VIA CRUCIS CON GIOVANNI PAOLO II
Desideriamo perseverare nella preghiera con Maria, Madre del nostro Signore e Maestro: con Te, Madre della speranza. Affidiamo e offriamo a Te, ancella del Signore, tutto il patrimonio del Vangelo, della Croce, della Risurrezione di cui noi tutti siamo testimoni, apostoli. dall'omelia nella basilica di nostra Signora di Guadalupe, Messico, 27 gennaio 1979.
Vi prego: conservate la fedeltà a Cristo, alla Sua Croce, alla Chiesa e ai Suoi pastori. dal discorso ai polacchi, 23 ottobre 1978.
Prima Stazione: GESU' E' CONDANNATO A MORTE
Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo perché con la tua santa croce hai redento il mondo.
DALLA PAROLA DI DIO
Pilato fece condurre fuori Gesù, e sedette in tribunale. Disse ai Giudei: «Ecco il vostro re!». Ma essi gridarono: «Via, via, crocifiggilo!». Pilato domandò loro: « Dovrò crocifiggere il vostro re? ». Risposero i gran sacerdoti: « Noi non abbiamo altro re che Cesare ». Allora lo consegnò loro perché fosse crocifisso. Gv. 19, 13-16
DALLA PAROLA DEL PAPA
Il Cristo-Figlio di Dio ha accettato la morte come necessità di natura, come parte inevitabile della sorte dell'uomo sulla terra. Gesù Cristo ha accettato la morte come conseguenza del peccato. Gesù Cristo ha accettato la morte in pegno di ubbidienza a Dio, al fine di restituire allo spirito umano il pieno dono dello Spirito Santo. Gesù Cristo ha accettato la morte per vincere la morte nella essenza stessa del suo perenne mistero. dall'omelia per il mercoledì delle ceneri, 28 febbraio 1979.
Preghiamo: Guarda, Signore, questa tua famiglia, per la quale il Figlio tuo non ha esitato a consegnarsi nelle mani dei carnefici e a patire il supplizio della croce.. Per Cristo nostro Signore. Amen.
Tutti: Gloria al Padre... Stabat Mater dolorosa iuxta crucem lacrimosa dum pendebat Filius.
Seconda Stazione: GESU' E' CARICATO DELLA CROCE
Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo perché con la tua santa croce hai redento il mondo.
DALLA PAROLA DI DIO
I Giudei presero Gesù e lo condussero via dal pretorio. Ed egli, portando su di sé la croce, uscì verso il luogo, detto Cranio, in ebraico Golgota. Gv. 19, 16
DALLA PAROLA DEL PAPA
Gesù il Cristo andò verso la morte con tutta la sua consapevolezza messianica. Sapeva che portava in se stesso e sulla sua croce il destino dell'umanità intera e del mondo. Flagellato, coronato di spine per ludibrio, portò sul monte Calvario, insieme con tutto il peso della Croce, la verità della umana sofferenza, dell'umiliazione, del vituperio, delle torture, dell'agonia e della morte. da Segno di contraddizione, Milano 1977, p. 98
Preghiamo: Dio, nostro Padre, nella tua bontà hai voluto che il nostro Salvatore patisse la morte di croce per dare l'esempio di umiltà agli uomini, concedi che diveniamo discepoli della sua passione e partecipi della sua risurrezione. Per Cristo nostro Signore. Amen.
Tutti: Gloria al Padre... Cuius animam gementem contristatam et dolentem pertransivit gladius.
Terza Stazione: GESU' CADE LA PRIMA VOLTA
Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo perché con la tua santa croce hai redento il mondo.
DALLA PAROLA DI DIO
E condussero Gesù ad essere crocifisso. Mt. 27, 31
Egli ha portato i nostri mali, egli ha sopportato i nostri dolori: e noi lo abbiamo considerato un battuto, colpito da Dio e umiliato. Ma egli è trafitto per le nostre prevaricazioni, è colpito per i nostri peccati; il castigo che ci avrebbe apportato la salute è ricaduto sopra di lui e nelle sue piaghe sta la guarigione per noi. Is. 53, 4-5
DALLA PAROLA DEL PAPA
Il Cristo f u il segno al quale ci si opponeva, e questa opposizione non ci stupisce; vogliamo solo unirci a Lui ancora di più. Prendiamo questa opposizione su di noi, perché è un'opposizione al bene, alla salvezza degli uomini, alla loro eterna unione a Dio. Preghiamo di essere sempre fedeli al Cristo, preghiamo perché i nostri giovani gli siano sempre fedeli. dal discorso alla processione del Corpus Domini in Cracovia, 13 giugno 1976.
