martedì 4 agosto 2009


Maria segno della Misericordia di Dio

Rivolgendosi alla Vergine con l'appellativo di Madre di Misericordia, i credenti sono introdotti alla vera fonte della misericordia, Dio Padre.

Scriveva San Luigi Grignion da Montfort sul rapporto di Maria con il Padre: "Maria ebbe (durante la sua vita) delle così grandi crescite nella grazia e nella sapienza di Dio, una fedeltà così perfetta al suo amore, da strappare l’ammirazione... a Dio stesso. La sua umiltà profonda fino all’abbassamento totale lo affascinò, la sua purezza tutta divina lo attirò, la sua fede viva e le sue preghiere frequenti e amorose lo forzarono. La Sapienza è amorosamente vinta da così amorose ricerche... Oh, quale fu l’amore di Maria che ha vinto l’Onnipotente!" (cfr. Amore Eterna Sapienza 107).

Maria ha per noi un particolare significato: donna del popolo dell’Alleanza, ha corrisposto fedelmente al piano salvifico di Dio, ridonando all’umanità la capacità di sperare nella salvezza, nella manifestazione del volto materno di Dio, che spinge a fare la sua volontà (cf Lc 1,38): "Volle il Padre delle misericordie che l’accettazione della predestinata madre precedesse l’incarnazione, perché così, come una donna aveva contribuito a dare la morte, una donna contribuisse a dare la vita". (cfr. LG56)

Nella tradizione cattolica, Maria è l’Immacolata, la creatura preservata da ogni macchia di peccato per pura misericordia di Dio. A tale proposito M.D. Philippe affermava: "La misericordia, dunque, l’avvolge fin dal punto di partenza, totalmente e completamente; tutta la sua vita non cessa dal ricevere con pienezza la misericordia di Dio.

Questa misericordia è destinata a introdurla nell’amore, ma è un amore che prende una sfumatura speciale poiché, quando l’amore di Dio è comunicato ad una creatura, prende necessariamente la forma d’un amore di misericordia [...].

Se comprendiamo come Maria è il capolavoro di questa misericordia, avremo in qualche modo la chiave per penetrare in tutte le misericordie del Padre per viverle".

La scelta di Maria da parte del Padre si fonda sull’estrema gratuità del suo amore paterno, che la rende "piena di grazia" (cfr. Lc 1,28). Il Padre ha riversato in lei la pienezza della sua misericordia, in vista della sua maternità messianica. Maria è stata colmata di grazia a priori, in quanto scelta per essere madre del Figlio di Dio incarnato. La pienezza di grazia è indice della sua santità, della sua consacrazione da parte di Dio, della sua missione.

Sandro Botticelli, Madonna del Magnificat, Galleria degli Uffizi, Firenze.
Sandro Botticelli, Madonna del Magnificat, Galleria degli Uffizi, Firenze.

Maria, la più umile delle creature

Il "sì" e il Magnificat sono la risposta di Maria alla misericordia del Padre. Nel Magnificat Maria proclama: "Grandi cose ha fatto in me l’Onnipotente e Santo è il suo nome: di generazione in generazione la sua misericordia si stende su quelli che lo temono [...]. Ha soccorso Israele, suo servo, ricordandosi della sua misericordia" (Lc 1,50.54).

Etienne Binet, uno dei mariologi più noti del secolo XVII, fa pronunciare a Maria parole di lode alla misericordia di Dio: "Dio, vedendo la mia umiltà o, piuttosto, la mia bassezza, preso da compassione, m’ha riempita di tutti i suoi favori; si è compiaciuto di mettere tutto in chi era nulla, e l’immensità delle sue misericordie nell’immensità delle mie miserie. Più mi colma di grazie, più rientro nel mio nulla e confesso ingenuamente la mia indegnità e debolezza. Per questo tutte le generazioni mi proclameranno beata. Non è per motivo delle mie personali qualità, no; di me infatti non ho che me, ed è ben poca cosa; ma mi si dirà beata perché ho ricevuto dalla carità infinita del mio Dio un mondo di misericordie".

Il tema del Magnificat è fondamentalmente quello dell’amore del Padre verso gli umili e i poveri. Per questo Dio ha scelto per il suo disegno salvifico una vergine povera e umile. E Maria, col Magnificat, diventa segno della misericordia del Padre verso tutti gli uomini.

Il Magnificat è il cantico della donna forte, che rivendica i diritti di Dio e che fa intravedere il nuovo ordine che si instaurerà alla venuta del regno.

Maria diventa profetessa della misericordia del Padre e anche sua icona: infatti, ella conosce come nessun altro il mistero della misericordia che raggiunge il suo culmine sul Calvario.

La Vergine che a Natale è diventata Madre di Gesù, permettendo alla misericordia di Dio di incarnarsi, sul Calvario diventa Madre della Chiesa, dilatando le sue viscere di misericordia verso tutti i figli: anche per questo la misericordia del Signore si estenderà di generazione in generazione, assumendo in Maria una connotazione doppiamente materna e concreta.

