mercoledì 18 agosto 2010

I cinque sassi di Maria

Questi "cinque sassi" donatici da Maria ci aiutano ad essere più forti nella vita spirituale e a sconfiggere definitivamente il demonio. Allo stesso modo in cui Davide sconfisse Golia, grazie alle 5 pietre, così ella ci insegna a sconfiggere satana, il Golia della nostra vita spirituale.
La Regina della pace ci da alcune indicazioni per far si che il nostro passo incerto possa essere sicuro sul cammino della santità.
La Madonna ripropone chiaramente ciò che la Chiesa ha sempre raccomandato.


1- Eucarestia
Punto di partenza è la partecipazione alla Santa Messa festiva. Senza questa un cristiano si trova nelle stesse condizioni di un fiorellino estirpato dal terreno: non ha alcuna possibilità di ricevere nutrimento e il suo deperimento è inevitabile.
Per capire l'importanza della Santa Eucaristia la Madonna disse inizialmente ai sei ragazzi confusi dalla grandezza di quegli avvenimenti con cui improvvisamente dovevano confrontarsi: "Se un giorno doveste scegliere tra una mia apparizione e la Santa Messa, partecipate al Sacrificio Eucaristico".


2- La Bibbia
La lettura quotidiana di un breve passo della Bibbia ci permette di cogliere diversi spunti fonte di meditazione nell'arco della giornata. La Mamma Celeste, sottolinea la grandezza della Parola di Dio suggerendo di porre la Bibbia in casa in un luogo ben visibile, così che le difficoltà della vita e le distrazioni non ce la facciano dimenticare.


3-Confessione
Viene suggerito di accostarsi al Sacramento della Riconciliazione almeno una volta al mese. Non aspettiamo di avere peccati gravi per confessarci. Il confessionale è il tribunale di misericordia dal quale, se abbiamo la dovuta contrizione, usciamo sempre assolti e rinnovati.


4- Preghiera
La Madonna fa più volte riferimento alla preghiera del cuore. Si tratta di aprirsi completamente e confidenzialmente a Dio essendo certi di rivolgerci ad un Papà buono
che non desidera altro che la nostra salvezza.
Si può fare ricorso alla preghiera spontanea, cioè intavolare un dialogo d'amore parlando a tu per tu con il Signore, oppure recitare il Santo Rosario, pratica che Maria raccomanda in molte apparizioni nei più svariati luoghi della terra.


5- Digiuno
L'invito che ci viene rivolto è digiunare il mercoledì ed il venerdì a pane ed acqua.
Con questa rinuncia si comprende che il cibo che abitualmente consumiamo non è un dovuto, ma è dono di Dio e come tale va trattato.
Conseguenza spirituale del digiuno è il distacco dai beni terreni in maniera tale da poter offrire tutto il proprio essere al Signore.

Ave Maria!
Maria Maistrini
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giovedì 12 agosto 2010

"La donna vestita di sole"

L A DONNA VESTITA DI SOLE
sabato 15 agosto 2009
MARIA ASSUNTA IN CIELO
L'Immacolata Vergine, finito il corso della sua vita terrena, fu assunta alla celeste gloria in anima e corpo, perchè fosse più pienamente resa conforme
al Figlio suo Gesù, vincitore del peccato e della morte (Lumen Gentium,59).
Con questa frase del Concilio Vaticano II, la Chiesa ha definito il Dogma dell'Assunzione di Maria (1-11-1960). In verità, il Nuovo Testamento non
dà notizia sulla fine della vita terrena della Madre di Gesù. Si sa solo che
antiche tradizioni cristiane parlano di "dormizione di Maria". In San Paolo
c'è un affermazione teologica che, se da una parte ci induce a considerare
la Madre di Gesù unita al suo Figlio anche nella morte, dall'altra ci fa ritenere
Maria unita alla vita risorta e gloriosa del Figlio, "primizia dei risorti" (1Cor 15,20-239. Insomma, Maria con l'Assunzione viene innalzata alla gloria di
Cristo, asceso in cielo alla destra del Padre, e per specialissimo privilegio
anticipa il destino riservato a tutti i giusti nella risurrezione finale (RSV, 23).
Al termine della sua vita terrena, Maria realizza quel profondo desiderio
avvertito anche dall'Apostolo Paolo: "il desiderio di essere sciolta dalla condizione terrena per essere con Cristo per sempre", perchè "niente e
nessuno può separarla dal suo amore " (Rm 8-35,39). Ecco perchè San
Francesco di Sales considera l'assunzione di Maria un "mistero d'amore"
che conduce la Madre a raggiungere il suo Figlio amato, per condividerne
la vita eterna.
Per noi, l'assunzione di Maria è certezza gioiosa di ciò che il Signore ha
preparato per l'eterno nostro futuro di figli. Non solo: è per noi segno sicuro
dell'amore della Madre del Cielo, che conosce ed ascolta le nostre invocazioni,
perchè "veniamo liberati dalla corruzione e dal male, per entrare nella libertà gloriosa dei figli di Dio" (Rm 8,21).
Ave Maria!

Vi presento Don Dolindo Ruotolo - sacerdote e terziario francescano -   Napoli, 6 ottobre 1882 – 19 novembre 1970 è stato insieme a Padre Pio da Pietrelcina ruota del carro della Chiesa del XX sec. Un amanuense dello Spirito Santo, una Sapienza infusa dall'alto, un taumaturgo di non minor potenza del confratello cappuccino, uno stigmatizzato di Cristo già nel nome, un figlio prediletto della Vergine iniziato alla sapienza delle Scritture, un servo fedele che volle essere il nulla del nulla in Dio e il tutto di Dio negli uomini.

