lunedì 1 agosto 2011

Il Purgatorio è l'anticamera del Paradiso

 
La Madonna più volte ci ha esortati a pregare per le anime del Purgatorio perché
per ognianima è necessaria la
preghiera e la grazia per giungere a Dio e all'Amore di Dio. Infatti non si
prega per i Santi, perché loro non hanno bisogno delle nostre preghiere; nè per
i dannatiperché le preghiere fatte per loro non gioverebbero a nulla. Le
preghiere devono esserefatte solo x quelli che hanno bisogno
di aiuto; e questi non possono essere che le animedel Purgatorio.Cerchiamo di
comprendere cos'è il Purgatorio.Al di là di questo mondo, che noi vediamo, ve ne
è un altro, che i nostri occhinon
vedono; è popolato da un infinità di angeli e di anime, che hanno lasciatola
terra.Questo invisibile mondo è diviso in tre grandi regni: Inferno, Purgatorio,
Paradiso.Le pene che vi si offrono sono eterne. Sulla sua porta è scritto:
 Lasciate ognisperanza, voi che entrate (Dante: Inf. canto V, v. 28). Bellissimo
è il Paradiso: luogo di grande gioia, di canti e suoni angeliche arpe, toccate
da mani invisibili Arcangeli. Cos'è invece il Purgatorio? E' un luogo dove si
soffrono pene temporanee; è unaspecie di carcere, in cui le anime scontano la
pena dovuta ai peccati che hannocommesso sulla terra, e poi dopo espiata tale
pena se ne volano in
cielo. Molti hanno una visione falsa del Purgatorio, se lo immaginano un luogo
di
torturecon fiamme e tormenti, in breve vedono in questo luogo la mano punitrice
di Dio...Non è così: Il Purgatorio sicuramente è un luogo di espiazione, ma esso
è ancheuna delle più belle invenzioni dell'amore di Dio. Perché Dio essendo
amore, non può volere che amore. Il Purgatorio è un luogo di espiazione ma è
anche unluogo di salvezza... Sono tante le anime che dovrebbero precipitare
nell' Infernoche vanno in Purgatorio e là sono sicure di andare un giorno in
Cielo. Le animeche vanno in Purgatorio, sotto i colpi della divina giustizia
diventano più belle edegne x il Cielo. In tal modo il Purgatorio è come un
grande laboratorio dell'amore
di Dio, un luogo di lavoro nel quale il signore introduce le anime dei
trapassati perdar loro gli ultimi tocchi di pennello e renderle degne x il
cielo.Il Purgatorio è il luogo della più squisita tenerezza del Cielo e della
terra, della Chiesa trionfante e della Chiesa militante, nel quale camminano
assieme perconfortare, nel soccorrere e nel liberare le benedette anime
purganti.Miriade di angeli scendono continuamente nel doloroso carcere e
confortano quelle anime più infelici; parlano loro delle meraviglie del Cielo, e
tante voltesono proprio loro che le conducono festanti nel
Paradiso.Anche noi abbiamo il dovere di pregare per le anime purganti,
recitando il santo Rosario, e con pratiche di pietà, Sante Comunioni e Messe.
Questi sono i suffragi che scendono in Purgatoriorecando benedizioni grandi alle
infelici prigioniere della divina giustizia. Al tempo di San Domenico viveva a
Roma una donna che aveva avuto una vitascandalosa di nome Caterina; ma le
preghiere e i numerosissimi colloqui del santo la convertirono ed ella divenne
una fervente devota delle anime del Purgatorio, tutte le sere recitava x loro
una corona intera del Santo Rosario.Il
Signore dimostrò con un prodigio quanto giovi ai defunti la recita della
coronadel Rosario. Mentre un giorno Caterina recitava la terza parte del
rosario, ebbe una visione: vide Gesù, dal cui adorabile corpo uscirono cinquanta
getti di acqua, che cadevano in Purgatorio e ristoravano le anime benedette.
(Recitando la terza partedel Rosario, si lucrano 5 anni d'indulgenza; 10 anni,
se la si recita in gruppo. Pio XII, 26 luglio 1946). 

Ave Maria!
 Maria Maistrini

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Esposizione dei misteri

Il Rosario è composto di venti "misteri" (eventi, momenti significativi) della vita di Gesù e di Maria, divisi dopo la Lettera Apostolica Rosarium Virginis Mariae, in quattro Corone.

La prima Corona comprende i misteri gaudiosi (lunedì e sabato), la seconda i luminosi (giovedì), la terza i dolorosi (martedì e venerdì) e la quarta i gloriosi (mercoledì e domenica).

«Questa indicazione non intende tuttavia limitare una conveniente libertà nella meditazione personale e comunitaria, a seconda delle esigenze spirituali e pastorali e soprattutto delle coincidenze liturgiche che possono suggerire opportuni adattamenti» (Rosarium Virginis Mariae, n. 38).

Per aiutare l'itinerario meditativo-contemplativo del Rosario, ad ogni "mistero" sono riportati due testi di riferimento: il primo della Sacra Scrittura, il secondo del Catechismo della Chiesa Cattolica.



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