mercoledì 14 luglio 2010

sabato 10 luglio 2010


LA MADONNA DEL CARMELO E LO SCAPOLARE



Lo scapolare, come il Rosario, è tra le devozioni più antiche e più universali della Chiesa, approvata dai Pontefici, consigliata dai Santi, e confermata con grazie e miracoli. 
L'abitino, insegna dei figli di Maria, è il richiamo della protezione della Madre, l'ammonimento ad una vita degna e santa. 
La Madonna vuole che tutti indossino lo Scapolare del Carmine”.  (Lucia di Fatima)

(Madonna del Carmelo- Chiesa di Santa Maria della Scala- Roma)






Il 16 luglio ricorre la memoria della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo.


L'origine di questa devozione è antichissima. 
Nel libro della Liturgia delle ore, si legge: nella Sacra Scrittura si celebra la bellezza del Carmelo, dove il profeta Elia difendeva la purezza della fede di Israele nel Dio vivente. 
Nel secolo XII alcuni eremiti si ritirarono su questo monte (si trattava di fedeli cristiani che provenivano dall'Europa, arrivando sul Monte in pellegrinaggio, probabilmente, reduci dalle crociate), ed in seguito fondarono un Ordine di vita contemplativa sotto il patrocinio della Santa Madre di Dio, Maria”, ossia, l'ordine Carmelitano.




Ma la tradizione narra che già prima del Cristianesimo, un gruppo di eremiti si riunisse sul Monte Carmelo (che significa giardino-Paradiso di Dio), e in seguito, prese il nome iniziale di “Fratelli della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo” costruendo anche una cappelletta dedicata alla Vergine.
Nei primi decenni del 1200, il patriarca di Gerusalemme, S. Alberto Avogadro, dettò la Regola di vita, approvata da Papa Onorio III nel 1226.
I carmelitani furono poi costretti a lasciare la Palestina a seguito dell'invasione saracena, giungendo in occidente, dove iniziò la fioritura dei vari conventi.

E proprio in questa fase che si collocò una tappa importante nella devozione mariana nel Carmelo: la Vergine Maria apparve, il 16 luglio 1251, al beato Simone Stock, padre generale dell'ordine: recava in braccio il Bambino ed era circondata dagli angeli. 

Gli consegnò lo scapolare , parlando del privilegio sabatino ad esso connesso: salvezza dall'inferno per chi lo indossa e pronta liberazione dal Pugatorio, il sabato successivo alla morte.
E' ovvio che questa devozione e questo privilegio, non vanno considerati come degli amuleti.

Indossare lo scapolare significa impegnarsi a vivere alla scuola di Maria, che è infatti Madre e modello di tutta la Chiesa e che, a maggior ragione nell'ordine carmelitano, è “giardino di Dio” .
Lo scapolare viene infatti anche detto abitino e l'abito è qualcosa di più di un semplice vestito...
L'origine etimologica della parola, è infatti “habitus”, che significa “modo di essere, disposizione dell'animo” e poi indica, “nel fisico, la complessione, la figura, il vestimento”.
Ma esso è anche un concetto omnicomprensivo che richiama “ciò che siamo destinati o soliti ad avere con noi, a portarci dietro continuamente”.

Ecco, se indossiamo lo scapolare, portiamo sempre con noi Gesù e Maria, e proprio sotto la guida della Madre Celeste, dobbiamo imparare a raggiungere il Figlio...seguendo il modello mariano in tutto!
Chi porta questo segno speciale di devozione mariana deve sforzarsi di imitare Maria nella virtù, nel silenzio, nella carità, nella preghiera, ma anche negli atteggiamenti esteriori, quindi nel modo di vestire, di comportarsi, di parlare. 
Dobbiamo renderci docili come la creta, per farci modellare, dalle mani della stessa Vergine, ricorrendo agli strumenti della preghiera (e specialmente del Santo Rosario), della meditazione del Vangelo (e della sua concreta applicazione nel quotidiano), del ricorso ai Sacramenti.
Allora l'abitino diventa non un accessorio (cioè, qualcosa di secondario che si accompagna ad una principale), ma un nostro complemento, vale a dire, qualcosa che ci aiuta a completarci come persone...e come persone cristiane cattoliche, in quanto simbolo di appartenenza e consacrazione a Maria, che soccorre i suoi figli in vita, in punto di morte e dopo morte”.

In questo indubbiamente difficile compito, avremo l'aiuto della stessa Vergine e anche le preghiere dell'Ordine Carmelitano.
Infatti, chi riceve lo Scapolare, “è ammesso alla famiglia del Carmelo, partecipa ai meriti, alle grazie e alle indulgenze dell'Ordine e beneficia delle opere buone e delle preghiere che vengono fatte in seno all'Ordine”.
Essere devoti della Madonna del Carmelo, specialmente indossandone l'abitino, è dunque un donarsi totalmente a Maria, affinché lei ci aiuti a diventare veri cristiani, presi per mano da una Mamma che ci ama immensamente e che ci vuole condurre a Gesù.
Pio XII, scriveva: per tutti coloro che indossano lo Scapolare, diventi memoriale della Madonna specchio di umiltà e di castità, breviario di modestia e di semplicità, eloquente espressione simbolica della preghiera d'invocazione dell'aiuto divino”.

Per approfondire la conoscenza di Maria e dello Scapolare, visitate anche la pagina speciale del sito Madonna di Fatima...
...e se volete effettuare una visita virtuale ad un "vero" Carmelo (e magari contattare le sorelle carmelitane per chiedere qualche preghiera)...non vi resta che fare clic qui: 


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Esposizione dei misteri

Il Rosario è composto di venti "misteri" (eventi, momenti significativi) della vita di Gesù e di Maria, divisi dopo la Lettera Apostolica Rosarium Virginis Mariae, in quattro Corone.

La prima Corona comprende i misteri gaudiosi (lunedì e sabato), la seconda i luminosi (giovedì), la terza i dolorosi (martedì e venerdì) e la quarta i gloriosi (mercoledì e domenica).

«Questa indicazione non intende tuttavia limitare una conveniente libertà nella meditazione personale e comunitaria, a seconda delle esigenze spirituali e pastorali e soprattutto delle coincidenze liturgiche che possono suggerire opportuni adattamenti» (Rosarium Virginis Mariae, n. 38).

Per aiutare l'itinerario meditativo-contemplativo del Rosario, ad ogni "mistero" sono riportati due testi di riferimento: il primo della Sacra Scrittura, il secondo del Catechismo della Chiesa Cattolica.



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