Ecco una pagina di Dolindo che più prediligo:"La donna vestita di Sole"
L'Apocalisse commentata da Don Dolindo Ruotolo
...Cap.XII

La donna vestita di sole coronata di dodici stelle, e con la luna sotto i piedi.
[...] La medaglia miracolosa, Lourdes, Fatima, hanno mostrato alle anime il grande portento di Dio, Maria SS. Immacolata, la donna vestita di sole e coronata di stelle per eccellenza. Il giorno di Dio si avanza a grandi passi, ma l’aurora di questo giorno mentre ha zone di luce, ha anche zone di caligine e di tenebre, come le ha l’aurora del giorno terreno.
Non possiamo perciò terminare questo capitolo senza fermarci a considerare almeno per poco Maria SS., grande portento di Dio, e donna vestita di sole e coronata di stelle. Non credi tu dice S. Bernardo, che Maria è la donna vestita di sole? Essa è vestita di sole perché penetrò l’abisso profondissimo della divina Sapienza oltre ogni immaginazione. I profeti furono semplicemente purificati nelle loro labbra dal fuoco celeste, ma Maria meritò di esserne da ogni parte avvolta e come chiusa. Essa è un grande portento, perché, come dice S. Bonaventura, Essa è colei, più grande della quale Dio non avrebbe potuto creare. Avrebbe potuto fare un mondo più grande, un cielo più grande, ma non avrebbe potuto fare una madre più grande della Madre di Dio. È questa maternità divina che la riveste di sole, e perciò S. Bernardo rivolto alla Vergine SS. esclama: In te rimane Gesù Cristo che è sole, e tu in Lui. Tu lo rivesti e sei vestita da Lui. Lo rivesti della sostanza della carne, ed Egli ti veste della gloria della sua maestà. Riveste il sole con la nube e tu stessa sei vestita dal sole.
Maria SS. ha sotto i piedi la luna perché è dominatrice dei tempi, e tutte le età la chiamano beata; è coronata di stelle perché rifulge delle grazie degli Angeli, degli Apostoli e dei Santi in altissimo grado, ed è tutta illuminata dai suoi incomparabili privilegi e dalle sue virtù. Rifulgono in Lei la fede, la speranza, la carità, la religione, l’umiltà, la verginità, la fortezza, la povertà, la carità fraterna, l’obbedienza, la misericordia e la modestia, ed Essa rifulge, come dice S. Bernardo nella sua concezione immacolata, nell’angelico saluto, nella infusione dello Spirito Santo, nella divina maternità, nella incomparabile verginità, nella fecondità senza corruzione, nella gravidanza divina senza gravame alcuno, nel parto senza dolore, nel pudore dolcissimo, nell’umiltà devotissima, nella grandezza della fede, nel martirio del cuore.
Maria SS. è la madre della Chiesa, e genera continuamente i figli della grazia, il Corpo mistico di Gesù Cristo, come ne generò il Corpo reale. Essa è quindi la donna vestita di sole che si travaglia per dare alla luce i figli di Dio, e che combatte contro il dragone infernale perché sia tutelata la loro vita soprannaturale. Essa sostiene la Chiesa nei suoi combattimenti più aspri, e si leva trionfante nel cielo con fulgori di gloria novella, ogni volta che dall’inferno si levano contro la Chiesa novelle insidie. Il suo travaglio non è dolore di parto materiale ma è sollecitudine materna, amorosissima, per la quale essa diventa quasi novellamente pellegrina sulla terra, discende a noi, si mostra nel cielo della Chiesa nei fulgori della sua immacolata grandezza, e porta una novella vita alle anime disorientate, generando novellamente quasi il Corpo mistico del Redentore.
Questa sublime maternità di Maria si afferma specialmente quando il dragone infernale trae con la sua coda la terza parte delle stelle del cielo, cioè quando con le sue insidie disorienta quelli che debbono insegnare nella Chiesa la verità e debbono rifulgere nel suo cielo come stelle che orientano il cammino delle anime.
Maria si manifesta nei periodi delle più pericolose eresie
Nell’epoca delle più pericolose eresie Maria si manifesta, scende novellamente in terra, illumina la Chiesa di novello splendore di fede, ed è veramente per Essa la donna vestita di sole.
Non esitiamo perciò a confermare che la donna vestita di sole vista da S. Giovanni immediatamente prima della lotta dell’anticristo, rappresenti anche nel senso letterale Maria SS. rifulgente nella Chiesa di novello splendore per generare a Dio gli ultimi Santi, forti nella maschia loro fede, e opporli alla tremenda marea di errori e d’iniquità che l’anticristo lancerà nelle nazioni, provocando in esse un’apostasia più piena. La Chiesa supererà la lotta terribile per Maria, e rifulgerà di fede e dell’altissima sapienza dei suoi novelli apostoli per Maria; sarà donna vestita di sole e coronata di stelle, e avrà sotto i piedi il mondo materiale e temporale, perché Maria rifulgerà in essa nello splendore della sua divina maternità, nella luce dei suoi privilegi e nella corona che la sublimò Regina del cielo e della terra nella sua assunzione.Forse sarà proprio la definizione dommatica della sua gloriosa assunzione al cielo che la farà apparire al mondo in una gloria novella, proprio quando l’inferno starà per scatenarsi contro la Chiesa per l’ultima lotta. Forse sarà anche, contemporaneamente, qualche novella manifestazione di Maria, precedente o seguente la definizione della Chiesa, come avvenne per l’Immacolato Concepimento. Certo Maria, Madre vera della Chiesa, e non Madre per modo di dire, Madre costituita da Gesù Cristo morente, fu per Essa la donna vestita di sole a cominciare dal Cenacolo, quando lo Spirito Santo discendendo sugli Apostoli costituì la Chiesa nella sua vita soprannaturale anche allora, in maniera mirabile.
Maria fu la donna vestita di sole, per la grazia dello Spirito Santo che tutta l’arricchì, coronata di dodici stelle per gli Apostoli che le stanno intorno, e avente la luna sotto i piedi perché dominava in quel momento i tempi del mondo, segnando con le sue materne cure quelli di Dio; anche allora la Chiesa fu ugualmente vestita di sole per la grazia dello Spirito Santo, coronata di dodici stelle per gli Apostoli che ne erano lo splendore, e che dovevano propagarne la dottrina, e avente la luna sotto i piedi perché dominatrice dei tempi e delle vicende terrene; anche allora Maria e la Chiesa formavano un unico simbolo e un’unica visione di maternità amorosissima, un’unica forza opposta alle forze dell’inferno. Sempre cosi fu nei secoli, ed è logico supporre anzi credere che così sarà al chiudersi della vita della Chiesa su questa terra.
Dal Cenacolo la Chiesa mosse per le prime battaglie del suo mortale cammino con Maria e per Maria, vestita di sole, coronata di dodici stelle e dominante i tempi; con Maria e per Maria giungerà al traguardo dei secoli per l’ultima lotta e per l’ultimo trionfo, che si muterà in trionfo eterno. Sarà vestita di sole per le grazie che la inonderanno, e per la grande fede che tutta l’animerà; sarà coronata di dodici stelle, perché una, apostolica e cattolica, non avrà perduto alcuna delle sue note, tutta santa per la vita ricevuta da Maria e per Maria attraverso gli Apostoli. Avrà sotto i piedi le misere e mutabili cose del tempo, figurate dalla luna, e darà a Dio integro, forte e santo il popolo dell’eterno trionfo. Maria sarà con lei in una maniera tanto piena e grande, che la Chiesa sarà Mariana, per cosi dire, vivendo di Gesù e per Gesù nella gloria e nella maternità di Maria.
Maria sarà glorificata in maniera singolarissima proprio quando « maestri » e « dottori » cadranno in diabolici errori
