domenica 15 dicembre 2013

L'anima mia magnifica il Signore

Allora Maria disse: L' anima mia magnifica il Signore (Lc 1, 46).
Dopo che Maria rispose all' annuncio dell' angelo, accettando l'invito del Signore a cooperare al Suo disegno di salvezza dell'umanità, si mise subito in cammino verso la sua cugina Elisabetta per accompagnarla nella sua gravidanza in età ormai avanzata, e allo stesso tempo cercando di accorgersi più profondamente di ciò che a lei stessa era accaduto. Dopo il primo saluto, ascolta da Elisabetta parole insospettate, che potrebbero averla turbata non meno di quanto la turbò il saluto iniziale dell'angelo. Ma le parole di Elisabetta, che parla piena di Spirito Santo, vengono a rafforzare l'eco rasserenante di quelle finali del nunzio celeste. Maria allora, piena anche lei di Spirito Santo, sente come il suo Fiat si trasmuta in Magnificat, e lascia sgorgare a cascata i sentimenti della sua anima nel canto di riconoscimento, di lode e di ringraziamento al Signore per quanto le accadeva.
L'inno di Maria, oltre ad essere un'espressione di giubilo nel Signore per le grandi cose che in lei aveva fatto, è una riconoscenza gioiosa e piena di gratitudine, perché tutto ciò proviene da Lui e soltanto da Lui, che ha guardato l'umiltà della sua serva. A partire da questa riconoscenza della grandezza di Dio e della propria insignificanza, a Maria è anche concesso di comprendere fino in fondo il modo di agire di Dio nella storia divino-umana della salvezza, agendo appunto a favore dei deboli, degli umili, dei poveri e degli affamati, a scapito dei grandi e potenti, dei ricchi e sazi, per salvare tutti. È anche così come Lui porta a compimento le promesse liberamente fatte ad Abramo e la sua discendenza per sempre; la discendenza, vale a dire, per via della fede, più numerosa delle stelle del cielo e dei grani di sabbia delle spiagge marine e dei deserti della terra. Leggere o ascoltare queste meravigliose parole di Maria soltanto come un'espressione, pur sincera e bellissima, ma momentanea e fugace, della sua anima in questo momento di entusiasmo reciproco nell'incontro con Elisabetta, sarebbe impoverirle fino a svuotarne il vero significato. È la vita tutta di Maria, nonostante la sua progressiva e sofferta comprensione del proprio mistero e del mistero del suo figlio Gesù, che soltanto riuscì a comprendere finalmente alla luce della Pasqua, a diventare un canto di gioia e di ringraziamento al Signore per quanto in lei e per mezzo di lei ha fatto.  Maria, nel suo canto del Magnificat esprime la sua piena identificazione personale con il disegno divino di salvezza e s'impegna a dedicare tutta la sua esistenza a collaborarci senza condizioni e senza limiti. Magnificat e Fiat hanno uno solo e lo stesso significato: Fiat esprime l'accettazione piena di Maria dell'invito fattole da Dio per mezzo dell'angelo, e  il Magnificat ratifica e sigilla con gioia ed esultanza quell'accoglienza.
Maria diventa così icona e modello per ogni credente, che cerca di leggere la propria storia e la storia dell'umanità, alla luce della fede, come la storia di Dio che salva facendo cose grandi nei piccoli e per mezzo di loro e adempiendo le sue promesse indefettibili.


Eccomi!!!! Sono la serva del Signore...

Ave Maria!



Maria Maistrini

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Esposizione dei misteri

Il Rosario è composto di venti "misteri" (eventi, momenti significativi) della vita di Gesù e di Maria, divisi dopo la Lettera Apostolica Rosarium Virginis Mariae, in quattro Corone.

La prima Corona comprende i misteri gaudiosi (lunedì e sabato), la seconda i luminosi (giovedì), la terza i dolorosi (martedì e venerdì) e la quarta i gloriosi (mercoledì e domenica).

«Questa indicazione non intende tuttavia limitare una conveniente libertà nella meditazione personale e comunitaria, a seconda delle esigenze spirituali e pastorali e soprattutto delle coincidenze liturgiche che possono suggerire opportuni adattamenti» (Rosarium Virginis Mariae, n. 38).

Per aiutare l'itinerario meditativo-contemplativo del Rosario, ad ogni "mistero" sono riportati due testi di riferimento: il primo della Sacra Scrittura, il secondo del Catechismo della Chiesa Cattolica.



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