Preghiamo: O Dio onnipotente, guarda all'umanità, sfinita per una debolezza mortale, e concedile di riprendere vita per la Passione del tuo unico Figlio che vive e regna nei secoli dei secoli. Amen.
Tutti: Gloria al Padre... O quam tristis et afflicta fuit illa benedica Mater Unigeniti!
Quarta Stazione: GESU' INCONTRA SUA MADRE
Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo perché con la tua santa croce hai redento il mondo.
DALLA PAROLA DI DIO
Simeone parlò a Maria, sua madre: « Egli è qui per la rovina e la risurrezione di molti in Israele, segno di contraddizione perché siano svelati i pensieri di molti cuori. E anche a te una spada trafiggerà l'anima ». Lc. 2, 34-35
DALLA PAROLA DEL PAPA
Gesù Cristo - vero Dio e vero Uomo - era sicuro di sua Madre nello svolgere la sua missione, nel quadro del suo grande dovere, e nel compiere la volontà del Padre. Era sicuro di
sua Madre... Era sicuro del suo cuore, di quel cuore, cioè, che lo aiutò ad esprimere in maniera umana, nelle categorie del pensare e sentire umano, il grande cuore del Padre.
Quel cuore di madre non lo deluse nella difficile ora del Getsemani e del Calvario. Egli l'ebbe infatti vicino a sé sulla strada che conduceva dal pretorio di Pilato al monte Calvario quando portò la croce, e nel momento del suo ultimo respiro. da Segno di contraddizione, Milano 1977, p. 82
Preghiamo: O Padre, che hai voluto che accanto al tuo Figlio fosse presente la sua Madre addolorata, fa' che la tua santa Chiesa, associata con lei alla passione d? Cristo, partecipi alla gloria della risurrezione. Per Cristo nostro Signore. Amen.
Tutti: Ave, Maria... Quae moerebat et dolebat pia Mater, dum videbat, nati poenas incliti.
Quinta Stazione: SIMONE DI CIRENE PORTA LA CROCE DI GESU'
Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo perché con la tua santa croce hai redento il mondo.
DALLA PAROLA DI DIO
Poi lo condussero fuori per crocifiggerlo. Allora costrinsero un tale che passava, un certo Simone di Cirene che veniva dalla campagna, a portare la croce. Mc. 15, 20-21
DALLA PAROLA DEL PAPA
Sulle spalle di Gesù c'è il peso della croce! Lo strumento della propria sorte, il segno del disonore e, innanzitutto, un enorme peso. Peso, sotto il quale Gesù cade. Gli stessi persecutori devono cercare qualcuno che lo aiuti, che insieme con Lui porti la croce sul posto dell'esecuzione. Il portare il peso... Il portare la croce... Forse in quest'istante appaiono davanti ai nostri occhi uomini caricati in maniera simile, i prigionieri dei campi di sterminio, che portano sulle loro spalle nelle cave di pietra massi di peso enorme, oppure altri che sono messi al tiro di macchine pesanti invece degli animali. La storia del XX secolo conosce ormai tanti quadri del genere. da Segno di contraddizione, Milano 1977, p. 89
Preghiamo: Previeni, o Signore, le nostre azioni con la tua ispirazione e accompagnale con il tuo aiuto; e fa' che ogni nostra preghiera e lavoro incominci sempre da te, e iniziato con te, si concluda ancora per te. Per Cristo nostro Signore. Amen.
Tutti: Gloria al Padre... Quis est homo qui non fleret, Matrem Christi si videret in tanto supplicio?
Sesta Stazione: IL VOLTO SANTO DI GESU'
Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo perché con la tua santa croce hai redento il mondo.
DALLA PAROLA DI DIO
Molti erano spaventati nel vederlo, tanto il suo aspetto era sfigurato: non aveva più l'aspetto di un uomo. Is. 52, 14
DALLA PAROLA DEL PAPA
La Chiesa ci esorta a soffermarci in modo del tutto particolare, ed eccezionale accanto a Cristo, solo presso di Lui. Ci esorta a sforzarci - come san Paolo - a « non sapere altro... se non Gesù Cristo e questi crocifisso» (1 Cor. 2,2).
Tale esortazione, la Chiesa la rivolge a tutti: non soltanto a tutte le comunità dei credenti, a tutti i seguaci di Cristo, ma anche a tutti gli altri. Fermarsi davanti a Cristo che soffre, ritrovare in se stesso la solidarietà con Lui - ecco il dovere e il bisogno di ogni cuore umano, ecco la verifica della sensibilità umana. In ciò si manifesta la nobiltà dell'uomo. dal discorso all'udienza generale, 11 aprile 1979
Preghiamo: Guarda, o Padre, il volto del tuo Cristo, che ha dato se stesso per salvare l'umanità; e fa' che dall'oriente all'occidente sia glorificato il suo nome tra i popoli. Per Cristo nostro Signore. Amen.