Questa ultima e straordinaria manifestazione della gloria e della potenza di Maria avverrà proprio quando l’infernale dragone trarrà con la coda la terza parte delle stelle del cielo, e le precipiterà sulla terra. Stelle del cielo che cantano la divina gloria sono i dottori, secondo lo spirito liturgico della Chiesa, poiché essi rifulgono nel firmamento spirituale, lo illuminano come tremule luci, per la limitazione del pensiero umano, e cantano le grandezze di Dio come le stelle, perché con la loro dottrina ne mostrano e ne fanno intuire la magnificenza. Queste stelle sono tratte dal cielo della soprannaturale dottrina, quando satana con le insidie della falsa scienza, del modernismo, della critica, del razionalismo e dello scientificismo li precipita sulla terra facendo loro vedere le cose da un punto di vista unicamente terreno, inaridendone lo spirito, e facendoli precipitare in mille errori.
Maria, debellatrice di tutte le eresie, sarà glorificata nella Chiesa in maniera singolarissima proprio quando i suoi maestri e dottori saranno maggiormente disorientati dallo spirito satanico, e cadranno in molti insidiosissimi errori, lusingandosi di portare nell’insegnamento della Chiesa una nota di modernità e di scienza, che viceversa sarà una nota di materialità tutta terrena, che sfigurerà gl’ineffabili tesori della dottrina della Chiesa.
Questo tristissimo ed esiziale fenomeno lo abbiamo già visto col modernismo, il razionalismo e lo scientificismo, e dolorosamente lo vediamo crescere e non diminuire per opera di pochi orgogliosi, che, gonfi della loro effimera erudizione o dottrina, svalutano col più balordo dei disprezzi tutto quello che i veri luminari della Chiesa, i Padri e i Santi Dottori, hanno insegnato nel corso dei secoli. Questa insidiosa eresia, somma e colmo di tutte le eresie, sarà debellata completamente quando Maria sarà glorificata novellamente nella Chiesa, e quando la devozione verso di Lei assunta in Cielo riporterà novellamente nel cielo e nel fulgore soprannaturale le profumate dottrine. Maria allora, in mezzo alla generale apostasia, genererà novellamente Gesù Cristo nelle anime, e promulgherà il regno del suo trionfante amore nel regno della propria regalità materna.
Questo noi lo invochiamo con calde preghiere, e lo aspettiamo con fervida attesa, poiché è innegabile che, come disse già fin dal 1929 Pio XI, si scorgono segni di un vero orientamento nell’esegesi biblica moderna, disorientamento che oggi è immensamente cresciuto, e che è stato ed è la vera ed ultima causa del decadimento cristiano. Solo Maria può vincere questa terribile insidia dell’inferno, e solo Maria la vincerà in una novella gloria che la mostrerà nella Chiesa vestita del sole dell’eterna sua gloria, e coronata delle stelle della sua materna regalità, forse precisamente nella definizione dommatica della sua assunzione al cielo.
L’ordine stesso col quale S. Giovanni predice gli avvenimenti futuri rafforza questa grande speranza, che è la speranza della Chiesa: si apre il settimo sigillo, e il suono delle trombe di sette Angeli annunzia le tribolazioni che gradatamente colpiranno la terra peccatrice. Flagelli sulla terra, nel mare, nelle fonti, nel firmamento (cap. VIII). Poi flagelli più grandi: lo sconvolgimento dei popoli, le guerre terribili e sterminatrici con le misteriose cavallette e la misteriosa cavalleria (cap. IX). San Giovanni allora vede un libro ed ha ordine di farne suo nutrimento, perché possa ancora profetizzare a molte genti, ai popoli e ai Re (cap. X).
Questo libro misterioso che sta tra questi avvenimenti, e che è dolce ed amaro, è la parola di Dio, e sopra tutto la Sacra Scrittura, riportata alla Chiesa da un Angelo, cioè da un messaggero di Dio, perché ridiventi cibo suo. Dolcezza di sapore e amarezza di digestione e di assorbimento caratterizzano questo libro, per la gioia con la quale è ricevuto e per le amarezze della lotta che ad esso si fa quando dalla sfera privata passa nel seno della Chiesa. Il libro è divorato da S. Giovanni che rappresenta la Chiesa, sparisce divorato da una condanna della Chiesa, che nel digerirlo lo trova amaro. S. Giovanni non dice più nulla di questo libro misterioso, ma è evidente dalle profezie che seguono quello che intorno ad esso, per così dire, si centralizza.
ll libro, pur essendo stato divorato, ed essendo stato trovato amaro, non è rigettato. L’amarezza della digestione passa; è assorbito, diventa vita delle anime, suscita una novella vita, ed ecco la misura del Santuario e dell’Altare, e la mancata misura dell’atrio delle genti, cioè ecco una distinzione netta tra veri cristiani e mondani, ecco preparato l’ambiente del Regno di Dio e del trionfo della Chiesa in terra, ecco i due testimoni che lo realizzano con l’attività del loro apostolato.
Suona la settima tromba, perché s’inizia così la settima epoca della vita della Chiesa. S’inizia con un trionfo, e per questo grandi voci dal Cielo e i ventiquattro seniori ringraziano Dio. Il trionfo, è evidente dal contesto, culmina nella gloriosa manifestazione dell’Arca del Testamento (cap. XI) ossia della glorificazione dell’Eucaristia, e per riflesso della glorificazione di Maria, Arca santa e immacolata che ci dette Gesù. Il Regno di Dio in terra, e il trionfo della Chiesa giungono al loro apogeo in una glorificazione più grande di Maria, che ridonderà tutta al trionfo della Chiesa, ed ecco la donna vestita di sole, coronata di stelle, e con la luna sotto i piedi, ecco Maria nello splendore di una nuova corona, ed ecco la Chiesa nel fulgore di una nuova vita.
Il trionfo di Maria e quello della Chiesa servono per la generazione del Redentore nelle anime, non per una semplice parata di gloria, servono per formare il popolo maschio, il forte popolo cristiano degli ultimi tempi, ed ecco il dragone rosso che viene dall’abisso per muovere guerra a Maria ed alla Chiesa, eccolo in piena forza coi suoi satelliti.
Combatte contro S. Michele e i suoi Angeli, è vinto, è relegato interamente sulla terra, e muove per l’ultimo assalto che culminerà poi nella fine del mondo e nel giudizio universale (cap. XII).
Tutti questi avvenimenti, alcuni dei quali sono concomitanti, ci fanno volgere lo sguardo a Maria, e ci fanno sperare, anzi ci danno la sicurezza assoluta che per Lei rifulgerà novellamente sulla terra la gloria di Dio, per Lei sarà schiacciata l’eresia moderna, per Lei la Chiesa trionferà anche sulla terra.
Nel giorno del giudizio il portento di Dio, Maria, e la Chiesa, portento autentico di grazie e di misericordie, appariranno novellamente nel Cielo, Maria come Regina di gloria accanto al Re trionfante, la Chiesa come celeste Gerusalemme, sposa abbigliata per il suo diletto. Tutta l’umanità vedrà la donna, la Signora, la Regina vestita di sole, del Sole Divino che in Lei s’incarnò, e vedrà in lei la suprema bellezza della Chiesa, poiché Essa ne fu il modello più completo e la Madre; Essa fu la città di Dio, città tutta santa, il cui Tempio fu il suo Cuore Immacolato e la sua anima benedetta e santissima. Ci sarà anche il dragone, ma definitivamente schiacciato sotto i piedi di Lei; il tempo e i secoli passati saranno come lo sgabello della sua gloria, come pallida luna sulla quale Essa s’innalzerà, Essa che sarà tutta ammantata dal Sole Eterno. La storia dell’umanità chiuderà così il suo circolo, i cui estremi si toccheranno, poiché cominciò nell’Eden con la donna e il dragone che la vinse, e terminerà con Maria e il dragone sconfitto da lei.
Pace e bene

