martedì 19 agosto 2014

Il sogno di Dio

“Il sogno di Dio”.  
 Troviamo l’Arcangelo Gabriele narrare una storia sulla Vergine a un giovane pastore di Betlemme, alla presenza degli angeli venuti dal cielo, quelli che cantavano la gloria di Dio la notte di Natale. La Beata Vergine Maria, l’Immacolata, è la più perfetta creature che Dio abbia mai creato. E’ il suo capolavoro. Ma come ha fatto Dio a crearla? Ecco il racconto dell’Arcangelo Gabriele:  Molto tempo fa, molto prima che fosse creato l’universo, Adonai (il Signore) volle realizzare la più bella delle sue opere. Per Dio ciò era un compito molto facile. Fra tutte le creature, una di esse doveva essere la più perfetta e Lui voleva realizzarla quanto meglio Gli sembrava. Ma, ciò non gli  bastava: Lui voleva crearla talmente bella che sarebbe stato impossibile superarla in bellezza! Lui stesso non avrebbe saputo come migliorarla. Quando il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo si consultarono (cosa che facevano sempre), decisero all’unanimità di agire nella maniera più semplice. Stabilirono che questa creatura sarebbe sempre stata intimamente legata all’insieme delle tre Persone Divine (alla Trinità), e che avrebbe ricevuto da esse tutta la bellezza e lo splendore di Adonai. Sarebbe stata il riflesso di tutte le loro perfezioni, come il più puro degli specchi. “Io sarò il suo sposo, disse lo Spirito Santo. La santificherò dall’inizio della sua esistenza. Dalla mia presenza, essa concepirà nel suo seno e sarà sempre piena di me-stesso e dei miei doni. Sarà Immacolata e avrà la pienezza delle grazie, come solo la sposa di Dio può avere. “Io sarò suo Figlio, aggiunse il Verbo. Riceverò la sua carne, il suo sangue, le sue cure materne e la sua dolcezza. Realizzerò divinamente i suoi baci. Con il suo sguardo amorevole ed i suoi teneri gesti mi alleverà come un bambino. Tutto in essa sarà divino, poiché tutto in essa sarà mio. “Ed essa sarà la mia Figlia prediletta, disse il Padre.  Essa rimarrà sotto il mio sguardo e la renderò talmente bella ai miei occhi che non mi stancherò mai di guardarla, tanto grande sarà il mio amore per lei!” Ecco cosa dissero di lei le Tre Persone della Trinità. Noi, gli angeli, che stiamo sempre davanti a Dio, ascoltavamo queste parole con stupore e non immaginavamo assolutamente che genere di angelo voleva creare Adonai, talmente meravigliosa era la creatura che Lui descriveva. E’ stato solamente quando Adonai ha cominciato a sognare di quella che sarebbe diventata la Madre, sua Figlia e la sua Sposa, che abbiamo capito tutto. Pensando ai suoi occhi, ha creato il mare, pensando al suo sorriso creò i petali dei fiori: quando immaginò la sua dolcezza, apparvero le colombe. Dall’origine del mondo, depose un tratto di Maria in ogni donna.                                             
 Voi sapete che la gelosia non esiste nel cielo. Dopo che il Signore ci chiese il nostro parere sul suo piano sulla Madonna, e dopo che satana cadde, noi non abbiamo mai provato questo strano sentimento.  Eravamo tutti molto contenti! E sapete come abbiamo chiamato Maria ? L’abbiamo chiamata il sogno di Adonai . E quando Maria è nata , Dio ci ha rivelato il suo nome: Piena di grazia. E’ il suo nome per l’eternità ed è così che l’ho salutata nove mesi fa a casa sua a Nazareth.

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Il Rosario è composto di venti "misteri" (eventi, momenti significativi) della vita di Gesù e di Maria, divisi dopo la Lettera Apostolica Rosarium Virginis Mariae, in quattro Corone.

La prima Corona comprende i misteri gaudiosi (lunedì e sabato), la seconda i luminosi (giovedì), la terza i dolorosi (martedì e venerdì) e la quarta i gloriosi (mercoledì e domenica).

«Questa indicazione non intende tuttavia limitare una conveniente libertà nella meditazione personale e comunitaria, a seconda delle esigenze spirituali e pastorali e soprattutto delle coincidenze liturgiche che possono suggerire opportuni adattamenti» (Rosarium Virginis Mariae, n. 38).

Per aiutare l'itinerario meditativo-contemplativo del Rosario, ad ogni "mistero" sono riportati due testi di riferimento: il primo della Sacra Scrittura, il secondo del Catechismo della Chiesa Cattolica.



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