Bradi Barth, Maria Auxilium Christianorum.
Bradi Barth, Maria Auxilium Christianorum.

Maria, Madre di misericordia

È, quindi, a partire dal dato scritturistico che la Chiesa si è appellata con fiducia alla protezione misericordiosa di Maria, come testimonia l’invocazione della fine del III secolo: "Sotto la tua misericordia, ci rifugiamo". Nel primo millennio troviamo numerose testimonianze circa la clemenza, la bontà e la misericordia di Maria.

Sembra che sia stato Giacomo di Saroug (+ 521) ad attribuire per primo a Maria il titolo di "Madre della misericordia", titolo che poi sarà diffuso in Occidente soprattutto nel Medioevo latino, come dimostra la preghiera mariana della Salve, Regina (secolo X). Romano il Melode (prima metà del VI secolo) canta in un suo inno che "al Misericordioso conviene una madre misericordiosa".

Nella vita di Maria di Massimo il Confessore (+ 662), pubblicata solo nel 1986, a proposito degli ultimi anni della Beata Vergine si dice: "La sua misericordia non era solo per i parenti e i conoscenti, ma anche per gli estranei e i nemici, perché era veramente la Madre della misericordia, la Madre del Misericordioso [...], la madre di colui che per noi s’incarnò e fu crocifisso, per effondere su di noi, nemici e ribelli, la sua misericordia".

In alcuni tropari mariani di Andrea da Creta (+ 740) si prega: "Con occhio misericordioso guarda la mia anima peccatrice: io dalle opere non traggo salvezza, o Signora immacolata". / "Dopo aver irrigato, o Pia, col rivo della tua misericordia l’anima mia resa arida dai peccati, rendimi fecondo nella virtù". / "Solleva con la ricchezza della tua misericordia l’anima mia resa misera dai peccati, o Genitrice di Dio".

Giuseppe Studita (+ 832), fratello del più noto Teodoro, in un’ode a Maria prega: "Quale misericordiosa Madre di Dio guarisci le anime ed i corpi resi gravemente malati dalle passioni del peccato".

Giovanni di Paolo, Madonna del manto misericordioso, San Clemente dei Servi, Siena. A sinistra: Madre della Misericordia, Berlino, Museum Ehemalige (1480 circa).
Giovanni di Paolo, Madonna del manto misericordioso, San Clemente dei Servi, Siena.
A sinistra:
Madre della Misericordia, Berlino, Museum Ehemalige (1480
circa).

"Gli occhi di Maria sono rivolti verso i giusti e verso i peccatori"

Commentando l’invocazione "Rivolgi a noi quegli occhi tuoi misericordiosi", Sant’Alfonso chiama Maria la madre che è "tutta occhi, al fine di sovvenire noi miseri su questa terra". Riporta anche un detto di Riccardo di San Lorenzo per il quale, se gli occhi di Dio sono rivolti verso i giusti (cfr Sal 33,16), quellidi Maria sono rivolti verso i giusti e verso i peccatori: "Poiché gli occhi di Maria sono occhi di madre, e la madre non solo guarda il suo fanciullo perché non cada, ma ancora perché caduto lo vada a sollevare".

E ancora: "Scrisse San Bernardo che Maria si è fatta ogni cosa a tutti e a tutti apre il seno della sua misericordia, acciocché tutti ne ricevano, lo schiavo il riscatto, l’infermo la salute, l’afflitto il conforto, il peccatore il perdono, Dio la gloria; e con ciò non vi sia, giacché ella è sole, chi non partecipi del suo calore".

A sua immagine e somiglianza, la Chiesa, la quale contempla l’arcana santità di Lei e ne imita la carità e adempie fedelmente la volontà del Padre, per mezzo della parola di Dio accolta con fedeltà, diventa essa pure madre, poiché con la predicazione e il Battesimo genera a una vita nuova e immortale i figlioli, concepiti per opera dello Spirito Santo e nati da Dio (cfr LG 64).

Giuseppe Daminelli

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Il Rosario è composto di venti "misteri" (eventi, momenti significativi) della vita di Gesù e di Maria, divisi dopo la Lettera Apostolica Rosarium Virginis Mariae, in quattro Corone.

La prima Corona comprende i misteri gaudiosi (lunedì e sabato), la seconda i luminosi (giovedì), la terza i dolorosi (martedì e venerdì) e la quarta i gloriosi (mercoledì e domenica).

«Questa indicazione non intende tuttavia limitare una conveniente libertà nella meditazione personale e comunitaria, a seconda delle esigenze spirituali e pastorali e soprattutto delle coincidenze liturgiche che possono suggerire opportuni adattamenti» (Rosarium Virginis Mariae, n. 38).

Per aiutare l'itinerario meditativo-contemplativo del Rosario, ad ogni "mistero" sono riportati due testi di riferimento: il primo della Sacra Scrittura, il secondo del Catechismo della Chiesa Cattolica.



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