mercoledì 14 luglio 2010

sabato 10 luglio 2010


LA MADONNA DEL CARMELO E LO SCAPOLARE



Lo scapolare, come il Rosario, è tra le devozioni più antiche e più universali della Chiesa, approvata dai Pontefici, consigliata dai Santi, e confermata con grazie e miracoli. 
L'abitino, insegna dei figli di Maria, è il richiamo della protezione della Madre, l'ammonimento ad una vita degna e santa. 
La Madonna vuole che tutti indossino lo Scapolare del Carmine”.  (Lucia di Fatima)

(Madonna del Carmelo- Chiesa di Santa Maria della Scala- Roma)






Il 16 luglio ricorre la memoria della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo.


L'origine di questa devozione è antichissima. 
Nel libro della Liturgia delle ore, si legge: nella Sacra Scrittura si celebra la bellezza del Carmelo, dove il profeta Elia difendeva la purezza della fede di Israele nel Dio vivente. 
Nel secolo XII alcuni eremiti si ritirarono su questo monte (si trattava di fedeli cristiani che provenivano dall'Europa, arrivando sul Monte in pellegrinaggio, probabilmente, reduci dalle crociate), ed in seguito fondarono un Ordine di vita contemplativa sotto il patrocinio della Santa Madre di Dio, Maria”, ossia, l'ordine Carmelitano.




Ma la tradizione narra che già prima del Cristianesimo, un gruppo di eremiti si riunisse sul Monte Carmelo (che significa giardino-Paradiso di Dio), e in seguito, prese il nome iniziale di “Fratelli della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo” costruendo anche una cappelletta dedicata alla Vergine.
Nei primi decenni del 1200, il patriarca di Gerusalemme, S. Alberto Avogadro, dettò la Regola di vita, approvata da Papa Onorio III nel 1226.
I carmelitani furono poi costretti a lasciare la Palestina a seguito dell'invasione saracena, giungendo in occidente, dove iniziò la fioritura dei vari conventi.

E proprio in questa fase che si collocò una tappa importante nella devozione mariana nel Carmelo: la Vergine Maria apparve, il 16 luglio 1251, al beato Simone Stock, padre generale dell'ordine: recava in braccio il Bambino ed era circondata dagli angeli. 

Gli consegnò lo scapolare , parlando del privilegio sabatino ad esso connesso: salvezza dall'inferno per chi lo indossa e pronta liberazione dal Pugatorio, il sabato successivo alla morte.
E' ovvio che questa devozione e questo privilegio, non vanno considerati come degli amuleti.

Indossare lo scapolare significa impegnarsi a vivere alla scuola di Maria, che è infatti Madre e modello di tutta la Chiesa e che, a maggior ragione nell'ordine carmelitano, è “giardino di Dio” .
Lo scapolare viene infatti anche detto abitino e l'abito è qualcosa di più di un semplice vestito...
L'origine etimologica della parola, è infatti “habitus”, che significa “modo di essere, disposizione dell'animo” e poi indica, “nel fisico, la complessione, la figura, il vestimento”.
Ma esso è anche un concetto omnicomprensivo che richiama “ciò che siamo destinati o soliti ad avere con noi, a portarci dietro continuamente”.

