sabato 16 aprile 2011

Celebrando il Signore lodiamo Maria

Celebrando il Signore lodiamo Maria

  

Con Nostra Signora verso la Pasqua
II tinerario lliturgico quaresimale messaggi delle apparizioni mariane. Tre preciisii iimpegni.
Si è fatto notare che nei santuari mariani non c'è bisogno di ricorrere a particolari strategie pastorali – ciò che invece devono inventarsi le parrocchie – per indurre i fedeli alla frequenza dei sacramenti, poiché nei santuari essi «sono ricevuti molto spontaneamente». «I santuari (sono) isole felici per la Confessione... In questi luoghi sono tantissimi quelli che si accostano al Sacramento della penitenza. Ed è anche la dimostrazione della bontà di una sana devozione popolare, che a volte però viene guardata con troppo sospetto» (G.F. Girotti). Di fronte a questo sospetto, ingiustificato oltreché infondato, ci chiediamo: esiste continuità, complementarità, o contrapposizione, inconciliabilità tra la liturgia, culto ufficiale della Chiesa e il culto popolare proposto dalle apparizioni mariane? A. Van Gennep negli anni '40 del '900 sosteneva: «Il culto popolare e il culto ufficiale si muovono su due piani differenti ». Ma P. Toschi rispondeva: «Nella maggioranza dei casi si constata che si tratta piuttosto di elementi integrativi e complementari attraverso i quali le classi umili manifestano la loro partecipazione con i sentimenti e con la fede ai riti della Chiesa» (cf Culto popolare, in Enciclopedia cattolica 4, 1049-50). Abitualmente chi frequenta le liturgie nei santuari si reca pure nella propria parrocchia per parteciparne alla vita liturgica. Vediamo questa complementarità in rapporto alla Quaresima e alle esortazioni materne della Vergine in alcune apparizioni..
Il Santuario (1571) di Caravaggio (Bergamo).
Il Santuario (1571) di Caravaggio (Bergamo).
1. Quaresima, tempo di penitenza e di conversione. Almeno dal III sec., il tempo quaresimale è sempre stato considerato un "momento forte" tra i cicli dell'anno liturgico, perché «tempo privilegiato per la penitenza in preparazione alla Pasqua». Per il Vaticano II i 40 giorni quaresimali rivestono una duplice caratteristica: 1) memoria del Battesimo per i fedeli e preparazione dei catecumeni all'iniziazione cristiana (Sacrosanctum Concilium = SC 109); 2) tempo di conversione: «La penitenza non sia soltanto interna e individuale, ma anche esterna e sociale» (SC 110). La liturgia il Mercoledì delle ceneri annuncia: «Ecco ora il momento favorevole, ecco ora il giorno della salvezza» (2Cor 6,2: II Lettura). Tempo di penitenza e di conversione, la Quaresima va santificata con la preghiera più frequente, opere di carità e di penitenza (mortificazione e digiuno), per sfociare nella Confessione sacramentale, «seconda tavola di salvezza dopo il naufragio» del peccato (cf san Tommaso d'Aquino, S. Th. III, q. 84, a. 6 e Prefazio della penitenza). A Lourdes il messaggio, decisamente penitenziale, è riassunto nella triade: preghiera, penitenza e carità. Il 25 febbraio 1858 la Vergine ripete tre volte: «Penitenza! Penitenza! Penitenza!». A Fatima, che riecheggia il messaggio di Lourdes, la bianca Signora, «venuta per esortare i fedeli a cambiare vita», raccomanda ai tre pastorelli con insistenza di pregare per i peccatori, la recita del rosario e la penitenza riparatrice. A Medjugorje i messaggi invitano a pregare quotidianamente per la pace, la conversione dei fedeli e per i peccatori e a tutti chiedono preghiera costante, il rosario e vita sacramentale (Confessione mensile, Messa e Comunione quotidiana).
T. Sarrocchi, La Carità (1868), Piazza del Campo, Siena. Foto BONOTTO.
T. Sarrocchi, La Carità (1868), Piazza del Campo, Siena. Foto BONOTTO.
2. Le opere della penitenza quaresimale. Nel Vangelo del Mercoledì delle ceneri Gesù indica tre precisi impegni: elemosina, preghiera e digiuno (Mt 6,1-18). La Colletta della III Domenica di Quaresima prega: «O Dio misericordioso... tu ci hai proposto a rimedio del peccato il digiuno, la preghiera e le opere di carità fraterna». Digiuno. Tradizionalmente il mercoledì e il venerdì sono giorni penitenziali. La Didaché (Dottrina dei dodici Apostoli, fine del I sec.