lunedì 11 luglio 2011

"Ora et labora"



Amante della concretezza e della chiarezza, a
lui si deve il famoso detto: "Ora et labora" (Prega e lavora), che riassume lo spirito evangelico e considera nella vita cristiana la presenza della contemplazione e dell'azione.
Nella meravigliosa terra d'Umbria diede i suoi natali (Norcia) nell'anno 480. La sua condizione di giovane patrizio gli permise di recarsi a Roma dove studiò retorica e filosofia, ma deluso della superficialità dalla vita romana, si ritirò in solitudine in una spelonca di Subiaco, in preghiera e penitenza. Seguito da alcuni discepoli, scelse come dimora la
montagna di Cassino, dove fondò il suo primo Monastero, osservante della preghiera e dedito al lavoro. Elaborò una regola monastica in cui fuse il
genio romano con la sapienza monastica dell'Oriente cristiano. San Benedetto morì nell'anno 547 ed è considerato il patriarca dei monaci d'Occidente.

Se cercano veramente Dio
San Benedetto si è ispirato al principio incontestabile del piano divino: le nostre anime sono fatte per Dio e se non sono orientate a questo fine si trovano in perpetua agitazione ed affanno.
I monaci devono perciò sopra ogni cosa cercare veramente Dio, che diventa centro di unità  dei loro desideri e delle loro azioni. Cercando Dio in ogni cosa, la vita diventa potentemente unitaria. La via per arrivare a Dio è il Cristo sulle cui tracce ilmonaco cammina.

Nel cielo tutte le cose saranno trasparenti
Esse non saranno più ostacoli alla rivelazione di Dio; saranno comew veri specchi che riflettono da angoli diversi lo stesso Volto affabile e amoroso di Dio.

Beato chi cammina nelle vie del Signore (Salmo 111)
Beato l'uomo che teme il Signore 
e trova grande gioia nei suoi comandamenti. 
Potente sulla terra sarà la sua stirpe, 
la discendenza dei giusti sarà benedetta. 
Onore e ricchezza nella sua casa, 
la sua giustizia rimane per sempre.

Spunta nelle tenebre come luce per i giusti, 
buono, misericordioso e giusto. 
Felice l'uomo pietoso che dà in prestito, 
amministra i suoi beni con giustizia. 
Egli non vacillerà in eterno: 
Il giusto sarà sempre ricordato. 

Non temerà annunzio di sventura, 
saldo è il suo cuore, confida nel Signore. 
Sicuro è il suo cuore, non teme, 
finché trionferà dei suoi nemici. 
Egli dona largamente ai poveri, 
la sua giustizia rimane per sempre, 
la sua potenza s'innalza nella gloria. 

L'empio vede e si adira, 
digrigna i denti e si consuma. 
Ma il desiderio degli empi fallisce.

I 72 punti della regola di San Benedetto
*Prima di tutto amare il Signore con tutto il cuore,
con tutta l'anima e con tutte le forze.
*Poi, il prossimo come se stessi.
*Poi, non uccidere.
*Non commettere adulterio.
*Non rubare.
*Non nutrire desideri impuri.
*Non testimoniare il falso.
*Onorare tutti gli uomini.
*E non fare agli altri quello che non si vuole venga fatto a sé.
*Rinunciare a se stesso per seguire Cristo.
*Mortificare il corpo.
*Non darsi ai piaceri.
*Amare il digiuno.
*Ristorare i poveri.
*Vestire l'ignudo.
*Seppellire il morto.
*Soccorrere nella sventura.
*Consolare l'afflitto.
*Tenersi fuori dagli affari del mondo.
*Non anteporre nulla all'amore di Cristo.
*Non agire dominato dall'ira.
*Non covare la vendetta.
*Non portare l'inganno nel cuore.
*Non dare la pace falsa.
*Non mancare mai alla carità.
*Non giurare per non rischiare di giurare il falso.
*Avere la verità nel cuore e sulla bocca.
*Non rendere male per male.
*Non fare ingiustizia ma sopportare con pazienza quella ricevuta.
*Amare i nemici.
*Non ricambiare le maledizioni a chi maledice, anzi benedire.
*Sopportare persecuzioni per la giustizia.
*Non essere superbo.
*Non amante del vino.
*Non un gran mangiatore.
*Non dormiglione. 
*Non pigro.
*Non mormoratore.
*Non detrattore.
*Porre in Dio la propria speranza.
*Quel che alcuno vede in sé di bene non attribuirlo a sé ma a Dio.
*Il male sappia invece che opera sua e a sé lo attribuisca.
*Temere il giorno del giudizio.
*Avere terrore dell'inferno.
*Desiderare la vita eterna con tutto l'ardore dell'anima
*Considerare ogni giorno con vigilanza e sospetto
la possibilità della morte.
*Vigilare continuamente sugli atti della propria vita.
*Tenere per certo che Dio ci vede in ogni luogo.
*Spezzare subito in Cristo i cattivi pensieri che vengono al cuore e manifestarli al padre spirituale.
*Custodire la bocca dai cattivi discorsi.
*Non mare le troppe chiacchiere.
*Non dire parole inutili o atte a far ridere.
*Non mare il riso frequente e smoderato.
*Ascoltare volentieri le sante letture.
*Ogni giorno, nella preghiera, confessare a Dio con lacrime e gemiti le proprie colpe passate ed emendarsene per l'avvenire.
*Non seguire i desideri della carne.
*Odiare la propria volontà.
*Obbedire a tutto ai comandi dell'abate anche se,disgraziatamente egli facesse altrimenti, memore del precetto del Signore: fate quel che dicono, non fate quello che fanno.
*Non desiderare di essere chiamato santo prima di esserlo.
*Osservare ogni giorno con i fatti i comandamenti di Dio.
*Amare la castità. Non odiare nessuno. Non avere gelosia. Non assecondare l'invidia: Non mare le dispute. Fuggire l'alterigia. Venerare i vecchi. Amare i giovani. Pregare per i nemici nell'amore di Cristo. Tornare in pace con chi si è in discordia prima che tramonti il sole. E mai disperare della misericordia di Dio.
Ecco carissimi amici gli strumenti veri dell'arte spirituale. Chi ha orecchie per intendere...intenda! 

Sull'esempio di San Benedetto chiediamo al Signore 
che ci aiuti a camminare sempre nei Suoi Comandamenti con amore libero e ardente.

Ave Maria!
Maria Maistrini

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Esposizione dei misteri

Il Rosario è composto di venti "misteri" (eventi, momenti significativi) della vita di Gesù e di Maria, divisi dopo la Lettera Apostolica Rosarium Virginis Mariae, in quattro Corone.

La prima Corona comprende i misteri gaudiosi (lunedì e sabato), la seconda i luminosi (giovedì), la terza i dolorosi (martedì e venerdì) e la quarta i gloriosi (mercoledì e domenica).

«Questa indicazione non intende tuttavia limitare una conveniente libertà nella meditazione personale e comunitaria, a seconda delle esigenze spirituali e pastorali e soprattutto delle coincidenze liturgiche che possono suggerire opportuni adattamenti» (Rosarium Virginis Mariae, n. 38).

Per aiutare l'itinerario meditativo-contemplativo del Rosario, ad ogni "mistero" sono riportati due testi di riferimento: il primo della Sacra Scrittura, il secondo del Catechismo della Chiesa Cattolica.



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