mercoledì 25 settembre 2013

Chi sono gli angeli

Domande e Risposte

Chi sono gli angeli?

       
Gli angeli ti porteranno sulle loro mani perché il tuo piede non inciampi in una pietra.
Matteo 4, 6

1. L'esistenza degli angeli è una verità di fede? Chi sono gli angeli?
L'esistenza degli esseri spirituali, incorporei, che la Sacra Scrittura chiama abitualmente angeli, è una verità di fede, cioè rivelata da Dio. La testimonianza della Scrittura è tanto chiara quanto l'unanimità della Tradizione.

Sant'Agostino dice a loro riguardo: «La parola "angelo" designa l'ufficio, non la natura. Se si chiede il nome di questa natura, si risponde che è spirito; se si chiede l'ufficio, si risponde che è angelo: è spirito per quello che è, mentre per quello che compie è angelo» (Enarratio in Psalmum 103, 1, 15). In tutto il loro essere, gli angeli sono servitori e messaggeri di Dio. Poichè lo stesso Gesù Cristo dice che «vedono sempre la faccia del Padre mio che è nei cieli» (Mt 18,10), essi sono «potenti esecutori dei suoi comandi, pronti alla voce della sua parola», come spiega in un altro punto (Sal 103,20) la Sacra Scrittura.

Gli angeli sono stati creati da Dio per una libera decisione della sua volontà, sono esseri intelligenti e liberi. Superano in perfezione tutte le creature visibili.
Catechismo della Chiesa Cattolica, 328-330

Contemplare il mistero
Tutti i cristiani, per mezzo della comunione dei santi, ricevono tutte le grazie che ogni singola Messa diffonde, sia che si celebri dinanzi a migliaia di persone, sia che aiuti il sacerdote, unica persona presente, un bambino e per giunta distratto. In qualunque caso, la terra e il Cielo si uniscono per intonare con gli Angeli del Signore: Sanctus, Sanctus, Sanctus... Io acclamo ed esulto con gli angeli; e non mi riesce difficile, perché so di essere circondato da loro, quando celebro la Santa Messa. Essi adorano la Trinità.
È Gesù che passa, 89

La tradizione cristiana descrive l'Angelo Custode come un grande amico che Dio ha messo accanto a ogni uomo per accompagnarlo nel suo cammino. E per questo ci invita a conoscerlo, a rivolgerci a lui.
È Gesù che passa, 63

2. Qual è la missione degli angeli nella storia della salvezza degli uomini?
Fin dalla creazione del mondo, incontriamo degli angeli che annunciano da lontano o da vicino la salvezza e servono la realizzazione del disegno salvifico di Dio: chiudono il paradiso terrestre, trattengono la mano di Abramo, guidano il popolo di Israele, annunziano nascite e vocazioni, assistono i profeti.

In particolare essi sono presenti dall'Incarnazione del Figlio di Dio. È l'angelo Gabriele che annunzia a Zaccaria la nascita di Giovanni il Battista, il Precursore, e a Maria il concepimento di Gesù per opera dello Spirito Santo e la sua nascita.

"L'Annunciazione" del Beato Angelico.

Dall'Incarnazione all'Ascensione, la vita del Verbo incarnato è circondata dall'adorazione e dal servizio degli angeli. Il loro canto di lode alla nascita di Cristo non ha cessato di risuonare nella lode della Chiesa: «Gloria a Dio...». Essi proteggono l'infanzia di Gesù, servono Gesù nel deserto, lo confortano durante l'agonia del Getsemani, e sono ancora gli angeli che annunciano la Risurrezione di Cristo. Al ritorno di Cristo, che essi annunziano, saranno là, al servizio del suo giudizio: «Il Figlio dell'uomo manderà i suoi angeli, i quali raccoglieranno dal suo regno tutti gli scandali e tutti quelli che commettono iniquità e li getteranno nella fornace ardente, dove sarà pianto e stridore di denti. Allora i giusti splenderanno come il sole nel regno del Padre loro» (Mt 13, 41-43).
Catechismo della Chiesa Cattolica, 332-333

Contemplare il mistero
Siamo dunque uomini di pace, uomini di giustizia, operatori di bene, e il Signore non sarà per noi giudice, ma amico, fratello, Amore. Ci accompagnino, in questo camminare — lieto! — nella terra, gli angeli di Dio. Prima della nascita del nostro Redentore — scrive san Gregorio Magno — noi avevamo perduto l'amicizia degli angeli. La colpa originale e i nostri peccati quotidiani ci avevano allontanato dalla loro luminosa purezza... Ma dal momento in cui noi abbiamo riconosciuto il nostro Re, gli angeli ci hanno riconosciuti come loro concittadini. E dal momento che il Re del cielo ha preso la nostra carne terrena, gli angeli non si allontanano più dalla nostra miseria. Non osano stimare inferiore alla loro questa natura che adorano vedendola esaltata al di sopra di loro nella persona del re del cielo; e non disdegnano di considerare l'uomo come compagno.
È Gesù che passa, 187
Questo è il grande ardimento della fede cristiana: proclamare il valore e la dignità della natura umana

