martedì 29 maggio 2012


Catechesi di padre Marinko
Medjugorje, 22/05/12

Cari amici, vi saluto tutti.
Sono padre Marinko. Sono cappellano qui nella parrocchia di Medjugorje.
Voglio parlarvi in lingua italiana. Provo. Marija (Dugandzic) è qui, perciò sono sicuro: se non và traduce lei.
Io sono nato qui vicino, a pochi chilometri da qui. Avevo 13 anni quando Maria è apparsa. Ero qui, ma non voglio parlarvi di questo. Medjugorje è parte della mia vita. Sono diventato francescano a causa di ciò.
Che cosa è importante qui? Che cosa succede qui? Qual è l’invito più importante nei messaggi della Madonna? La Madonna ci lascia i messaggi ogni mese; ci educa attraverso i messaggi. Ma che cosa è più importante? Preghiera, conversione, pace… La Regina della Pace… Qual è l’invito più importante non so, ma l’invito più frequente è la preghiera. “Pregate, pregate, pregate”. Perché così spesso l’invito “pregate”? Perché la preghiera è così importante per noi? Perché? Nell’ultimo messaggio la Madonna dice: “Pregate e aprite i vostri cuori come il fiore si apre al calore del sole”. Da questo possiamo vedere una cosa importante della preghiera. La preghiera è questo: ci apriamo a Dio. Dio è come il sole. Noi siamo come il fiore. Può il fiore non fiorire se ci sono tutte le condizioni? Acqua, calore, luce… Può non fiorire? No, fiorisce. Tutte le condizioni sono presenti: fiorisce. Ma l’uomo è possibile che non fiorisca. Non si apre. Può rimanere senza pace, senza felicità. E’ così. Ma la Madonna dice: “Pregate, pregate. Aprite i vostri cuori”. Perché possiamo rimanere chiusi alla fede? Perché è possibile? “Pregate”. Con la preghiera potete avere la pace. Possiamo vedere perché: perché il cuore può essere duro. Il nostro cuore può essere duro…
Quali sono le cause di questa durezza? Ricordiamoci: il seminatore semina, ma il seme cade sul terreno duro. Rimane senza frutti. Anche il cuore dell’uomo può essere duro. Che cosa causa la durezza del cuore? Che cosa? Io penso: se non perdono il cuore è duro. Se non cambio il cuore è duro. Se non accetto la croce il cuore è duro. Gesù semina la Sua Parola , ma la Parola cade sul terreno duro. Sono a Messa, prego, ma non accetto questa Parola, questi semi. Non ci sono i frutti.
Conversione, perdonare, accettare la croce. Tre condizioni importanti per la preghiera.
Vediamo.
La conversione. Che cos’è la conversione? Perché la conversione è così importante? Ricordiamoci due persone: il fariseo nel Tempio e il pubblicano. Il fariseo prega, digiuna due volte alla settimana, paga le decime di tutto quello che possiede, ma non è giustificato. Gesù dice: “Non è giustificato davanti a Dio”. Questo pubblicano, che è peccatore, invece è giustificato. Perché? Queste persone sono lo specchio per l’anima. Perché anche noi preghiamo, ma rimaniamo senza frutti. Ritorniamo a casa come eravamo. Gesù dice: “Perché questo fariseo si giustifica”. Giustifica se stesso. “Io sono una persona giusta. Io sono una persona buona. Tu non sei una persona buona. Tu non sei una persona giusta. Grazie Dio perché sono una persona buona. Grazie perché non sono come questi adulteri, ladri e come questo pubblicano. Grazie perché sono una persona giusta”.
