lunedì 2 maggio 2016

La Croce di Cristo ci ha liberati dalla schiavitù


LA TENTAZIONE





La Croce di Cristo ha liberato l'umanità dalla schiavitù del peccato e, in virtù dei Sacramenti l'uomo ha acquisito la dignità di figlio di Dio ed è stato rivestito di doni eccelsi per poter condurre un'esistenza di pace e di gioia nella Grazia profusa dallo Spirito: "Con la sua passione Cristo ci ha liberati da Satana e dal peccato. Ci ha meritato la vita nuova nello Spirito Santo. La sua grazia restaura ciò che il peccato aveva deteriorato" (CCC, 1708). 
Dobbiamo però ricordare che l'uomo è stato creato intelligente, capace di volontà e libero per cui, giustizia vuole che sia soggetto "alla prova". Questa è necessaria per dimostrare la nostra fedeltà all'Alleanza che Dio ha stretto con noi, nel Sangue dell'Agnello, fedeltà nell'amore di Colui che ci ha creati e redenti. Va detto inoltre che l'uomo "ferito nella propria natura dal peccato originale, è soggetto all'errore ed incline al male nell'esercizio della propria libertà". L'uomo quindi si trova diviso in se stesso e tutta la sua esistenza "…presenta i caratteri di una lotta drammatica tra il bene e il male, tra le tenebre e la luce" (Gaudium et Spes). 
Gesù, durante tutta la "vita pubblica" combatte spesso contro il maligno e continuamente mette in guardia i suoi discepoli dallo spirito del male, dal serpente antico, dall'astuto seduttore, da colui che fu bugiardo e omicida fin da principio.
Le rivelazioni private aiutano a conoscere certe realtà che non sono contenute nella Sacra Scrittura. Esse non vanno considerate "allegorie" ma appartengono all'ordine delle profezie e "a nessuno è lecito disprezzare le profezie". Trattandosi di rivelazioni private non c'è obbligo di fede e pertanto si è liberi di accettarle o respingerle ma certamente non di "disprezzarle", ovvero screditarle. 
San Pietro, deputato a continuare la missione di Cristo sulla terra, rinnova le raccomandazioni del Maestro: "Fratelli vigilate perché il demonio, come leone ruggente, va in giro cercando chi divorare". Non è possibile quindi ignorare il pericolo ma, al contrario, bisogna VIGILARE. Ovviamente, vigilare non significa "temere, aver paura" ma solo essere prudenti e, come sappiamo, "la prudenza è la retta norma dell'azione. Essa non si confonde con la timidezza o la paura, bensì è il cocchiere delle virtù". E' grazie ad essa che possiamo superare i dubbi sul bene da compiere e sul male da evitare. 
San Paolo Apostolo poi ci avverte che "la nostra lotta non è contro la carne e il sangue ma contro il potere delle tenebre", ovverosia contro il tentatore.
Non vogliamo ignorare che chi vive nel Signore è come una fortezza ma non possiamo dimenticare che anche le fortezze hanno i loro punti deboli, per cui sono necessarie le sentinelle che vigilino attentamente, se pur serenamente. 
La fede sia per noi elmo, scudo e corazza, l'amore dei Sacri Cuori di Gesù e di Maria, conforto e speranza, ma la prudenza non sia mai trascurata.
Il Cardinale Tettamanzi ha pubblicato un opuscolo dal titolo "demonio, se lo conosci lo eviti". L'illustre Arcivescovo sostiene dunque la necessità di conoscere le tecniche del maligno così da evitare le trappole di questo feroce nemico che la Chiesa definisce "misterium iniquitatis". Trattasi di un mistero profondo, dunque ma Lo Spirito di Dio può svelare qualunque mistero ai suoi eletti e infatti i demonologi e gli esorcisti hanno potuto conoscere molti aspetti di questa realtà che, per quanto terribile, va affrontata da tutti perché nessuno può essere esente dalla tentazione e, come sappiamo, perfino i bambini sono vittime di certe seduzioni pericolosissime che riguardano il mondo dell'occulto: Film e fumetti che trattano di magia bianca e nera, oggetti omaggio donati per fare esperienze spiritiche, ecc. (don Gabriele Amorth ha dovuto e deve esorcizzare spesso dei bambini che si sono messi in queste situazioni perché nessuno gli aveva palesato il rischio). 
Ripetiamo, non bisogna vivere nell'ossessione del demonio ma sicuramente bisogna conoscerlo per sapersi difendere.


Maria Maistrini

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Il Rosario è composto di venti "misteri" (eventi, momenti significativi) della vita di Gesù e di Maria, divisi dopo la Lettera Apostolica Rosarium Virginis Mariae, in quattro Corone.

La prima Corona comprende i misteri gaudiosi (lunedì e sabato), la seconda i luminosi (giovedì), la terza i dolorosi (martedì e venerdì) e la quarta i gloriosi (mercoledì e domenica).

«Questa indicazione non intende tuttavia limitare una conveniente libertà nella meditazione personale e comunitaria, a seconda delle esigenze spirituali e pastorali e soprattutto delle coincidenze liturgiche che possono suggerire opportuni adattamenti» (Rosarium Virginis Mariae, n. 38).

Per aiutare l'itinerario meditativo-contemplativo del Rosario, ad ogni "mistero" sono riportati due testi di riferimento: il primo della Sacra Scrittura, il secondo del Catechismo della Chiesa Cattolica.



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