tra il bene e il male, tra la luce e le tenebre, che scuotono il mondo contemporaneo, accogli il nostro grido che, come mossi dallo Spirito Santo, rivolgiamo direttamente al Tuo Cuore e abbraccia, conl'amore della Madre e della Serva, questo nostro mondo umano, che Ti affidiamo e consacriamo, pieni di inquietudine per la sorte terrena ed eterna degli uomini e dei popoli.
In modo speciale Ti affidiamo e consacriamo quegli uomini e quelle nazioni, che di questo affidamento e di questa consacrazione hanno particolarmente bisogno.
"Sotto la tua protezione cerchiamo rifugio, santa Madre di Dio"!
Non disprezzare le suppliche di noi che siamo nella prova!
Non disprezzare!
Accogli la nostra umile fiducia - e il nostro affidamento!

2. "Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non muoia, ma abbia la vita eterna" (Io. 3, 16).
Proprio questo amore ha fatto sì che il Figlio di Dio abbia consacrato sé stesso: "Per loro io consacro me stesso, perché siano anch'essi consacrati nella verità" (ibid. 17, 19).
In forza di quella consacrazione i discepoli di tutti i tempi sono chiamati a impegnarsi per la salvezza del mondo, ad aggiungere qualcosa ai patimenti di Cristo a favore del suo Corpo che è la Chiesa (cfr. 2 Cor. 12, 15; Col. 1, 24).
Davanti a Te, Madre di Cristo, dinanzi al tuo Cuore Immacolato, io desidero oggi, insieme con tutta la Chiesa, unirmi col Redentore nostro in questa sua consacrazione per il mondo e per gli uomini, la quale solo nel suo Cuore divino ha la potenza di ottenere il perdono e di procurare la riparazione.
La potenza di questa consacrazione dura per tutti i tempi e abbraccia tutti gli uomini, i popoli e le nazioni, e supera ogni male, che lo spirito delle tenebre è capace di ridestare nel cuore dell'uomo e nelle sua storia e che, di fatto, ha ridestato nei nostri tempi.
A questa consacrazione del nostro Redentore, mediante il servizio del successore di Pietro, si unisce la Chiesa, Corpo mistico di Cristo.
Oh, quanto profondamente sentiamo il bisogno di consacrazione per l'umanità e per il mondo: per il nostro mondo contemporaneo, nell'unità con Cristo stesso! L'opera redentrice di Cristo, infatti, deve essere partecipata dal mondo per mezzo della Chiesa.
Oh, quanto ci fa male, quindi, tutto ciò che nella Chiesa e in ciascuno di noi si oppone alla santità e alla consacrazione! Quanto ci fa male che l'invito alla penitenza, alla conversione, alla preghiera, non abbia riscontrato quell'accoglienza che doveva!
Quanto ci fa male che molti partecipino così freddamente all'opera della Redenzione di Cristo! Che così insufficientemente si completi nella nostra carne "quello che manca ai patimenti di Cristo" (Col. 1, 24).
Siano quindi benedette tutte le anime, che obbediscono alla chiamata dell'eterno Amore! Siano benedetti coloro che. giorno dopo giorno, con inesausta generosità accolgono il tuo invito, o Madre, a fare quello che dice il tuo Gesù (cfr. Io. 2, 5) e danno alla Chiesa e al mondo una serena testimonianza di vita ispirata al Vangelo.
Sii benedetta sopra ogni cosa Tu, Serva del Signore, che nel modo più pieno obbedisci alla Divina chiamata!
Sii salutata Tu, che sei interamente unita alla consacrazione redentrice del Tuo Figlio!
Madre della Chiesa! Illumina il Popolo di Dio sulle vie della fede, della speranza e della carità! Aiutaci a vivere con tutta la verità della consacrazione di Cristo per l'intera famiglia umana del mondo contemporaneo.