Mi ricordo, ero chirichetto, avevo 10 – 11 anni, dopo la Messa viene in sagrestia un uomo e dice al sacerdote che ha celebrato: “Complimenti per la predica. Tutto gli hai detto. Bene gli hai detto”. “A chi?” “A loro!” Agli altri, non a lui. Lui è una persona giusta, una persona buona. Agli altri… Quando questa persona torna a casa c’è un cambiamento? E’ possibile un cambiamento? No. E’ convinto. Questo fariseo è convinto di fare bene. E’ convinto.
Adesso i terroristi fanno altrettanto. Sono convinti che fanno il bene. Lo fanno per Dio, per la religione, per la nazione. Sono convinti. Sono ciechi. L’uomo può essere cieco e non saperlo. Perciò Gesù non condanna queste persone. Sono ciechi. Non si può condannarle. Non si può. Sono ciechi. Questo fariseo è cieco. Non vede se stesso: vede gli altri. “Io non devo cambiare. No! Gli altri devono cambiare” Non io, ma mia moglie deve cambiare. Non io, ma mio marito deve cambiare. Non io, ma i miei vicini di casa devono cambiare”. Non c’è cambiamento e non c’è la pace. Non c’è felicità. Prego, celebro la Messa , ma la pace non c’è.     
Perciò, cari amici, è importante ciò che fa il pubblicano, dice Gesù. Quello che fa il Figliol prodigo. Che cosa è importante? Vedere se stesso. Cambiare se stesso e non gli altri. Se tu cambi anche gli altri cambiano. Questa è, cari amici, la condizione per la preghiera. Non cambiare gli altri: cambia te stesso. Vedere bene in se stessi, cari amici.
Adesso la pace è possibile. Adesso: se cambio, se mi converto. Adesso posso essere felice. Adesso è possibile che la pace sia con me.
Un’altra condizione è il perdono. Si, io prego, digiuno – come il fariseo due volte la settimana – faccio il bene agli altri, ma non perdono. Questo indurisce il mio cuore. Tu devi domandarti: perché hai il cuore duro? Perché non hai la pace? Forse non hai perdonato. Se non perdoni il cuore è duro. Il terreno del tuo cuore è duro: tu ascolti la Parola di Dio, ma non c’è cambiamento, perché non perdoni.
Che cosa è il perdono? Cosa è il senso del perdono? Noi pensiamo: “Come posso perdonare una persona che mi ha fatto un’ingiustizia? Come posso?” Pensiamo: “Se io perdono io perdono questa ingiustizia”. No” Non perdono l’ingiustizia. L’ingiustizia è ingiustizia. Come posso perdonare l’ingiustizia?
Perdonare vuol dire liberarsi. Perdonare vuol dire guarire. Guarire le ferite che sono nel mio cuore.
Per esempio: due amici erano in un campo di concentramento insieme durante la guerra. Tanti anni dopo la guerra si incontrano e uno dice all’altro amico: “Ai perdonato i nazisti?” “Si, ho perdonato”, dice l’uomo. “E tu?” “No! Ancora adesso li odio. Non li ho perdonati”. L’altro risponde: “Amico mio, ancora adesso tu sei loro prigioniero. Non sei libero, perché hai odio in te. Tu odi gli altri. Tu sei prigioniero del male”.
Questo, cari amici, succede se non perdoniamo. Siamo prigionieri del male. Perciò bisogna perdonare. Voglio essere libero! Voglio essere libero. Libero.
Un altro esempio. Un ubriacone camminava sulla strada con ustioni su entrambe le orecchie. Un amico lo incontra e gli domanda: “Cosa è successo? Perché hai queste ustioni sulle orecchie?” “Mia moglie ha lasciato il ferro da stiro caldo. Quando il telefono ha suonato per sbaglio ho preso il ferro da stiro”. “Capisco” dice l’amico. “Ma come mai anche sull’altro orecchio?” “Ah, quel maledetto matto ha telefonato un’altra volta!”
