martedì 30 ottobre 2012

Aggrappiamoci al manto di Maria, la Madre del soccorso, che con il suo amore ci porterà a Gesù

Aggrappiamoci al manto di Maria, la Madre del soccorso, che con il suo amore ci porterà a Gesù.

La Madonna è Madre di Dio e Madre nostra, è Regina del cielo e della terra, è Madre della salvezza e della speranza.
A Lei sono state affidate tutte le anime.
Maria è Corredentrice, Mediatrice delle grazie e Avvocata.
Lei è stata scelta da Dio, per aiutare Gesù nella realizzazione del piano di salvezza.
Maria diede alla luce il Salvatore dell'umanità.
Portò al mondo il dono della salvezza, accettando di diventare Madre di Gesù.
Ha ricevuto il potere di vincere il demonio.
Gesù ha detto che ritornerà: è una promessa!
Quando è venuto la prima volta, Dio Padre aveva preparato i suoi figli mediante i profeti.
Molti hanno ascoltato e ubbidito, molti non hanno ascoltato e hanno disubbidito.
Nel corso dei secoli la gente ha compreso il significato della Passione e della Morte di Gesù sulla Croce.
Oggi il nostro compito è quello di diffondere il messaggio della salvezza.
Molti non seguono il Signore, perché preferiscono la strada larga.
La Verità per loro ha un gusto troppo amaro.
Ho pena per queste persone, che non accettano la Verità.
La verità libererà l'uomo dalle menzogne, che infestano l'umanità per colpa di Satana.
Aggrappiamoci al manto di Maria, la Madre del soccorso, che con il suo amore ci porterà a Gesù e ci proteggerà dalle menzogne di Satana.
Che la pace, l'amore di Dio ci uniscano tutti sotto, la protezione di Maria.
Maria Maistrini

martedì 23 ottobre 2012

LA POTENZA DEL ROSARIO

"LA POTENZA DEL ROSARIO"

Diverse volte si è discusso della "Potenza del Santo Rosario" e tutte le volte ho voluto partecipare agli interventi in quanto per me questa preghiera rappresenta la più completa e se recitata con il cuore diventa un'arpa che innalza melodie al Trono di Dio.
Poi,diventa un'arma potentissima se viene recitata con fervore e
perseveranza.
Ogni AVE MARIA, infatti, è una lancia al cuore di SATANA, e lui non solo si accascia dinanzi a questa preghiera ma alcune volte se viene recitata con vera devozione "FUGGE". Il Santo Rosario è una preghiera semplice e completa perché ci fa partecipare con MARIA alla contemplazione dei misteri della vita di Gesù. Infatti è anche definito il Vangelo dei poveri perché in esso si meditano i "misteri" dell'infanzia, della vita pubblica e della passione, morte risurrezione di Gesù, in compagnia della Madre Sua, ci aiuta a scoprire il valore della nostra stessa vita. Infatti, il nostro amatissimo e indimenticabile Giovanni Paolo II, proponendo il Rosario rinnovato,
ha invitato tutti a riscoprirne la bellezza. Una preghiera molto bella (di Bartolo Longo) che viene recitata nella Supplica alla Madonna dice: "O Rosario Benedetto di Maria, catena dolce che ci rannoda a Dio, vincolo d' amore che ci unisce agli Angeli, torre di salvezza negli assalti dell' inferno, porto sicuro nel comune naufragio, noi non ti lasceremo mai più.
Tu ci sarai conforto nell'ora dell'agonia, a te l' ultimo bacio della vita che si spegne.
E l' ultimo accento delle nostre labbra sarà il Nome Tuo soave, o Regina del Rosario , o Madre nostra cara, o rifugio dei peccatori Sovrana consolatrice dei mesti. Sii ovunque Benedetta, oggi e sempre, in Cielo e in terra. Amen.
Conclusione,non esiste preghiera al mondo che possa sostituire il Santo Rosario.
Maria Maistrini

giovedì 4 ottobre 2012

Maria Stella della speranza


Santa Maria, stella della speranza (Benedetto XVI)