Ecco, se indossiamo lo scapolare, portiamo sempre con noi Gesù e Maria, e proprio sotto la guida della Madre Celeste, dobbiamo imparare a raggiungere il Figlio...seguendo il modello mariano in tutto!
Chi porta questo segno speciale di devozione mariana deve sforzarsi di imitare Maria nella virtù, nel silenzio, nella carità, nella preghiera, ma anche negli atteggiamenti esteriori, quindi nel modo di vestire, di comportarsi, di parlare. 
Dobbiamo renderci docili come la creta, per farci modellare, dalle mani della stessa Vergine, ricorrendo agli strumenti della preghiera (e specialmente del Santo Rosario), della meditazione del Vangelo (e della sua concreta applicazione nel quotidiano), del ricorso ai Sacramenti.
Allora l'abitino diventa non un accessorio (cioè, qualcosa di secondario che si accompagna ad una principale), ma un nostro complemento, vale a dire, qualcosa che ci aiuta a completarci come persone...e come persone cristiane cattoliche, in quanto simbolo di appartenenza e consacrazione a Maria, che soccorre i suoi figli in vita, in punto di morte e dopo morte”.

In questo indubbiamente difficile compito, avremo l'aiuto della stessa Vergine e anche le preghiere dell'Ordine Carmelitano.
Infatti, chi riceve lo Scapolare, “è ammesso alla famiglia del Carmelo, partecipa ai meriti, alle grazie e alle indulgenze dell'Ordine e beneficia delle opere buone e delle preghiere che vengono fatte in seno all'Ordine”.
Essere devoti della Madonna del Carmelo, specialmente indossandone l'abitino, è dunque un donarsi totalmente a Maria, affinché lei ci aiuti a diventare veri cristiani, presi per mano da una Mamma che ci ama immensamente e che ci vuole condurre a Gesù.
Pio XII, scriveva: per tutti coloro che indossano lo Scapolare, diventi memoriale della Madonna specchio di umiltà e di castità, breviario di modestia e di semplicità, eloquente espressione simbolica della preghiera d'invocazione dell'aiuto divino”.

Per approfondire la conoscenza di Maria e dello Scapolare, visitate anche la pagina speciale del sito Madonna di Fatima...
...e se volete effettuare una visita virtuale ad un "vero" Carmelo (e magari contattare le sorelle carmelitane per chiedere qualche preghiera)...non vi resta che fare clic qui: 


sabato 26 giugno 2010

Cercate ogni giorno la protezione di Maria

Cercate ogni giorno la protezione di Maria, Madre del Signore e specchio di ogni santità. Ella, la Tutta Santa, vi aiuterà ad essere fedeli discepoli del suo Figlio Gesù Cristo.
È proprio ora che ci è data nella Madonna la miglior difesa contro i mali che affliggono la vita moderna; la devozione mariana è la sicura garanzia di protezione materna e di tutela nell'ora della tentazione.



Il Cardinale Ratzinger, ora Benedetto XVI, confidò a Vittorio Messori:

>
Vittorio Messori - Ipotesi su Maria pag.234


Papa San Pio X nella sua lettere Enciclica Ad diem laetissimum diceva:

Noi vogliamo dire di "tutto restaurare in Gesù Cristo". Poiché chi non accetta che non vi è strada più sicura né più facile se non quella di Maria, per la quale gli uomini possono arrivare fino a Cristo e ottenere mediante Gesù Cristo questa perfetta adozione filiale che rende santi e senza macchia allo sguardo di Dio?


San Luigi Maria Grignion de Montfort nel suo Trattato della Vera Devozione a Maria afferma:

Per il fatto che la santissima Vergine è necessaria a Dio, di una necessità detta ipotetica, e cioè derivante dalla sua volontà, bisogna dire che ella è ancor più necessaria agli uomini per raggiungere il loro ultimo fine. Non si deve dunque confondere la devozione a Maria con le devozioni agli altri Santi, come se non fosse più necessaria di quelle e fosse soltanto di soprappiù.;
TVD n.39


«Esserti devoto, o Vergine santa --dice san Giovanni Damasceno-- è un'arma di salvezza che Dio dà a coloro che vuol salvare»;
TVD n.41

Se la devozione verso la Vergine santa è necessaria a tutti gli uomini, semplicemente per raggiungere la propria salvezza, essa è ancora molto più necessaria a coloro che sono chiamati ad una speciale perfezione.;È mio personale convincimento che nessuno possa giungere ad un'intima unione con Nostro Signore e ad una perfetta fedeltà allo Spirito Santo, senza una grandissima unione con la Vergine santa ed una grande dipendenza dal suo soccorso.

Soltanto Maria ha trovato grazia presso Dio
, senza l'aiuto di nessun'altra pura creatura. Soltanto per mezzo di lei hanno trovato grazia presso Dio quanti dopo di lei l'hanno trovata. Soltanto per mezzo di lei la troveranno ancora quanti verranno in seguito.
Già piena di grazia quando fu salutata dall'arcangelo Gabriele, Maria ne fu ricolma con sovrabbondanza quando lo Spirito Santo stese su di lei la sua ombra ineffabile. Poi crebbe talmente di giorno in giorno e di momento in momento in quella duplice pienezza, che raggiunse un grado di grazia immenso e inconcepibile. Pertanto, l'Altissimo l'ha costituita unica depositaria dei suoi tesori e unica dispensatrice delle sue grazie, perché essa nobiliti, innalzi e arricchisca chi vuole, faccia entrare chi vuole nella via stretta del cielo, faccia passare ad ogni costo chi vuole per la porta stretta della vita, e a chi vuole conceda trono, scettro e corona di re.
Dappertutto e sempre Gesù è il frutto e il figlio di Maria. Dappertutto Maria è il vero albero che porta il frutto di vita, la vera madre che lo genera.;
TVD n.43, 44;




Vittorio Messori nel suo libro "Ipotesi su Maria" scrive:

<<>dopo, quando si è entrati in intimità con il Figlio e questi fa accedere "dentro alla casa". Ci si accorge, allora, che quella presenza discreta è in realtà essenziale; che non è un di più , non è l'accessorio che può esserci o no, non è una devozione da tollerare in anziani bigotti, non è la "diversione" che ti impedisce di concentrarti su Gesù solo. Al contrario!
Vittorio Messori - Ipotesi su Maria pag.12



Da ciò che ho riportato fino ad ora, si può intuire come e quanto sia importante la devozione a Maria Santissima per la vita di un cristiano. Queste pagine vogliono aiutare a scoprirla e ad approfondirla.

venerdì 11 giugno 2010


PREPARAZIONE ALLA S. MESSA
IN UNIONE A MARIA SS.
composta da S. Ecc. Rev.ma Mons. Pasquale Morganti
già Vescovo di Bobbio, Arcivescovo di Ravenna e Vescovo di Cervia.