-inizio del II sec.), prescrive: «I vostri digiuni non siano come quelli degli ipocriti: essi li fanno al lunedì e al giovedì...; voi invece digiunate il mercoledì e il venerdì» (8,1). Questa tradizione, mai smentita dalla Chiesa nel corso dei secoli, è ribadita dalla Vergine nelle apparizioni. A Caravaggio il 26 maggio 1432 ella chiede alla giovane Giannetta Varoli: «Voglio che tu dica a tutti e a ciascuno che digiunino a pane e acqua ogni venerdì in onore di mio Figlio e che, dopo il Vespro, per devozione a me, festeggino ogni sabato». In Egitto il rito copto, fin dai secc. VI-VII, nel mese Kiahk (10 dicembre- 8 gennaio), fa memoria della Vergine nella liturgia quotidiana; almeno dal sec. XI ha aggiunto il digiuno, per ricordare e onorare il digiuno della Vergine in prossimità della nascita di Gesù. A Medjugorje la Vergine chiede il digiuno alimentare: pane e acqua al mercoledì e venerdì, ma anche il digiuno inteso come astinenza da tabacco, tv, divertimenti sfrenati e illeciti.AFatima il digiuno, associato alla mortificazione, è di riparazione per i peccatori e di preservazione dalle pene dell'inferno. Il 13 luglio 1917 la Vergine esorta: «Sacrificatevi per i peccatori e dite molte volte: "Gesù, per amor vostro"». E aggiunge: «Avete visto l'inferno, dove cadono le anime dei poveri peccatori. Per salvarle, Dio vuole stabilire nel mondo la devozione al mio Cuore immacolato». Dopo il 19 agosto 1917 i tre veggenti decidono: «Non più giochi, ma preghiera e digiuno». Preghiera. La Vergine a Lourdes raccomanda: «Pregherai Dio per i peccatori ». A Montichiari (Brescia) nel 1946 ella appare vestita di viola e piange. Subito rivolge alla veggente Pierina Gilli una sollecitazione: «Preghiera, sacrificio e penitenza». Ad Eisenberg (Austria) nel 1965 la Vergine predice ad Alosia che cadrà la cortina di ferro (comunismo ateo) con la forza della preghiera e del sacrificio. Opere buone. La Chiesa nel periodo quaresimale chiede che la riconciliazione con il Signore si manifesti in una rinnovata comunione con i fratelli e si traduca in opere di misericordia e nel servizio del prossimo. Opere che, oltre a coprire una moltitudine di peccati, aiutano a vincere i vizi e a liberarsi dal peccato. Nell'apparizione di Garabandal (Spagna) il 13 novembre 1965 a Conchita, che chiede di poterla seguire, la Vergine rivolge queste significative parole: «Prima devi riempirti le mani di opere buone, compiute per i tuoi fratelli e sorelle e per l'amore di Dio. Adesso sono vuote». A Medjugorje l'invito a vivere da figli di Maria si traduce nell'operare per la pace, la riconciliazione, la conversione e la preghiera comunitaria.
G. della Robbia, Le sette opere di misericordia. Visitare gli infermi (1525 ca.), Ospedale del Ceppo, Pistoia. Foto BONOTTO.
G. della Robbia, Le sette opere di misericordia. Visitare gli infermi (1525 ca.), Ospedale del Ceppo, Pistoia. Foto BONOTTO.
3. La quarta via della vita spirituale. In Maria, immagine dell'umanità riconciliata e colei che illumina ai credenti il cammino di conversione e di docilità agli impegni battesimali, in Quaresima rifulgono le tre vie classiche della vita spirituale: 1) via purgativa, 2) via illuminativa, 3) via unitiva o deificante. Ma nella Madre, che sta presso la croce del Figlio per offrire la vittima da lei generata (MC 20; cf LG 58), riscontriamo una quarta via: quella vittimale-olocaustica. Da qui viene il quarto voto di alcuni istituti mariani di vita consacrata: appartenere totalmente a lei, quale sua proprietà, senza alcuna riserva, per meglio servire il Signore e il suo Regno. Si spiega anche il voto di ostia, tipico del 1600-1700 francese: oblazione totale alla Santissima Trinità, dopo il voto di servizio alla Vergine, a Gesù e alle anime. La Vergine corredentrice in Quaresima insegna ai suoi figli a "corredimere": redimere con lei l'umanità per la risurrezione piena di Cristo nella prossima Pasqua. Paolo VI nel 1967 si augurava: «Possa il Cuore immacolato di Maria» indurre «alla frequenza dei santi Sacramenti! » (Signum magnum, 25). Lourdes è la capitale delle Confessioni e la cittadella dell'Eucaristia, Medjugorje il confessionale del mondo, Pompei il santuario delle Confessioni e della laus perennis del rosario. Il miracolo della conversione ad opera dei sacramenti proposto dall'itinerario quaresimale e il miracolo ad opera dei messaggi mariani nelle apparizioni producono gli stessi effetti, raggiungono i medesimi obiettivi. I tempi e le modalità per raggiungerli sembrano diversi, ma in realtà sono complementari tra loro.
(di SERGIO GASPARI, smm)

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Esposizione dei misteri

Il Rosario è composto di venti "misteri" (eventi, momenti significativi) della vita di Gesù e di Maria, divisi dopo la Lettera Apostolica Rosarium Virginis Mariae, in quattro Corone.

La prima Corona comprende i misteri gaudiosi (lunedì e sabato), la seconda i luminosi (giovedì), la terza i dolorosi (martedì e venerdì) e la quarta i gloriosi (mercoledì e domenica).

«Questa indicazione non intende tuttavia limitare una conveniente libertà nella meditazione personale e comunitaria, a seconda delle esigenze spirituali e pastorali e soprattutto delle coincidenze liturgiche che possono suggerire opportuni adattamenti» (Rosarium Virginis Mariae, n. 38).

Per aiutare l'itinerario meditativo-contemplativo del Rosario, ad ogni "mistero" sono riportati due testi di riferimento: il primo della Sacra Scrittura, il secondo del Catechismo della Chiesa Cattolica.



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