La fede cristiana non rende quindi pusillanimi né frena gli aneliti migliori dell'anima, ma anzi li dilata e li potenzia rivelandone il senso autentico: non siamo infatti destinati a una felicità qualunque, perché siamo stati chiamati a penetrare nell'intimità divina, a conoscere e ad amare Dio Padre, Dio Figlio e Dio Spirito Santo e, nella Trinità e Unità di Dio, tutti gli angeli e tutti gli uomini. Questo è il grande ardimento della fede cristiana: proclamare il valore e la dignità della natura umana e affermare che, mediante la grazia che ci eleva all'ordine soprannaturale, siamo stati creati per conseguire la dignità di figli di Dio. Tanta audacia sarebbe davvero impossibile se non si basasse sul decreto di salvezza di Dio Padre e non fosse stata confermata dal sangue di Cristo, e riaffermata e resa possibile dall'azione incessante dello Spirito Santo.
È Gesù che passa, 133

"L'incoronazione della Madonna" del Beato Angelico.

Il Signore viene senza risonanza, sconosciuto a tutti. Qui in terra, soltanto Maria e Giuseppe partecipano a questa avventura divina. Poi i pastori, ai quali gli angeli recano l'annunzio. E, più tardi, quei saggi dell'Oriente. È così che ha compimento l'evento trascendente che unisce il cielo alla terra, Dio all'uomo.
È Gesù che passa, 18

3. Tutti gli angeli sono buoni?
Dietro la scelta disobbediente dei nostri progenitori c'è una voce seduttrice, che si oppone a Dio, la quale, per invidia, li fa cadere nella morte. La Scrittura e la Tradizione della Chiesa vedono in questo essere un angelo caduto, chiamato Satana o diavolo. La Chiesa insegna che all'inizio era un angelo buono, creato da Dio. «Il diavolo infatti e gli altri demoni sono stati creati da Dio naturalmente buoni, ma da se stessi si sono trasformati in malvagi» (Concilio Lateranense IV, anno 1215, DS 800).
La Scrittura parla di un peccato di questi angeli. Tale "caduta" consiste nell'avere, questi spiriti creati, con libera scelta, radicalmente ed irrevocabilmente rifiutato Dio e il suo Regno. Troviamo un riflesso di questa ribellione nelle parole rivolte dal tentatore ai nostri progenitori: "Diventerete come Dio"» (Gn 3,5). «Il diavolo è peccatore fin dal principio» (1 Gv 3,8) e «padre della menzogna» (Gv 8,44).

A far sì che il peccato degli angeli non possa essere perdonato è il carattere irrevocabile della loro scelta, e non un difetto dell'infinita misericordia divina. «Non c'è possibilità di pentimento per loro dopo la caduta, come non c'è possibilità di pentimento per gli uomini dopo la morte» (San Giovanni Damasceno, Expositio fidei 18).
Catechismo della Chiesa Cattolica, 391-393

Una delle tradizionali raffigurazioni dell'Arcangelo San Michele che vince il  diavolo.
Una delle tradizionali raffigurazioni dell'Arcangelo San Michele che vince il diavolo.
Contemplare il mistero
Il demonio ha citato con perfidia l'Antico Testamento: Dio darà ordine ai suoi angeli di custodire il giusto in tutti i suoi passi. Ma Gesù, rifiutandosi di tentare il Padre, restituisce al passo biblico il suo vero significato e infatti, al momento opportuno, come conseguenza della sua fedeltà, vengono i messaggeri di Dio Padre a servirlo. La tattica usata da Satana con Gesù Nostro Signore merita d'essere considerata: si serve di passi dei libri sacri, ma ne sfigura il senso in modo blasfemo. Gesù non si lascia ingannare: il Verbo fatto carne conosce bene la Parola divina, scritta per la salvezza degli uomini e non per loro confusione e condanna. Ne possiamo dedurre che chi è unito a Gesù con l'amore non si lascerà mai ingannare da fraudolente interpretazioni della Scrittura, perché sa che è tipica opera del diavolo cercare di confondere la coscienza cristiana adoperando dolosamente le parole della Sapienza eterna per trasformare la luce in tenebre.
È Gesù che passa, 63