Preghiera: «Gloriosissima Mater Dei, Virgo Maria, tota fiducia mea, pre cor Te ut mihi miserrimo peccatori adsistere hac hora digneris, qua pretiosissimum Filii tui Corpus et Sanguinem aeterno Patri oblaturus sum; sicut amans et dolens eidem Filio tuo in Cruce pendenti adstitisti. Plena es gratiarum, plena rore coelesti, innixa super Dilectuin tuum, deliciis affluens. Ciba ergo pauperem tuum de supereffluenti mensa tua, tuarumque virtutum vestibus indue me, ut his ornatus divino conspectui gratus appaream. Aperi manum tuam et imple me benedictioníbus, quibus Te Deus benedixit in aeternum, ut Te interveniente, tremenda Mysteria acceptabiliter perficere, et Sancta Sanctorum digne merear degustare.

«Domine Deus meus, Creator mens, et Redemptor mens, cum tali affectu, reverentia, laude et honore, cum tali gratitudine, dignitate et amore, cum tali fide, spe et puritate te affecto hodie suscipere, sicut te suscepit et desideravit Sanctissima Mater tua, gloriosa Vírgo Maria quando Angelo, evangelizanti sibi Incarnationis mysterium, humilter ac devote respondit: Ecce Ancilla Domini fiat mihi secundum verbum tuum

Atto di Fede: «Ecco concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine»[i]. Prodigio simile stai, o Gesù, per rinnovare in me. Anch’io tra poco articolando le tremende parole della Consacrazione, in certo modo, non meno meraviglioso, ti darò un’altra vita, la vita sacramentale, sicché nelle mie mani si rinnoverà quanto operossi nel seno della tua SS. Madre. Come al «fiat» pronunciato da Maria Tu scendesti ad umanarti in Lei, cosi scenderai tosto nelle mie mani appena io proferirò la formola del Sacramento. Credo, o Gesù, credo. Il senso cieco e tardo domanderà: «Come avverrà questo?[ii]» ma la fede lo appagherà dicendo: «Su te stenderà la sua ombra la potenza dell’Altissimo… nulla è impossibile a Dio»[iii] Oh Maria piena di fede «Tu che hai creduto[iv]» alle parole di semplice Angelo, comunica a me, la tua gran fede alle parole di Dio medesimo.

Atto di Umiltà: «Tu ad liberandum suscepturus hominem, non horruisti Virginis uterum![v]» Anima mia, senti la Chiesa, che stupisce ancora come Gesù non abbia provato orrore ad incarnarsi nel seno di Maria. Eppure di questo seno essa medesima va’ decantando la purezza, la santità, la ricchezza e lo splendore chiamandolo «Vas spirituale, Vas honorabile, Foederis Arca, Domus aurea!» Qual meraviglia adunque che su trono siffatto abbia amato fermarsi anche il Re dei Re? L’ammirazione della Chiesa non offenderà Maria, di cui pare poco apprezzare l’immensa virtù? No, Maria non si offende: anzi Ella stessa ha posto in certo, modo sul labbro alla Chiesa, quella frase col suo esempio. All’udir da Gabriele: «Ave, piena di grazia… il Signore è con Te». Ella «rimase turbata e si domandava che senso avesse un tale saluto[vi]» trovando strano a sé un saluto sì lusinghiero e sublime. E ricevendo le congratulazioni per la sua sorte incomparabile da Elisabetta espresse ripetutamente i suoi sensi d’umiltà: «Ha guardato l’umiltà della sua serva… ha innalzato gli umili… ha ricolmato di beni gli affamat[vii] dicendosi bassa ancella, mancante, di tutto, ché anche nel possesso di tante singolari virtù riconoscevasi un nulla in confronto del Dio d’ogni perfezione.
Or dunque, donde piglierò io ardire per accostarmi a questo gran Dio, e riceverlo in questo mio cuore, ove non solo non isplende l’oro dell’Arca dell’Alleanza, ma vi fermentano passioni più abbiette? Se Maria si turba accostandosi a te posso io men che disperare e fuggire dal tuo cospettto? Ma in buon punto mi sovviene che tu, o Maria, sei la Regina dei miserabili, l’asilo dei derelitti: per te dunque, o mistica Porta del Cielo «Ianua coeli» io mi farò animo ad entrar da Gesù.

Atto di Confidenza: Ah tu, Gesù, non mi scaccerai, no, ché non il puoi, se Maria mi precederà. Coraggio, anima mia; «Va a questa madre di misericordia, e palesale le piaghe che porti nell’anima per le tue colpe: allora ella certamente pregherà il Figlio che ti perdoni, per quel latte ch’ella gli diede[viii]; e il Figlio, che tanto l’ama, certamente l’esaudirà;»[ix]. … «Se consideri le colpe, Signore, Signore, chi potrà sussistere?[x]» Lo so, ma anima mia, senti la voce consolante di tua Madre: «Di generazione in generazione la sua misericordia si stende su quelli che lo temono[xi]». Orbene, o mio Gesù, benché compreso dell’infinita tua perfezione e dell’immensa mia miseria e turbato nell’animo, come Maria, per aderire ai pressanti inviti tuoi e della carissima tua e mia Madre, sul suo esempio mi acquieto e dico pien di gioia: «Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto[xii]». Perdonatemi intanto tutti i miei peccati, de’ quali mi dolgo, e accetta e convalida il proposito di non più ricadervi.