Tutti sono colpevoli, tutti. Solo lui non lo è. Tutti: la sua donna, il ferro da stiro caldo e quello che ha telefonato. Solo lui non lo è. E cosa succede? Lui ha le ustioni. Lui soffre. Lui ha dolore. Questo succede, cari amici, se non perdono. Io soffro. Il dolore è nel mio cuore. I miei nemici non sono quelli che mi odiano: i miei nemici sono quelli che io odio. Per me non è un problema se gli altri mi odiano. E’ un tuo problema se tu mi odi. Ma se io ti odio… Questo è un mio problema. Il problema è in me. Io soffro. Perciò perdonare, cari amici.
Lasciate il passato. Vivete adesso, senza pesi. Vivete liberi.
Ma come perdonare?  La Madonna ci insegna come perdonare. Dice: “Pregate per avere l’amore verso la persona che vi ha ferito”. Un’altra difficoltà. Come posso pregare per avere amore verso una persona che mi ha ferito? Come posso? Non posso. Non posso. La odio. A prima vista c’è una difficoltà, ma dopo vediamo che non c’è. Perché l’odio è la malattia. L’amore è la medicina. Solo l’amore è la medicina. Se tu preghi per l’amore tu vai alla farmacia di Gesù e Gesù ti da la medicina: l’amore. Non devi pagare. Prega per l’amore: “Gesù dammi amore nei confronti della persona che mi ha ferito, che mi ha fatto ingiustizia”. Io, per esempio, ho pregato tre giorni così quando ho conosciuto questa preghiera. La Madonna ha detto ciò e padre Slavko Barbaric ha scritto questo messaggio del perdono: pregate per l’amore. “Dammi amore Gesù”. Dopo quei tre giorni ho avuto questa magnifica esperienza della libertà. Io ero libero. Da quel momento ho conosciuto il processo che succede in me se non perdono, se io porto in me questi pesi, questi dolori. Cosa succede se prego per l’amore? Il ghiaccio, la durezza sparisce. Io divento libero.
Cari amici vi raccomando questa bellissima preghiera. Se c’è una persona che non ami, che è un peso per te, una croce per te, che ti ha ferito, prega per l’amore per lei. “Dammi la medicina Gesù”. E tu sei libero. Tu sei libero e puoi vedere il bene; tu puoi vivere la felicità.
La terza condizione, cari amici, è accettare la croce. Se non accetti la croce non c’è la possibilità della pace. Tu ti lamenti con Dio, tu chiedi a Dio “dammi salute”, ma se non accetti la croce non ce la fai. Gesù dice: “Accetta la croce. Prendi la croce”. Perciò “dammi amore Gesù che possa accettare la croce”. Che cosa succede? La croce diventa più leggera. Non è pesante come era prima. Una persona è una croce per me. “Dammi amore Gesù per questa persona”. Questa persona non è più pesante come prima.
Cari amici, questo è ciò che ho voluto dirvi riguardo a quello che secondo me è più importante. La Madonna ci invita alla pace e la strada che ci porta alla pace è la preghiera. Ciò di cui vi ho parlato è la via verso la preghiera, ma la preghiera è il momento in cui siamo come il fiore che si apre al calore del sole. Siamo davanti al sole. Il sole, Gesù, ci da amore. E’ questo il calore. Il Suo amore. Come il calore del sole per il fiore, così anche l’amore viene da Dio. Ma dobbiamo riconoscere questa durezza in noi. Pregare perché possiamo vedere noi stessi, cambiarci, perdonare e accettare la croce.
Grazie per la vostra pazienza.   
Questo era dal cuore. Ne sono convinto, ma non so come era nella lingua italiana.
Adesso due o tre domande.

