giovedì 5 aprile 2012
"TUTTO E' COMPIUTO"
GESÙ MUORE IN CROCE E CI LASCIA MARIA COME MADRE
Questa mattina, alziamo lo sguardo e fissiamo la Croce. Guardare la Croce significa guardare il volto della nostra speranza: Dio si è lasciato
massacrare e crocifiggere per amore nostro, si, Egli ha "sete" del nostro amore, di vederci felici e liberi di volare.
Guardiamo Maria che sotto la Croce, rinnova il suo "si" alla volontà del
Padre e con lei percorriamo la strada del nostro calvario. Lei ci aiuterà
ad accogliere il mistero e ad essere trasfigurati e illuminati dall'Amore di
Dio "mistero di luce"
Ave Maria!
(maria maistrini)
mercoledì 4 aprile 2012
Preghiamo per gli ammalati
Signore, colui che tu ami è infermo. Io ardisco umilmente supplicarti che non sia mortale la sua malattia. Ma che serva alla gloria tua ed alla sua santificazione. Signore, durante il corso della tua vita terrena guaristi tutti gli ammalati che ti venivano presentati durante le preghiere. Lo so non merito di essere esaudita; ma, Signore, ascolta la voce del tuo cuore, di quel cuore che ha tanto amato gli uomini, cuore tenero e pietoso verso di noi, se vuoi, puoi guarire questo povero ammalato. Guariscilo o Signore, se lo vuoi, fa che la sua malattia corporale possa essere balsamo per la sua anima, e crescita spirituale per noi. Da a lui la penitenza e a noi la carità. Amen
(maria maistrini)
sabato 31 marzo 2012
Vieni, Signore Gesù! Hosanna!
Andando incontro alla morte, Gesù inizia il suo ritorno nella gloria del Padre.
Amatissimi, la Settimana, che inizia con la Domenica delle Palme, è il centro focale di tutto l'anno liturgico. In questa settimana, più di ogni altro tempo, l'anima cristiana attinge alla sorgente stessa della salvezza e raccoglie in abbondanza i frutti della redenzione.
Durante la Quaresima, la liturgia ci ha preparati a questi santi giorni. Ora dovremmo essere in grado di cogliere la realtà racchiusa nei segni e nei simboli, disponendoci a vivere con ardore il mistero pasquale di conversione e di ritorno a
Dio con tutto il nostro cuore.
Facciamo il punto della settimana santa: da lunedì al giovedì, ci incontriamo con Cristo nel mistero della salvezza, nei suoi aspetti più tristi: il peccato e le sue conseguenze, il tradimento degli uomini e l'infinita condiscendenza di Dio.
Questi sono i giorni dell'amarezza per il nostro Salvatore, perché si trova dinanzi all'incomprensione umana, ma devono essere anche per noi giorni tristi perché abbiamo cooperato a questa amarezza. Siano anche i giorni del pentimento, della confessione, della espiazione, della risurrezione.
S. Agostino ci esorta: "Bisogna che le membra di Cristo (che siamo noi, cristiani) sostengano con lui la loro parte di dolore, per godere con lui la loro parte di gloria".
Ave Maria!
Maria Maistrini
giovedì 29 marzo 2012
Ave Maria!
AVE MARIA!
m.maistrini
lunedì 26 marzo 2012
domenica 25 marzo 2012
SMETTI DI CERCARE DIO NEI LIBRI...NON E' LI CHE LO TROVERAI
La strada che conduce alla conversione passa attraverso la completa accettazione di se stesso e del prossimo, attraverso la consapevolezza che quella terrena non è una vita di solitudine ma di costante comunione con Dio, al quale, in ogni momento della nostra esistenza, possiamo affidare le nostre paure e le nostre sofferenze...
Se vuoi trovare Dio, accoglilo ora. Smetti di cercaLo nei libri... non è lì che lo troverai. Apri il tuo cuore. Dio è una presenza viva nella tua vita, convertiti e lo sperimenterai anche tu.
Non trattenere la carica d'amore che hai dentro...non respingere
l'amore che gli altri decidono di donarti... Non fuggire il dolore che ti sta intorno...dona sostegno, e Dio sosterrà te.
Dio ha tanto amato il mondo da dare il Suo unigenito Figlio, perché chi crede il Lui non muoia ma abbia la vita eterna.
Questo immenso amore deve guidare i nostri gesti quotidiani, deve animare i nostri cuori, senza lasciare che orgoglio, invidia, rabbia e materialismo prendano il sopravvento e ci rendano foglie gialle d'autunno, ormai senza vita e sballottate a destra e a manca dal vento del peccato, senza ormai una direzione...
Siamo stati creati per amore...e l'amore vuole amore...sempre.
Ave Maria!