Atto di Desiderio: Anima mia, conosceva la Vergine SS. le promesse divine circa il venturo Messia fatte ai Patriarchi e profeti: «come aveva promesso ai nostri padri[xiii]»: or con quali vampe d’amore non avrà quel Cuore desiderato Gesù, detto appunto «Desiderato da tutte le genti[xiv]»? Con qual’ansia infuocata il virgineo e tenero suo Cuore non avrà ripetuto co’ suoi Padri: « manda chi vuoi mandare![xv]… Si apra la terra e germini il Salvatore! Le nubi piovano il giusto! [xvi]… donaci la tua salvezza[xvii]… Signore, piega il tuo cielo e scendi [xviii]». O Maria, ah! dimmi: quante volte lo chiamavi in un sol giorno il futuro Salvatore?… «Figlio, perché ci hai fatto così? Ecco, tuo padre e io, angosciati, ti cercavamo[xix]» O Mamma mia, quanto affetto per Gesù in queste poche parole; quanto desiderio! Dimmi ancora. o Maria, come ti struggevi di rivedere le care sembianze del tuo Gesù e di goderne gli amplessi, quando Egli era assente per attendere alla predicazione! Dimmi lo schianto del tuo Cuore quando Gesù si staccò anche da Te per salire al Cielo?! Dimmi gli slanci tuoi verso l’empireo nel resto della vita, lontana da Gesù! Ah chissà quante volte ripetesti le amorose lamentele del tuo gran Padre Davide: «Quando verrò e vedrò il volto di Dio?[xx]… Chi mi darà ali come di colomba, per volare e trovare riposo?[xxi]… Di te ha detto il mio cuore: “Cercate il suo volto”; il tuo volto, Signore, io cerco[xxii]. L’anima mia ha sete di Dio, del Dio vivente![xxiii]… Ho corso assetato![xxiv]… Mio Dio, non tardare![xxv]… L’anima mia languisce e brama gli atri del Signore![xxvi]… Ho sperato: ho sperato nel Signore![xxvii]» – Oh Gesù, ho anch’io tutti i motivi per desiderarti sì focosamente vicino a me; anch’io posso aspettarmi un vero Paradiso con te, promettermi le gioie medesime di Maria: anch’io dunque anelo a te. lo vengo. Accompagnami tu, Maria, porgimelo tu il tuo e mio Amore, come il porgesti ai Pastori e ai Magi ed a molte anime elette, che poterono condividere teco la sorte invidiabile di stringersi in braccio Gesù.

giovedì 3 giugno 2010

Omelia del giorno 6 Giugno 2010

Santissimo Corpo e Sangue di Cristo (Anno C)

CORPUS DOMINI: l’incredibile Amore di Dio

"Sion, loda il Salvatore, la tua guida, il tuo pastore con inni e cantici.

Impegna tutto il tuo fervore, Egli supera ogni lode, non vi è canto che sia degno.

Pane vivo, che dà vita: questo è tema del tuo canto, oggetto della lode" (dalla sequenza della S. Messa).

Ci sono parole che fanno sobbalzare di stupore e di gioia insieme: uno stupore ed una gioia interiore profondi per noi poveri uomini, che ci permettono di entrare là dove è il centro dell'Amore, il Cuore del Padre. Già è difficile per noi entrare nel sacrario gelosamente custodito del cuore degli altri, ossia sapere come e quanto ci ami uno che si dichiara amico.

E tutti facciamo l'esperienza che l'amicizia, se è vera, profonda, è un bene che non conosce tramonto, è un prezioso, libero dono che aiuta a condividere gioie e sofferenze. Incredibile dono, ma è anche vero che troppe volte è ridotto ad un 'effimero', che si ferma alle parole, ma non varca la porta del cuore.

Ma le parole che Gesù oggi ci offre, solennità del Corpus Domini, ci rassicurano di come, in Dio, la natura dell'amore davvero non ha confini né di tempo né di spazio:

"Io sono il pane vivo disceso dal cielo dice Gesù chi mi mangia vivrà".

Il Concilio Vaticano II così definisce l'Eucarestia:

"Il nostro Salvatore, nell'Ultima Cena, la notte in cui fu tradito, istituì il Sacrificio eucaristico del suo Corpo e del suo Sangue, onde perpetuare nei secoli, fino al suo ritorno, il Sacrificio della croce, e per affidare alla sua diletta Sposa, la Chiesa, il memoriale della sua morte e resurrezione, sacramento di pietà, segno di unità, vincolo di carità, convito pasquale, nel quale si riceve Cristo, l'anima è ricolma di grazia e ci è dato il pegno della gloria futura". (S.C..n. 47)

Ed è lo stesso Gesù che si incarica di introdurci nella grandezza del dono, partendo da una realtà che è vita quotidiana, ossia la necessità del pane come nutrimento per questa vita terrena. Il Maestro come sempre era circondato da tanta gente che si lasciava affascinare -dalla Sua Parola 'di vita, al punto da non preoccuparsi delle necessità immediate.

Era sempre l'attenzione di Gesù ad interpretare i bisogni, anche materiali, magari invitando gli apostoli a farsene carico e, davanti alla loro impotenza, era Lui a provvedere. Pensiamo alla moltiplicazione dei pani e dei pesci...

Gesù sa molto bene che senza 'pane' l'uomo non può vivere. É sempre davanti al nostro cuore la dura realtà di milioni di uomini, donne e bambini, nei Paesi poveri – ma che ora con un eufemismo sono diventati Paesi in via di sviluppo - .

E sappiamo tutti che la giustizia, lo sviluppo non si fermassero alle sole nazioni ricche, ci sarebbe cibo per tutti. Lo dicono le statistiche. È davvero una grande responsabilità che grava sulle coscienze, se pensiamo che Gesù è arrivato ad affermare: 'Avevo fame e non mi avete dato da mangiare...Andate, maledetti!’.

Ma Gesù sa che, anche quando vi è il pane terreno, occorre qualcosa di più per la vita dello spirito, che certamente è un valore superiore a quello del corpo.

C'è tanta gente povera di pane materiale, ma di una ricchezza spirituale incredibile. Per questo Gesù, dopo la moltiplicazione dei pani, continua, possiamo dire, a manifestarci tutta la verità, cioè qual è la vera forza dell'uomo: la salute e vita del cuore.

Ed è in questa dimensione che c'è bisogno del 'pane, che Dio offre dal Cielo…ed annuncia il grande dono dell'Eucarestia, che allora come oggi, non tutti s'armo accogliere con fede.

Così racconta Giovanni:

"Io sono il pane quello vivo venuto dal cielo...Chi mangia la mia carne vivrà per sempre. Il pane che io darò è il mio corpo, dato perché il mondo abbia vita".

Ma...

Gli avversari di Gesù si misero a discutere tra di loro e dicevano: 'Come può darci il suo corpo da mangiare?' Gesù replicò: 'Io vi dichiaro una cosa: se non mangiate il corpo del Figlio dell'uomo e non bevete il suo sangue, non avrete in voi la vita'.