·        Ci può dire qualcosa sulla Commissione della Santa Sede qui a Medjugorje?
P. M. La commissione lavora. Questo è importante. Non posso dirvi niente. Non so, ma io so che la commissione lavora e controlla tutto. Questo è importante: vedere i veggenti e cosa succede qui.

-         Ci sono persone che fanno fatica a perdonare se stessi. Anche quello è un problema. E’ vero?
P. M. Sì. Se non perdoniamo noi stessi naturalmente è un problema. Grazie per questa domanda. Noi possiamo essere i nostri nemici. Io sono mio nemico se non perdono. Non mi amo. Come posso amarmi se non mi amo. Queste persone non credono che Dio le ha perdonate. Non credono.
Per esempio. Tu non credi se ti amo. Ma, per favore, credimi. Credimi: ti amo! Dio anche dice a noi: “CrediMi! Ti  amo, ti amo. Devi solo credere!. Dio ci ama. Gesù ci dice questo. Dio ci ama.
Questa è l’esperienza della confessione. Deve essere l’esperienza della confessione: Dio mi ama; io sono amato. Questo cambia me. Cambia il mio cuore. Non c’è più ghiaccio in me. Non c’è più durezza interiore. Io sono amato. Io posso cominciare di nuovo. Questo è il messaggio della confessione. Naturalmente se Dio mi ama anche io posso amarmi. Dio mi perdona, allora anche io posso perdonarmi. Questo è importante, perché anche gli altri possono vedere e fare lo stesso. Dio vede i miei peccati e mi ama. Io ho esperimentato che anche io mi perdono, perché Dio mi ama. Anche gli altri hanno i peccati. Che cosa facciamo noi? “Come hai potuto fare un peccato?” Ho dimenticato che anch’io posso sbagliare. Non voglio perdonarti. Ho dimenticato che io cerco questo perdono per me: “Dio perdonami”. Possiamo essere egoisti. La confessione è una scuola. Io sono egoista: cerco il perdono di Dio per me e gli altri? Noooo. Non voglio perdonare.

-         Come posso perdonare se lui non chiede il mio perdono?
P. M. Perdono perché mi amo. Perdono, perché voglio essere libero. Io. Ricordiamoci: se cambio me anche gli altri si cambiano. Se io sono libero anche gli altri cambiano, perché li vedo con occhi diversi, non con odio. Se cambio me stesso anche gli altri cambiano. Perciò è importante che io perdoni.
Per esempio: tu non chiedi a me di perdonarti. Io non sono libero. C’è una catena. Non sono libero. Ma voglio essere libero da te. Ti perdono. Se tu vuoi perdonarmi o no… E’ un tuo problema. E’ un tuo problema . L’odio è in te. Io voglio perdonarti, perché voglio essere libero.
  
-         Perdonare significa anche fraternizzare?
P. M. Riconciliarsi? Non deve essere. La riconciliazione può venire, ma la prima cosa è il perdono. Liberarsi. Se cambio me stesso anche gli altri cambiano. Io sono libero. Naturalmente io posso riconciliarmi con te, ma questo non è al primo posto. Il perdono è al primo posto. La riconciliazione è la conseguenza. Può essere, ma non deve essere.

-         Non riesco a mettere Dio al primo posto nella mia vita.
P. M. Non riesco a seguire il primo comandamento di Dio. Gesù dice: “Se ami il tuo prossimo ami anche Dio”. Naturalmente la Madonna ci invita a prendere tempo per Dio. Nel messaggio di febbraio o marzo ci dice: “La preghiera sia per voi un bisogno”. Ho bisogno della preghiera a Dio. La preghiera è come il sole per il fiore. Nel silenzio. Bisogna più ascoltare che parlare. Bisogna più ricevere che dare. Pregare come Maria, la sorella di Marta. Essere come Maria. Guardare, ascoltare. Prendere tempo per Dio.
Ci sono due mezzi per amare Dio: prendere tempo per Dio e amare il prossimo.

-         Voglio perdonare, ma questa persona non vuole avvicinarmi.
P. M. Perdono e sono libero davvero. Che tu voglia avvicinarmi o meno. Io ti perdono, perché voglio essere libero.
Grazie.
 Fonte: Info da Medjugorje

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Il Rosario è composto di venti "misteri" (eventi, momenti significativi) della vita di Gesù e di Maria, divisi dopo la Lettera Apostolica Rosarium Virginis Mariae, in quattro Corone.

La prima Corona comprende i misteri gaudiosi (lunedì e sabato), la seconda i luminosi (giovedì), la terza i dolorosi (martedì e venerdì) e la quarta i gloriosi (mercoledì e domenica).

«Questa indicazione non intende tuttavia limitare una conveniente libertà nella meditazione personale e comunitaria, a seconda delle esigenze spirituali e pastorali e soprattutto delle coincidenze liturgiche che possono suggerire opportuni adattamenti» (Rosarium Virginis Mariae, n. 38).

Per aiutare l'itinerario meditativo-contemplativo del Rosario, ad ogni "mistero" sono riportati due testi di riferimento: il primo della Sacra Scrittura, il secondo del Catechismo della Chiesa Cattolica.



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