Tutti: Gloria al Padre... Quis non posset contristari, Christi Matrem contemplari, dolentem cum Filio?
Settima Stazione: GESU' CADE LA SECONDA VOLTA
Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo perché con la tua santa croce hai redento il mondo.
DALLA PAROLA DI DIO
Tutti noi andavamo, come pecore, errando: ciascuno deviava per la sua strada: ma il Signore ha posto sopra di lui l'iniquità di tutti. Is. 53, 6
DALLA PAROLA DEL PAPA
Gesù ci ha parlato di Dio, e forse con quell'unica frase della preghiera nel Getsemani, o con le sue sette parole pronunciate sulla croce, ci ha detto chi è Dio ancor più che non in tutto il Vangelo. La rivelazione di Dio diventa penetrante proprio per il fatto che Egli « pur essendo di natura divina... spogliò se stesso assumendo la condizione di servo » (Fil. 2,6s).
La penetrante rivelazione della giustizia e, insieme, dell'amore, che è la misericordia. Giustizia, amore, misericordia sarebbero rimasti concetti senza un contenuto ultimo e definitivo, se non ci fosse stata questa Passione e questa Croce.
Occorreva la rivelazione di questa estrema « debolezza » di Dio, perché si potesse manifestare che cosa è la Sua Potenza. dall'Angelus domenicale, 8 aprile 1979
Preghiamo: Signore Gesù, ti preghiamo per la tua Chiesa, per la quale ti sei offerto in sacrificio, per santificarla e purificarla nel lavacro dell'acqua nella parola di vita: rinnovala continuamente e purificala con la penitenza. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli. Amen.
Tutti: Gloria al Padre... Pro peccatis suae gentis vidit Jesum in tormentis, et flagellis subditum.
Ottava Stazione: L'INCONTRO CON LE PIE DONNE
Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo perché con la tua santa croce hai redento il mondo.
DALLA PAROLA DI DIO
Lo seguiva una grande moltitudine di gente e di donne, che si battevano il petto e si lamentavano su di lui.
Gesù allora si voltò verso di esse e disse: « Figlie di Gerusalemme, non piangete per me, piangete per voi stesse e per i vostri figli ». Le. 23, 27-28
DALLA PAROLA DEL PAPA
Gesù mostrò sempre la massima stima e il massimo rispetto per le donne, per ogni donna, e in particolare f u sensibile verso la sofferenza femminile.
Come non ricordare... che Gesù volle associare alcune donne ai dodici (Lc. 8, 2-3), che lo accompagnavano e lo servivano, e gli furono di conforto durante la via dolorosa fin sotto la croce?
Perciò la consolazione suprema è e deve essere ancora e sempre la presenza di Gesù nella nostra vita. dal discorso alle colf, 29 aprile 1979
Preghiamo: O Dio, che preferisci essere misericordioso piuttosto che adirato con quelli che sperano in te, concedici di piangere, come si deve, i peccati commessi, e di meritare la grazia della tua gioia. Per Cristo nostro Signore. Amen.
Tutti: Gloria al Padre... Vidit suum dulcem natum moriendo desolatum dum emisit spiritum.
Nona Stazione: GESU' CADE PER LA TERZA VOLTA
Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo perché con la tua santa croce hai redento il mondo.
DALLA PAROLA DI DIO
Noi non abbiamo un pontefice che non sia in grado d'aver compassione delle nostre infermità, ma, al contrario, è stato messo alla prova in tutto come noi, escluso il peccato. Accostiamoci dunque con fiducia al trono della grazia, affinché si possa ottenere misericordia e trovare grazia al momento opportuno. Eb. 4, 15-16
DALLA PAROLA DEL PAPA
Sant'Agostino scrisse: « Amor meus - pondus meum », (amore mio - mio peso). (Confessiones, XIII, 9,10).
Ecco la definizione del carico che scaturisce dalla contemplazione della Croce di Cristo! L'Amore non solo eleva, ma sublima e anche carica. E forse i carichi parlano dell'Amore più che non i momenti di estasi e di slancio spirituale. « Amore mio - mio peso ». Per questa ragione Gesù disse: « Se aualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua » (Mc. 8,34). Quando pronunciò queste parole, nessuno intuì che. questo « Grande Profeta » (cfr. Lc. 7, 16) nell'avvenire sarebbe stato caricato della sua propria Croce sulla quale sarebbe morto, sigillando così la Verità delle sue parole. da Segno di contraddizione, Milano 1977, pp. 89-90
Preghiamo: O Dio, nostro protettore, volgi il tuo sguardo su di noi, oppressi dal peso dei nostri peccati e donaci il tuo perdono: così potremo servirti con lo slancio del cuore. Per Cristo nostro Signore. Amen.