3. AffidandoTi, o Madre, il mondo, tutti gli uomini e tutti i popoli, Ti affidiamo anche la stessa consacrazione per il mondo, mettendola nel Tuo Cuore materno.
Oh, Cuore Immacolato! Aiutaci a vincere la minaccia del male, che così facilmente si radica nei cuori degli stessi uomini d'oggi e che nei suoi effetti incommensurabili già grava sulla nostra contemporaneità e sembra chiudere le vie verso il futuro!
Dalla fame e dalla guerra, liberaci!
Dalla guerra nucleare, da un'autodistruzione incalcolabile, da ogni genere di guerra, liberaci!
Dai peccati contro la vita dell'uomo sin dai suoi albori, liberaci!
Dall'odio e dall'avvilimento della dignità dei figli di Dio, liberaci!
Da ogni genere di ingiustizia nella vita sociale, nazionale e internazionale, liberaci!
Dalla facilità di calpestare i comandamenti di Dio, liberaci!
Dai peccati contro lo Spirito Santo, liberaci! liberaci!
Accogli, o Madre di Cristo, questo grido carico della sofferenza di tutti gli uomini! Carico della sofferenza di intere società!
Si riveli, ancora una volta, nella storia del mondo, l'infinita potenza dell'Amore misericordioso! Che esso fermi il male! Trasformi le coscienze! Nel Tuo Cuore Immacolato si sveli per tutti la luce della Speranza!

in Insegnamenti di Giovanni Paolo II, vol. V, 2, pp. 1590-1593; ripetuto il 25-3-1984, ibid., vol. VII, 1, pp. 774-777. Testo in italiano. 


divisori



«Le apparizioni e il messaggio di Fatima»secondo i manoscritti di suor Lucia

III. ALCUNE VISIONI PRIVATE
Nel poco tempo passato sulla terra dopo le apparizioni, e nello stesso periodo da esse abbracciato, Francesco e Giacinta, ma soprattutto quest'ultima, ebbero separatamente diverse visioni. Riferiremo ora le principali, che sono quelle di Giacinta.
«VIDI IL SANTO PADRE...»
Una volta, circa a mezzogiorno, presso il pozzo della casa dei genitori di Lucia, Giacinta chiese a Lucia:
«-"Non hai visto il Santo Padre?"«-"No".«-"Non so come è andata, ma ho visto il Santo Padre in una casa molto grande, in ginocchio davanti a un tavolo, piangente con le mani sul viso; fuori dalla casa vi era molta gente e alcuni gli tiravano pietre, altri gli lanciavano imprecazioni e gli dicevano molte brutte parole. Povero Santo Padre, dobbiamo pregare molto per lui!"» (
1).
Una sera d'agosto del 1917, mentre i veggenti erano seduti sulle rocce del colle del Cabeço, Giacinta si mise improvvisamente a recitare la preghiera loro insegnata dall'Angelo, e dopo un profondo silenzio disse alla cugina:
«-"Non vedi tante strade, tanti sentieri e campi pieni di gente che piange perché ha fame e non ha niente da mangiare? E il Santo Padre in una chiesa che prega davanti al Cuore Immacolato di Maria? E tanta gente che prega con lui?"» (
2).
Un giorno, in casa di Giacinta, Lucia la trovò molto pensierosa e le chiese:
«-"Giacinta, a che cosa stai pensando?"«-"Alla guerra che deve venire. Deve morire tanta gente! E va quasi tutta all'inferno! Devono essere distrutte molte case e devono morire molti sacerdoti. Vedi io vado in cielo, e tu, quando vedrai di notte la luce che quella Signora ha detto che viene prima, vienci anche tu"» (
3)