Maria Maistrini
mercoledì 21 marzo 2012
Mostrami, Signore, la tua via
martedì 20 marzo 2012
LA VIA CRUCIS DEL SOFFERENTE
La Via Crucis della GMG: meditazioni sulle sofferenze degli uomini
lunedì 19 marzo 2012
Disponiamo i nostri cuori alla festa di San Giuseppe, sposo della Vergine Maria
Dio onnipotente, che hai voluto affidare gli inizi della nostra redenzione alla custodia premurosa di san Giuseppe, per sua intercessione concedi alla tua Chiesa di cooperare fedelmente al compimento dell'opera di salvezza. Prima Lettura 2 Sam 7,4-5a.12-14a.16 Il Signore Iddio gli darà il trono di Davide, suo padre. Dal secondo libro di Samuele In quei giorni, la parola del Signore fu rivolta a Natan: «Va' e riferisci al mio servo Davide: Dice il Signore: Quando i tuoi giorni saranno compiuti e tu giacerai con i tuoi padri, io assicurerò dopo di te la discendenza uscita dalle tue viscere, e renderò stabile il suo regno. Egli edificherà una casa al mio nome e io renderò stabile per sempre il trono del suo regno. Io gli sarò padre ed egli mi sarà figlio. La tua casa e il tuo regno saranno saldi per sempre davanti a me e il tuo trono sarà reso stabile per sempre». Salmo Responsoriale Dal Salmo 88 Tu sei fedele, Signore, alle tue promesse. Canterò senza fine le grazie del Signore, con la mia bocca annunzierò la tua fedeltà nei secoli, perché hai detto: «La mia grazia rimane per sempre» ; la tua fedeltà è fondata nei cieli. Dice il Signore: «Ho stretto un'alleanza con il mio eletto, ho giurato a Davide mio servo: stabilirò per sempre la tua discendenza, ti darò un trono che duri nei secoli. Egli mi invocherà: Tu sei mio padre, mio Dio e roccia della mia salvezza. Gli conserverò sempre la mia grazia, la mia alleanza gli sarà fedele». Seconda Lettura Rm 4,13.16-18.22 Abramo sperò contro ogni speranza. Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani Fratelli, non in virtù della legge fu data ad Abramo o alla sua discendenza la promessa di diventare erede del mondo, ma in virtù della giustizia che viene dalla fede. Eredi quindi si diventa per la fede, perché ciò sia per grazia e così la promessa sia sicura per tutta la discendenza, non soltanto per quella che deriva dalla legge, ma anche per quella che deriva dalla fede di Abramo, il quale è padre di tutti noi. Infatti sta scritto: Ti ho costituito padre di molti popoli; [è nostro padre] davanti al Dio nel quale credette, che dà vita ai morti e chiama all'esistenza le cose che ancora non esistono. Egli ebbe fede sperando contro ogni speranza e così divenne padre di molti popoli, come gli era stato detto: "Così sarà la tua discendenza". Ecco perché gli fu accreditato come giustizia. Canto al Vangelo Sal 111,7 Gloria a te, o Cristo, Verbo di Dio. Nel tempo pasquale: Alleluia, alleluia. Saldo è il cuore del giusto, che confida nel Signore. Vangelo Mt 1,16.18-21.24a Giuseppe fece come gli aveva ordinato l'angelo del Signore. Dal vangelo secondo Matteo Giacobbe generò Giuseppe, lo sposo di Maria, dalla quale è nato Gesù chiamato Cristo. Ecco come avvenne la nascita di Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. Giuseppe suo sposo, che era giusto e non voleva ripudiarla, decise di licenziarla in segreto. Mentre però stava pensando a queste cose, ecco che gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa, perché quel che è generato in lei viene dallo Spirito Santo. Essa partorirà un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati». Destatosi dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l'angelo. Commento 19 Marzo, festa del papà, altra occasione per spendere tra regali e bignè (Zeppole) di San Giuseppe. Ma al di là del consumo, una festa di nobile origine, pare, proveniente dagli Stati Uniti nel lontano 1900, quando una donna volle dedicare un giorno speciale al suo papà nel mese di giugno. Nel passaggio dall'oltreoceano si pensò di festeggiare il giorno della festa di S. Giuseppe, che all'inizio era una festa nazionale, ma successivamente fu abrogata. Si pensò al papà di Gesù perché come Maria, San Giuseppe è un Santo molto importante e molto popolare, anche se nei Vangeli non viene riportato alcuna sua parola, ma in modo semplice e nello stesso tempo completo, solo due caratteristiche e cioè: "uomo obbediente" e "uomo giusto", non solo qualità, dunque, infatti il suo è il modello di papà terreno per eccellenza. La vita di Giuseppe fu travolta da progetti di Dio da lui incomprensibili, ma nonostante tutto si è lasciato guidare essendo appunto "uomo giusto" cioè un uomo che vive di fede e vive la fede. Il progetto di Dio non lo conosce; Dio non gli spiega nulla ma lui obbedisce. Si fida di Dio. Giuseppe non dice Sì! solo con le parole ma con tutta la sua vita senza pretendere spiegazioni; la fede è accettare nell'amore e poi comprendere camminando nella luce di Dio. Noi, ordinariamente, desideriamo prima capire e poi camminare ma così facendo non entriamo nella logica dell'amore fiducioso e non comprendiamo e non ci "auto-comprendiamo" mai. L'obbedienza nella fede è dunque il criterio interpretativo della realtà della nostra vita e della realtà in cui siamo immersi. Giuseppe è l'uomo del silenzio. Potremmo oggi dire anche della calma e della pace. Oggi è difficile trovare il silenzio e anche quando forzatamente cerchiamo il silenzio in una gita "fuori porta" o in una vacanza quel silenzio non lo troviamo perché il silenzio è una qualità che scaturisce da un dono di Dio, dallo Spirito Santo. E' un dono e una virtù. Insomma il silenzio è arte. Il silenzio non è un sentire o meno materialmente con l'orecchio. Il silenzio và in un certo modo studiato praticato e coltivato. Il silenzio di Giuseppe come è stato fecondo! Lo è stato perché anzitutto egli era un uomo pieno, compiuto. Cioè una persona affidabile, stabile; una persona matura, diremmo oggi. La cui parola ha un valore e il cui scegliere pesa. San Giuseppe Padre Putativo di Gesù e vero sposo di Maria, prega per noi Maria Maistrini. |
domenica 18 marzo 2012
La Passione di Gesù
E' un documento, una testimonianza d'amore , è fede vissuta concretamente.