Ma...

"Molti discepoli, sentendo Gesù parlare così dissero: ‘Adesso esagera! Chi può ascoltare cose simili?’ … E da quel momento molti discepoli di Gesù si tirarono indietro e non andavano più con Lui. Allora Gesù (certamente molto deluso e lo è ancora oggi nel vedere rifiutato un tale immenso dono) domandò agli Apostoli: 'Forse volete andarvene anche voi?’.

Gli rispose Simon Pietro: 'Signore, da chi andremo? Tu solo hai parole di vita eterna. E ora noi crediamo e sappiamo che Tu sei quello che Dio ha mandato" (Gv. 6, 51-70).

Si rimane davvero sconcertati nel leggere questo stupendo racconto del Vangelo.

il cuore del Vangelo e della nostra vita da cristiani, che dovrebbe suscitare gioia, meraviglia, sapendo che nella vita ora non dobbiamo solo più contare sulle nostre deboli forze, quando vogliamo essere buoni discepoli di Gesù, perché il Si ...ore si fa una cosa sola con noi nell'Eucarestia. Confesso che ogni volta celebro la S. Messa, al momento della Consacrazione, quando si avverano le parole di Gesù: 'Prendete e mangiatene tutti, questo è il mio corpo; prendete e bevetene tutti questo è il calice del mio sangue' sento la forza di questo mistero della fede, consapevole che ci si dovrebbe sempre fermare in adorazione: Troppo grande per la nostra corta intelligenza e piccolo cuore. E si dovrebbe non riuscire a contenere la pienezza del cuore nel momento che il Suo Corpo lo riceviamo nella Comunione.

Senza il sostegno dello Spirito, impossibile 'credere' che Dio non solo, abita in noi, ma si fa 'pane di vita' con la nostra vita. Per questo tanti santi - e lo si racconta tra l'altro di S. Pio da Pietrelcina - si fermavano a lungo nella contemplazione di questo Mistero di Amore.

Sono tanti gli anni del mio sacerdozio e da vescovo, e posso confessarvi che mai e poi mai ho rinunciato alla Messa quotidiana.

Troppo necessaria l'Energia divina di Gesù per affrontare la vita con i suoi impegni. E davvero non riesco a capire come troppi, che si dicono cristiani, guardino alla S. Messa come un obbligo o, peggio ancora, una formalità che si può tralasciare con estrema facilità.

un comportamento simile a quello di coloro che sentendo Gesù, se ne andarono dicendo: 'Adesso esagera: chi può ascoltare cose simili?:

E di fronte a coloro che 'snobbano' l'Eucarestia, pare di sentire la voce del Maestro: Ve ne volete andare anche voi?’.

Come sarebbe bello se tutti sentissero l'urgenza di ripetere con Pietro: ' Signore, da chi andremo? Tu solo hai parole di vita eterna'.

Commentava il nostro Paolo VI:

"L'Eucarestia è anzitutto comunione con Cristo, Dio da Dio, Luce da Luce, Amore da Amore vero, sostanzialmente e sacramentalmente presente. Agnello immolato per la nostra salvezza, amico, fratello, sposo, misteriosamente nascosto sotto la semplicità delle apparenze eppure glorioso nella sua vita di risorto, che vivifica, comunicandoci i frutti del mistero pasquale. La mente si perde, perché ha difficoltà a capire, i sensi dubitano, perché si trovano dinnanzi a realtà note, il pane e il vino, i due elementi più semplici del nostro vivere quotidiano... Se l'Eucarestia è un grande mistero che la mente non comprende , possiamo almeno capire l'amore che vi risplende. Possiamo almeno riflettere sull'intimità che Gesù vuole avere con noi".

Ho ancora vivo il ricordo di un casuale incontro con un donna anziana che faticava a camminare, ma era tanto assorta che non si accorse che mi ero fermato con la macchina per assicurarmi della sua salute. Accettò di salire in macchina, mi indicò dove abitava e per tutto il breve tempo che restò non proferì una parola, tutta assorta in se stessa. Quando scese mi chiese scusa: 'Ero in dialogo con Gesù che ho ricevuto nella Comunione e non volevo perdere un briciolo della gioia della Sua Presenza'. Meravigliosa donna!

Pensando spesso a lei, durante la S. Messa festiva, mi chiedo il perché di tante assenze.

Che cosa è più importante di Gesù? Forse la gita, le cose da sbrigare, chissà... Di fatto per un nulla troppi sacrificano il tutto che dà la vita: il vero Pane della Vita.

Che Gesù ci faccia innamorare tutti fino a non lasciarLo mai fuori della porta della nostra vita. Con la Chiesa cantiamo:

"Ecco il pane degli Angeli, pane dei pellegrini,

vero pane dei figli, non deve essere mai gettato.

Buon Pastore, vero Pane, abbi pietà di noi:

nutrici, difendici, portaci ai beni eterni

nella terra dei viventi.

Tu che tutto sai e puoi, che ci nutri sulla terra,

conduci i tuoi fratelli alla gioia del cielo

nella gioia dei tuoi santi" (Sequenza del Corpus Domini).

Antonio Riboldi – Vescovo –

Il Santo Rosario del Vaticano...pregate con me!!!







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Esposizione dei misteri

Il Rosario è composto di venti "misteri" (eventi, momenti significativi) della vita di Gesù e di Maria, divisi dopo la Lettera Apostolica Rosarium Virginis Mariae, in quattro Corone.

La prima Corona comprende i misteri gaudiosi (lunedì e sabato), la seconda i luminosi (giovedì), la terza i dolorosi (martedì e venerdì) e la quarta i gloriosi (mercoledì e domenica).

«Questa indicazione non intende tuttavia limitare una conveniente libertà nella meditazione personale e comunitaria, a seconda delle esigenze spirituali e pastorali e soprattutto delle coincidenze liturgiche che possono suggerire opportuni adattamenti» (Rosarium Virginis Mariae, n. 38).

Per aiutare l'itinerario meditativo-contemplativo del Rosario, ad ogni "mistero" sono riportati due testi di riferimento: il primo della Sacra Scrittura, il secondo del Catechismo della Chiesa Cattolica.



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