lunedì 27 agosto 2012

L'ULTIMA NASCITA


Bisogna abbandonarsi totalmente a Dio ed accettare noi stessi nella gioia e nella sofferenza. La storia dell'umanià è profondamente segnata da sofferenza e da lutti. Sono convinta che attraverso la sofferenza troviamo il 
nostro equilibrio che ci da la possibilità di crescere e di farci uscire da noi stessi, dal nostro guscio. Ci aiuta a fare discernimento tra il bene ed il male, è un pò come uno scultore che ha tra le mani uno scalpello e incide, lavora fino a dare una forma alla sua creatura.

Il tema della sofferenza deve essere affrontato sempre perché ci sarà sempre pianto, dolore, lutto, essi sono parte integrante della vita. Felice colui che è fedele al disegno di Dio e accetta di fare la Sua volontà, se non accettiamo questa realtà dalle mani di Dio che ci accompagna
alla vita e ci conduce alla risurrezione, rischiamo di cedere alla disperazione e a disorientarci.

Solo se ci abbandoniamo totalmente a Dio lasciandoci asciugare da Lui le lacrime riusciamo a sviluppare quell'energie vitali che tendono a maturare in noi... . La vita è così, è fatta di sacrifici,sofferenza, ma anche gioia.

Bisogna accettare se stessi con i propri limiti. Certo portare la croce è difficile e il dolore è duro da accogliere, ma diventa invisibile se ci abbandoniamo totalmente a Dio, perché Egli asciugherà ogni lacrima dai nostri occhi; la morte non esisterà più, non ci saranno più lutto, lamento e dolore.

Quanto è bella questa preghiera sulla sofferenza:
"Il mio penare è una chiavina d'oro... piccola ma che mi apre un gran tesoro. E' Croce, ma è la croce di Gesù: quando l'abbraccio non la sento più. Non ho contato i giorni del dolore; so che
Gesù li ha scritti nel Suo Cuore. Vivo momento per momento allora: il giorno passa come fosse un'ora. Mi han detto che guardata dal di là, la vita tutta un attimo parrà. Passa la vita, vigilia di festa; muore la morte... Il Paradiso resta. Due stille ancora dell'amaro pianto, e di vittoria poi l'eterno canto!"
(Gi. Bigazzi sj).

In conclusione... sulla terra siamo pellegrini e dobbiamo abituarci al pensiero della morte, perchè vivere e nascere in continuazione e morire è altro che l'ultima nascita.

(maria maistrini)

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Esposizione dei misteri

Il Rosario è composto di venti "misteri" (eventi, momenti significativi) della vita di Gesù e di Maria, divisi dopo la Lettera Apostolica Rosarium Virginis Mariae, in quattro Corone.

La prima Corona comprende i misteri gaudiosi (lunedì e sabato), la seconda i luminosi (giovedì), la terza i dolorosi (martedì e venerdì) e la quarta i gloriosi (mercoledì e domenica).

«Questa indicazione non intende tuttavia limitare una conveniente libertà nella meditazione personale e comunitaria, a seconda delle esigenze spirituali e pastorali e soprattutto delle coincidenze liturgiche che possono suggerire opportuni adattamenti» (Rosarium Virginis Mariae, n. 38).

Per aiutare l'itinerario meditativo-contemplativo del Rosario, ad ogni "mistero" sono riportati due testi di riferimento: il primo della Sacra Scrittura, il secondo del Catechismo della Chiesa Cattolica.



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