ULTIME VISIONI DI GIACINTA

Alla fine di ottobre del 1918, Francesco e Giacinta si ammalarono quasi nello stesso tempo. Andando a fare loro visita, Lúcia trovò Giacinta al sommo della gioia. Ella gliene spiegò la ragione:
«La Madonna ci è venuta a trovare, e ha detto che molto presto viene a prendere Francesco per portarlo in cielo. E a me ha chiesto se volevo convertire ancora altri peccatori. Le ho detto di sì. Mi ha detto che sarei andata in un ospedale, e che là avrei sofferto molto. Di soffrire per la conversione dei peccatori, in riparazione dei peccati contro il Cuore Immacolato di Maria e per amore di Gesù. Ho chiesto se tu saresti venuta con me. Mi ha detto di no. Questo è quello che mi spiace di più. Mi ha detto che mi ci porterà mia madre e che poi resterò là da sola!» (
4).
Durante la malattia dei due veggenti, Lucia faceva loro visita di frequente. Allora conversavano a lungo sugli avvenimenti di cui erano stati protagonisti. Trascriviamo alcune osservazioni di Giacinta:
«Ormai mi manca poco per andare in cielo. Tu resterai qui per dire che Dio vuole stabilire nel mondo la devozione al Cuore Immacolato di Maria. Quando sarà il momento di dirlo, non nasconderti, dì a tutti che Dio ci concede le grazie attraverso il Cuore Immacolato di Maria, di chiederle a Lei, che il Cuore di Gesù vuole che, al suo fianco si veneri il Cuore Immacolato di Maria. Si chieda la pace al Cuore Immacolato di Maria, ché Dio l'ha affidata a Lei. Se potessi mettere nel cuore di tutti la luce che ho qui dentro nel petto a bruciarmi e a farmi amare tanto il Cuore di Gesù e il Cuore di Maria!» (
5).«Vedi, sai? Nostro Signore è triste perché la Madonna ci ha detto di non offenderLo più, che era già molto offeso e che nessuno ci fa caso; continuano a fare gli stessi peccati» (6)
Alla fine di dicembre del 1919, la Madonna comparve nuovamente a Giacinta, che riferì il fatto alla cugina in questi termini:
«Mi ha detto che andrò a Lisbona in un altro ospedale (
7); che non rivedrò né te né i miei genitori; che dopo aver sofferto molto, morirò sola- ma che non devo avere paura, che mi viene a prendere Lei là per portarmi in cielo» (8)
«CHI TI HA INSEGNATO TANTE COSE?»
Trasportata a Lisbona, Giacinta rimase prima in un orfanotrofio vicino alla chiesa di Nossa Senhora dos Milagres, poi fu portata all'ospedale Dona Estefánia. Nel primo di questi istituti fu assistita dalla madre Maria da Purificação Godinho, che prese nota -anche se non sempre letteralmente- delle sue ultime parole.
Ne riproduciamo di seguito alcune, impregnate di tono profetico e piene di unzione e di insegnamenti. De Marchi le pubblica raccolte per argomento.

* Riguardo alla guerra:

«La Madonna disse che nel mondo ci sono molte guerre e discordie.«Le guerre non sono altro che il castigo per i peccati del mondo.«La Madonna non può più trattenere il braccio del suo amato Figliolo sul mondo.«Bisogna fare penitenza. Se non si emendano, verrà il castigo.«Gesù è profondamente indignato per i peccati e delitti che si commettono in Portogallo. Per questo un terribile cataclisma di ordine sociale minaccia il nostro paese e specialmente la città di Lisbona. Si scatenerà, come pare, una guerra civile di carattere anarchico e comunista, accompagnata da saccheggi, uccisioni, incendi e distruzioni d'ogni specie. La capitale si convertirà in una vera immagine dell'inferno. Nell'occasione in cui la Giustizia divina, offesa, infliggerà tanto spaventoso castigo tutti quelli che potranno fuggano da questa città. Questo castigo, ora predetto, conviene che sia annunziato a poco a poco, con la debita discrezione» (9).«Se gli uomini non si emenderanno, la Madonna invierà al mondo un castigo quale non si vide mai e, prima che alle altre nazioni, alla Spagna» (10).
Giacinta parlava anche di «altri avvenimenti che si sarebbero realizzati intorno al 1940» (
11).

* Sui sacerdoti e sui governanti:

«Mia Madrina, preghi molto per i peccatori!«Preghi molto per i sacerdoti!«Preghi molto per i religiosi!«I sacerdoti devono occuparsi solo delle cose di Chiesa!«I sacerdoti devono essere puri, molto puri!«La disobbedienza dei sacerdoti e dei religiosi ai loro superiori ed al S. Padre offende molto Gesù.«Mia Madrina, preghi molto per i governanti!«Guai a quelli che perseguitano la Religione di Gesù.«Se il Governo lasciasse in pace la Chiesa e lasciasse libertà alla santa religione, sarebbe benedetto da Dio» (
12).

* Sopra il peccato:

«I peccati che portano più anime all'inferno sono i peccati della carne.«Verranno mode che offenderanno molto Gesù.«Le persone che servono Dio non devono seguire la moda. La Chiesa non ha moda. Gesù è sempre lo stesso.«I peccati del mondo sono molto grandi.«Se gli uomini sapessero ciò che è l'Eternità, farebbero di tutto per cambiare vita.«Gli uomini si perdono, perché non pensano alla morte di Gesù e non fanno penitenza.«Molti matrimoni non sono buoni, non piacciono a Gesù, non sono di Dio» (
13).