Falso apostolo dei sofismi, è questa la tua opera: perché hai Cristo sulla bocca, ma non in quello che fai; perché attiri con una luce, di cui sei privo; perché non hai il calore della carità, e fingi di preoccuparti degli estranei, mentre i tuoi li abbandoni; perché sei bugiardo, e la menzogna è figlia del diavolo... Pertanto, lavori per il demonio, sconcerti i seguaci del Padrone e, anche se spesso quaggiù hai successo, guai a te, nel giorno non lontano in cui verrà la nostra amica Morte e tu vedrai l'ira del Giudice, che non hai mai potuto ingannare! — I sofismi, no, Signore: i sofismi, mai.
Forgia, 1019

4. Che potere ha il diavolo?
La potenza di Satana non è infinita. Egli non è che una creatura, potente per il fatto di essere puro spirito, ma pur sempre una creatura: non può impedire l'edificazione del regno di Dio. Sebbene Satana agisca nel mondo per odio contro Dio e il suo regno in Cristo Gesù, e sebbene la sua azione causi gravi danni – di natura spirituale e indirettamente anche di natura fisica – per ogni uomo e per la società, questa azione è permessa dalla divina provvidenza, la quale guida la storia dell'uomo e del mondo con forza e dolcezza. La permissione divina dell'attività diabolica è un grande mistero, ma «noi sappiamo che tutto concorre al bene di coloro che amano Dio» (Rm 8,28).
Catechismo della Chiesa Cattolica, 395

Contemplare il mistero
Come sembra poco furbo il diavolo!, mi facevi notare. Non capisco la sua stupidità: sempre gli stessi trucchi, sempre le stesse falsità... — Hai proprio ragione. Però noi uomini siamo ancor meno furbi e non impariamo a fare esperienza dagli errori altrui... E satana conta su tutto questo, per tentarci.
Solco, 150
Bisogna decidersi. Non si può vivere con quelle due candele che, secondo il detto popolare, ogni uomo tiene accese: una a san Michele e una al demonio. Bisogna spegnere la candela del demonio. Dobbiamo consumare la nostra vita facendola ardere tutta intera al servizio di Dio.

Potrei comportarmi meglio, essere più deciso, sprizzare più entusiasmo... Perché non lo faccio? Perché — perdonami la franchezza — sei uno sciocco: il diavolo sa fin troppo bene che una delle porte dell’anima peggio custodite è quella della stupidità umana: la vanità. Lì ora attacca con tutte le sue forze: ricordi pseudosentimentali, complesso da pecora nera in versione isterica, impressione di un’ipotetica mancanza di libertà... Che cosa aspetti a ricordarti della sentenza del Maestro: vigilate e pregate, perché non sapete né il giorno né l’ora?
Solco, 164

Ostacoli?... — A volte, ce ne sono. — Però, talvolta, te li inventi per comodità o per codardia. — Con quale abilità il diavolo fa balenare questi pretesti per non lavorare...!, perché sa bene che la pigrizia è la madre di tutti i vizi.
Solco, 505

Bisogna decidersi. Non si può vivere con quelle due candele che, secondo il detto popolare, ogni uomo tiene accese: una a san Michele e una al demonio. Bisogna spegnere la candela del demonio. Dobbiamo consumare la nostra vita facendola ardere tutta intera al servizio di Dio. Se il nostro desiderio di santità è sincero e docilmente ci mettiamo nelle mani di Dio, tutto andrà bene. Perché Dio è sempre disposto a darci la sua grazia e, specialmente in questo tempo, la grazia per una nuova conversione, per un miglioramento della nostra vita di cristiani.
È Gesù che passa, 59

5. Come gli angeli aiutano la vita della Chiesa ed ogni persona?
Tutta la vita della Chiesa beneficia dell'aiuto misterioso e potente degli angeli. Nella liturgia, la Chiesa si unisce agli angeli per adorare il Dio tre volte santo nella recita dell'Osanna; invoca la loro assistenza (In paradiso ti accompagnino gli angeli...) nella liturgia dei defunti, o ancora nell'«Inno dei cherubini» della liturgia bizantina, e celebra in particolare la memoria di alcuni angeli , come san Michele, san Gabriele, san Raffaele e gli angeli custodi.
Dal suo inizio fino all'ora della morte la vita umana è circondata dalla protezionee dall'intercessione degli angeli. «Ogni fedele ha al proprio fianco un angelo come protettore e pastore, per condurlo alla vita» (San Basilio Magno, Adversus Eunomium, 3, 1). Fin da quaggiù, la vita cristiana partecipa, nella fede, alla beata comunità degli angeli e degli uomini, uniti in Dio.
Catechismo della Chiesa Cattolica, 334-336