Proponiamo ai fedeli lettori del nostro sito l’ultimo capitolo della recente enciclica di Benedetto XVI, “Spe salvi” (Salvati dalla speranza). Egli conclude il suo lavoro con una mirabile esaltazione di Maria, stella della speranza per il cuore degli uomini. Lasciamo al testo di penetrare il cuore dei lettori all’amore di Maria e di Cristo.
50. A lei perciò ci rivolgiamo: Santa Maria, tu appartenevi a quelle anime umili e grandi in Israele che, come Simeone, aspettavano « il conforto d'Israele » (Lc 2,25) e attendevano, come Anna, « la redenzione di Gerusalemme » (Lc 2,38). Tu vivevi in intimo contatto con le Sacre Scritture di Israele, che parlavano della speranza – della promessa fatta ad Abramo ed alla sua discendenza (cfr Lc 1,55). Così comprendiamo il santo timore che ti assalì, quando l'angelo del Signore entrò nella tua camera e ti disse che tu avresti dato alla luce Colui che era la speranza di Israele e l'attesa del mondo. Per mezzo tuo, attraverso il tuo « sì », la speranza dei millenni doveva diventare realtà, entrare in questo mondo e nella sua storia. Tu ti sei inchinata davanti alla grandezza di questo compito e hai detto « sì »: « Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto » (Lc 1,38). Quando piena di santa gioia attraversasti in fretta i monti della Giudea per raggiungere la tua parente Elisabetta, diventasti l'immagine della futura Chiesa che, nel suo seno, porta la speranza del mondo attraverso i monti della storia. Ma accanto alla gioia che, nel tuo Magnificat, con le parole e col canto hai diffuso nei secoli, conoscevi pure le affermazioni oscure dei profeti sulla sofferenza del servo di Dio in questo mondo. Sulla nascita nella stalla di Betlemme brillò lo splendore degli angeli che portavano la buona novella ai pastori, ma al tempo stesso la povertà di Dio in questo mondo fu fin troppo sperimentabile. Il vecchio Simeone ti parlò della spada che avrebbe trafitto il tuo cuore (cfr Lc 2,35), del segno di contraddizione che il tuo Figlio sarebbe stato in questo mondo. Quando poi cominciò l'attività pubblica di Gesù, dovesti farti da parte, affinché potesse crescere la nuova famiglia, per la cui costituzione Egli era venuto e che avrebbe dovuto svilupparsi con l'apporto di coloro che avrebbero ascoltato e osservato la sua parola (cfr Lc 11,27s). Nonostante tutta la grandezza e la gioia del primo avvio dell'attività di Gesù tu, già nella sinagoga di Nazaret, dovesti sperimentare la verità della parola sul « segno di contraddizione » (cfr Lc 4,28ss). Così hai visto il crescente potere dell'ostilità e del rifiuto che progressivamente andava affermandosi intorno a Gesù fino all'ora della croce, in cui dovesti vedere il Salvatore del mondo, l'erede di Davide, il Figlio di Dio morire come un fallito, esposto allo scherno, tra i delinquenti. Accogliesti allora la parola: « Donna, ecco il tuo figlio! » (Gv 19,26). Dalla croce ricevesti una nuova missione. A partire dalla croce diventasti madre in una maniera nuova: madre di tutti coloro che vogliono credere nel tuo Figlio Gesù e seguirlo. La spada del dolore trafisse il tuo cuore. Era morta la speranza? Il mondo era rimasto definitivamente senza luce, la vita senza meta? In quell'ora, probabilmente, nel tuo intimo avrai ascoltato nuovamente la parola dell'angelo, con cui aveva risposto al tuo timore nel momento dell'annunciazione: « Non temere, Maria! » (Lc 1,30). Quante volte il Signore, il tuo Figlio, aveva detto la stessa cosa ai suoi discepoli: Non temete! Nella notte del Golgota, tu sentisti nuovamente questa parola. Ai suoi discepoli, prima dell'ora del tradimento, Egli aveva detto: « Abbiate coraggio! Io ho vinto il mondo » (Gv 16,33). « Non sia turbato il vostro cuore e non abbia timore » (Gv 14,27). « Non temere, Maria! » Nell'ora di Nazaret l'angelo ti aveva detto anche: « Il suo regno non avrà fine » (Lc 1,33). Era forse finito prima di cominciare? No, presso la croce, in base alla parola stessa di Gesù, tu eri diventata madre dei credenti. In questa fede, che anche nel buio del Sabato Santo era certezza della speranza, sei andata incontro al mattino di Pasqua. La gioia della risurrezione ha toccato il tuo cuore e ti ha unito in modo nuovo ai discepoli, destinati a diventare famiglia di Gesù mediante la fede. Così tu fosti in mezzo alla comunità dei credenti, che nei giorni dopo l'Ascensione pregavano unanimemente per il dono dello Spirito Santo (cfr At 1,14) e lo ricevettero nel giorno di Pentecoste. Il « regno » di Gesù era diverso da come gli uomini avevano potuto immaginarlo. Questo « regno » iniziava in quell'ora e non avrebbe avuto mai fine. Così tu rimani in mezzo ai discepoli come la loro Madre, come Madre della speranza. Santa Maria, Madre di Dio, Madre nostra, insegnaci a credere, sperare ed amare con te. Indicaci la via verso il suo regno! Stella del mare, brilla su di noi e guidaci nel nostro cammino!