E' facile parlare della Croce quando non la si sperimenta, io la vivo giorno per giorno, è la mia fede, mi fa spostare le montagne, i macigni che albergano nel mio cuore.SS
La Passione di Gesù
I soldati si avvicinano a Gesù, lo prendono con violenza, lo trascinano fuori dal pretorio e preparano la sua crocifissione; quindi lo riportano di nuovo nel cortile dove prima è stato flagellato, poi lo rivestono di porpora e gli mostrano la Croce.
Ma Gesù non potendo aprire i Suoi meravigliosi occhi perchè doloranti per il tormento delle spine, gli infami gli sollevano le palpebre perchè Egli possa vedere dinanzi a se il Suo olocausto.
Quando medito la via della Croce non posso fare a meno di pensare anche a quella che ha dovuto percorrere il mio amato sposo. Penso i tormenti che ha dovuto patire, la paura e l'angoscia che gli sono stati compagni di viaggio, il baratro, il buio e la solitudine. Il suo bellissmo volto completamente deformato, i suoi occhi luminosi tumefatti, il suo grido di dolore. Alla mente si mescolano le scene del Calvario di Gesù con quelle di Bruno (mio marito). Gesù cade diverse volte, ed oppresso dal peso della Croce, stanco per i patimenti sofferti e sfinito per la eccessiva perdita di sangue, trema in tutto il Suo tormentato corpo e cade con la faccia per terra. Bruno massacrato dal peso dei massi che gli cadono addosso, trema e cade con la faccia per terra (a quaranta metri di profondità). Gesù appena riesce a rimettersi in piedi ed aperto gli occhi per la forza dello stesso spasimo, ecco che si incontra con lo sguardo dell'afflittissima Sua Madre, che fattasi strada tra la folla lo contempla, ed in quei sguardi penetra tutta la forza del loro amore e del loro ineffabile dolore. O Gesù mio se avessi potuto anch'io aiutarTi a portare la pesante Croce e quella del mio amato sposo. Mi consola il fatto che Tu ti sei caricato il peso di tutti i peccati del mondo e quando la Tua Croce bagnata dal Tuo preziosissimo Sangue viene poggiata sulle spalle del Cireneo, sono sicura che in quell'attimo Tu hai sollevato il macigno dal corpo di Bruno e hai preso su di Te tutta la mia e la sua sofferenza. Quella sofferenza e quel vuoto che mi hanno condotta a Te e mi hanno fatto comprendere ed apprezzare la grandezza degli eterni beni del Cielo.
Maria Maistrini
Il Santo Rosario del Vaticano...pregate con me!!!
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Il Rosario è composto di venti "misteri" (eventi, momenti significativi) della vita di Gesù e di Maria, divisi dopo la Lettera Apostolica Rosarium Virginis Mariae, in quattro Corone.
La prima Corona comprende i misteri gaudiosi (lunedì e sabato), la seconda i luminosi (giovedì), la terza i dolorosi (martedì e venerdì) e la quarta i gloriosi (mercoledì e domenica).
«Questa indicazione non intende tuttavia limitare una conveniente libertà nella meditazione personale e comunitaria, a seconda delle esigenze spirituali e pastorali e soprattutto delle coincidenze liturgiche che possono suggerire opportuni adattamenti» (Rosarium Virginis Mariae, n. 38).
Per aiutare l'itinerario meditativo-contemplativo del Rosario, ad ogni "mistero" sono riportati due testi di riferimento: il primo della Sacra Scrittura, il secondo del Catechismo della Chiesa Cattolica.
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