Contemplare il mistero
Bevi alla fonte chiara degli “Atti degli Apostoli”: nel capitolo XII, Pietro, libero dal carcere per intervento degli Angeli, s'incammina verso la casa della madre di Marco. —Non vogliono credere alla servetta che afferma che Pietro è lì, alla porta. “Angelus eius est!” —sarà il suo Angelo, dicevano. —Ammira con quale fiducia trattavano i loro Custodi i primi cristiani. —E tu?
Cammino, 570

Particolare della
Particolare della "Annunciazione" del Beato Angelico.
L’Angelo Custode ci accompagna sempre come testimone di eccezione. Sarà Lui che, nel tuo giudizio particolare, ricorderà le delicatezze che avrai avuto verso nostro Signore, durante la tua vita. Di più: qualora ti sentissi perduto per le tremende accuse del nemico, il tuo Angelo presenterà quegli slanci intimi del cuore — forse da te stesso dimenticati —, quelle manifestazioni di amore che avrai dedicato a Dio Padre, a Dio Figlio, a Dio Spirito Santo. Pertanto, non dimenticare mai il tuo Angelo Custode, e questo Principe del Cielo non ti abbandonerà né adesso, né al momento decisivo.
Solco, 693

Non possiamo avere la pretesa che gli Angeli ci obbediscano... Però, abbiamo l'assoluta sicurezza che i Santi Angeli ci ascoltano sempre.
Forgia, 339

Quando hai qualche necessità, qualche contrarietà — piccola o grande —, invoca il tuo Angelo Custode, perché la risolva con Gesù oppure ti presti quel servizio che di volta in volta ti occorre.
Forgia, 931

Quando hai qualche necessità, qualche contrarietà — piccola o grande —, invoca il tuo Angelo Custode, perché la risolva con Gesù oppure ti presti quel servizio che di volta in volta ti occorre
Dobbiamo imparare a trattare gli angeli. Rivolgiamoci a loro in questo momento. Parla al tuo Angelo Custode e digli che le acque soprannaturali della Quaresima non stanno passando invano sulla tua anima, ma penetrano in profondità, perché il tuo cuore è contrito. Chiedigli di presentare al Signore quella buona volontà che la grazia fa germogliare dalla tua miseria come un giglio che fiorisce nel letame. Sancti Angeli, custodes nostri, defendite nos in proelio, ut non pereamus in tremendo iudicio (da una preghiera a San Michele, nelle sue feste liturgiche): santi Angeli Custodi, difendeteci nella battaglia, affinché non sia decretata la nostra morte nel tremendo giudizio.
È Gesù che passa, 63

Domando al Signore che ci conceda, finché siamo sulla terra, di non separarci mai dal divino Viandante. Per questo, dobbiamo favorire anche la nostra amicizia con gli Angeli Custodi. Tutti abbiamo bisogno di compagnia: compagnia del Cielo e della terra. Siate devoti agli Angeli Custodi! È molto umana l'amicizia, ma è anche molto divina: come la nostra vita, che è divina e umana. Ricordate la parola del Signore: Non vi chiamo più servi, ma amici. Egli ci insegna ad aver confidenza con gli amici di Dio, che già sono in cielo, e con le creature che ci vivono accanto, anche quelle che sembrano lontane dal Signore, per invogliarle a seguire la buona strada.
Amici di Dio, 315

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Il Santo Rosario del Vaticano...pregate con me!!!







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Esposizione dei misteri

Il Rosario è composto di venti "misteri" (eventi, momenti significativi) della vita di Gesù e di Maria, divisi dopo la Lettera Apostolica Rosarium Virginis Mariae, in quattro Corone.

La prima Corona comprende i misteri gaudiosi (lunedì e sabato), la seconda i luminosi (giovedì), la terza i dolorosi (martedì e venerdì) e la quarta i gloriosi (mercoledì e domenica).

«Questa indicazione non intende tuttavia limitare una conveniente libertà nella meditazione personale e comunitaria, a seconda delle esigenze spirituali e pastorali e soprattutto delle coincidenze liturgiche che possono suggerire opportuni adattamenti» (Rosarium Virginis Mariae, n. 38).

Per aiutare l'itinerario meditativo-contemplativo del Rosario, ad ogni "mistero" sono riportati due testi di riferimento: il primo della Sacra Scrittura, il secondo del Catechismo della Chiesa Cattolica.



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