martedì 2 ottobre 2012

RALLEGRAMOCI CON IL NOSTRO ANGELO CUSTODE!

2 ottobre festa degli Angeli Custodi

BUONA NOTTE AMICI CARI!
QUESTA SERA PRIMA DEL RIPOSO NOTTURNO, RENDIAMO GRAZIE A DIO PER AVERCI AFFIDATO ALL'ANGELO CUSTODE NEL CAMMINO FATICOSO DELLA VITA. RALLEGRIAMOCI POI, CON IL NOSTRO ANGELO , PER QUELLO CHE COMPIE OGNI GIORNO PER

OGNUNO DI NOI. SI, LORO SONO MESSAGGERI DI DIO, RACCOLGONO LE NOSTRE PREGHIERE, SALGONO E SCENDONO DAL CIELO PER ESAUDIRCI , CI PRENDONO PER MANO E CI INSEGNANO LE COSE DI DIO.
AVE MARIA!
(maria maistrini)

Vorrei essere come te, Maria!



Vorrei essere come te Maria, 

per essere degna di ricevere il tuo Gesù!


Vorrei avere il tuo cuore Maria, 


per amare intensamente il tuo Gesù!

Vorrei avere i tuoi occhi Maria

 per contemplare e pensare fortemente il tuo Gesù!

Aiutami Maria, a confidare, 

sperare, consolare ed amare sempre di più il tuo Gesù!

(maria maistrini)


Il Santo Rosario del Vaticano...pregate con me!!!







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Esposizione dei misteri

Il Rosario è composto di venti "misteri" (eventi, momenti significativi) della vita di Gesù e di Maria, divisi dopo la Lettera Apostolica Rosarium Virginis Mariae, in quattro Corone.

La prima Corona comprende i misteri gaudiosi (lunedì e sabato), la seconda i luminosi (giovedì), la terza i dolorosi (martedì e venerdì) e la quarta i gloriosi (mercoledì e domenica).

«Questa indicazione non intende tuttavia limitare una conveniente libertà nella meditazione personale e comunitaria, a seconda delle esigenze spirituali e pastorali e soprattutto delle coincidenze liturgiche che possono suggerire opportuni adattamenti» (Rosarium Virginis Mariae, n. 38).

Per aiutare l'itinerario meditativo-contemplativo del Rosario, ad ogni "mistero" sono riportati due testi di riferimento: il primo della Sacra Scrittura, il secondo del Catechismo della Chiesa Cattolica.



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