* Sulle virtù cristiane:
«Mia Madrina, non vada in mezzo al lusso: fugga le ricchezze!«Sia molto amica della santa povertà e del silenzio.«Abbia molta carità anche con chi è cattivo.«Non parli male di nessuno e fugga chi dice male.«Abbia molta pazienza, perché la pazienza ci porta in Cielo.«La mortificazione e i sacrifici sono molto graditi a Gesù.«La confessione è un sacramento di misericordia. Per questo bisogna avvicinarsi al confessionale con compiacenza e gioia. Senza confessione non c'è salvezza.«La Madre di Dio desidera molte anime vergini, che si leghino a lei con il voto di castità.«Per essere religiosa bisogna essere molto pura nell'anima e nel corpo».«E sai che vuol dire essere pura?», chiede madre Godinho.
«Lo so, lo so. Essere pura nel corpo vuol dire custodire la castità. Ed essere pura nell'anima vuol dire non fare peccati: non guardare ciò che non si deve vedere; non rubare; non mentire; dire sempre la verità, anche quando ci costa...».«Chi non adempie le promesse che fa alla Madonna, non avrà mai pace.«I medici non hanno luce e scienza per curare bene gli ammalati, perché non hanno amor di Dio».«Chi t'insegnò tante cose?»chiede madre Godinho.
«Fu la Madonna, ma alcune cose le penso io. Mi piace tanto pensare!» (
14).

Notando che molti visitatori conversavano e ridevano nella cappella dell'orfanotrofio, Giacinta chiese a madre Godinho di fare loro presente che questo comportamento costituiva mancanza di rispetto verso la Presenza reale. Poiché questa misura non diede risultati soddisfacenti, chiese che si facesse questa comunicazione al cardinale: «La Madonna non vuole che la gente parli in chiesa» (
15)
ULTIMI GIORNI DI GIACINTA
Durante la sua breve permanenza all'ospedale, Giacinta fu favorita da nuove visite della Madonna, che le annunciò il giorno e l'ora in cui sarebbe morta. Quattro giorni prima di portarla in cielo, la santissima Vergine le tolse tutti i dolori.
La vigilia della sua morte, qualcuno le chiese se voleva vedere la madre. Giacinta rispose:
«La mia famiglia durerà poco tempo. Presto ci incontreremo in Cielo. La Madonna apparirà un'altra volta, non a me, perché di certo morrò, come mi disse Lei» (
16).
La Madonna venne a prendere Giacinta il 20 febbraio 1920. Francesco aveva reso la sua anima a Dio il 4 aprile dell'anno precedente.
Giacinta fu sepolta nel cimitero di Vila Nova de Ourém. Francesco era stato precedentemente sepolto in quello di Fátima. Il 12 settembre 1935, i resti mortali di Giacinta furono traslati al cimitero di Fátima, dove furono deposti in un sepolcro nuovo appositamente costruito per lei e per suo fratello. Sulla lapide, una semplice iscrizione diceva: «Qui riposano i resti mortali di Francesco e Giacinta, a cui è apparsa la Madonna».Più tardi, rispettivamente nel 1951 e nel 1952, le preziose spoglie furono portate nella cripta della basilica di Fátima, ove si trovano ancora.
I processi canonici preparatori per la beatificazione dei due veggenti di Fátima sono stati iniziati ufficialmente nel 1949. La comunicazione delle grazie ottenute per intercessione dei servi di Dio Francesco e Giacinta deve essere fatta al vice-postulatore della causa, presso il palazzo episcopale di Leiria, in Portogallo.
(l) Cfr. Memórias e Cartas da Irmã Lúcia, cit., III, p. 228; G. DE MARCHI, op. cit., p. 117; W. T. WALSH, op. cit., p. 143; L. G. DA FONSECA, op. cit., p. 152.
di ANTONIO AUGUSTO BORRELLI MACHADO



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Il Santo Rosario del Vaticano...pregate con me!!!







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Esposizione dei misteri

Il Rosario è composto di venti "misteri" (eventi, momenti significativi) della vita di Gesù e di Maria, divisi dopo la Lettera Apostolica Rosarium Virginis Mariae, in quattro Corone.

La prima Corona comprende i misteri gaudiosi (lunedì e sabato), la seconda i luminosi (giovedì), la terza i dolorosi (martedì e venerdì) e la quarta i gloriosi (mercoledì e domenica).

«Questa indicazione non intende tuttavia limitare una conveniente libertà nella meditazione personale e comunitaria, a seconda delle esigenze spirituali e pastorali e soprattutto delle coincidenze liturgiche che possono suggerire opportuni adattamenti» (Rosarium Virginis Mariae, n. 38).

Per aiutare l'itinerario meditativo-contemplativo del Rosario, ad ogni "mistero" sono riportati due testi di riferimento: il primo della Sacra Scrittura, il secondo del Catechismo della Chiesa Cattolica.



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