Tutti: Gloria al Padre... Eia, Mater, fons amoris, me sentire vim doloris fac, ut tecum lugeam.
Decima Stazione: GESU' SPOGLIATO DELLE VESTI
Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo perché con la tua santa croce hai redento il mondo.
DALLA PAROLA DI DIO
I soldati poi, quando ebbero crocifisso Gesù, presero le sue vesti e ne fecero quattro parti, una per ciascun soldato. E la tunica. Gv. 19, 23
DALLA PAROLA DEL PAPA
La vittoria mediante la fede, e l'amore l'ha riportata un uomo, Massimiliano Kolbe, in questo luogo, Auschwitz, che f u costruito per la negazione della fede - della fede in Dio e
della fede nell'uomo - per calpestare radicalmente non soltanto l'amore ma tutti i segni della dignità umana, dell'umanità.
Può ancora meravigliarsi qualcuno che il Papa abbia iniziato la sua prima enciclica colle parole « Redemptor Hominis » e che l'abbia dedicata nell'insieme alla dignità dell'uomo, alle minacce contro di lui e infine ai suoi diritti inalienabili che così facilmente possono essere calpestati ed annientati dai suoi simili? dall'omelia ad Auschwitz, 7 giugno 1979
Preghiamo: Signore Gesù, concedi ai tuoi fedeli di mortificare i propri sensi perché possano essere più pronti a celebrare la tua risurrezione. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli. Amen. Tutti. Gloria al Padre... Fac ut ardeat cor meum in amando Christum Deum ut sibi complaccam.
Undicesima Stazione: GESU' E' INCHIODATO ALLA CROCE
Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo perché con la tua santa croce hai redento il mondo.
DALLA PAROLA DI DIO
Quando furono giunti al luogo chiamato del Cranio, vi crocifissero lui e i malfattori, uno a destra e l'altro a sinistra. Lc. 23, 33
DALLA PAROLA DEL PAPA
La croce era uno strumento di tortura e di vituperio del condannato (cfr. Mc. 15, 27; Gv. 19,17; Gal. 5,11). La Croce f u un segno prescelto (Fil. 2,8-9; Gal. 6,14; 1 Cor. 1,18).
S'incontrano in essa due direzioni: quella orizzontale e quella verticale, ed essa esprime così il più profondo incrocio delle due dimensioni: la divina e l'umana.
A questo punto dell'incrocio simbolico, ma ugualmente reale, è stato collocato il sacrificio, l'Agnello di Dio, l'Uomo-Dio.
Gesù ha abbracciato tutto per restituire di nuovo tutto al Padre suo. E nell'atto di quella Restituzione, nell'atto di quel Sacrificio, Egli tutto ha fatto « nuovo » (cfr. Ger. 31, 31; Es. 35. 36). da Segno di contraddizione, Milano 1977, p. 99
Preghiamo: O Signore, con il segno della santa croce, proteggi il tuo popolo dalle insidie di tutti i nemici: così potremo offrirti un servizio gradito, e ti sarà accetto il nostro sacrificio. Per Cristo nostro Signore. Amen.
Tutti: Gloria al Padre... Sancta Mater, istud agas. crucifixi fige plagas, tordi meo valide.
Dodicesima Stazione: GESU' MUORE SULLA CROCE
Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo perché con la tua santa croce hai redento il mondo.
DALLA PAROLA DI DIO
Da mezzogiorno fino alle tre del pomeriggio si fece buio su tutta la terra.
Verso le tre, Gesù gridò a gran voce: « Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?». E Gesù, emesso un alto grido, spirò. Mt. 27, 45-46.50
DALLA PAROLA DEL PAPA
Cristo Gesù! Come un tempo a Gerusalemme ai piedi della Croce stavano tua Madre, Giovanni e Maddalena ed altre donne così anche noi stiamo qui.
Guardando questa Croce, dobbiamo sentire ed esprimere una solidarietà particolarmente
profonda con tutti i nostri fratelli nella fede, che anche nella nostra epoca sono oggetto di persecuzioni e di discriminazioni in diversi luoghi della terra. Pensiamo soprattutto a coloro che sono condannati, in un certo senso, alla « morte civile » col rifiuto del diritto di vivere secondo la propria fede, il proprio rito, secondo le proprie convinzioni religiose.
Chiediamo a Cristo che non manchi loro la potenza dello Spirito, di cui hanno bisogno i confessori e i martiri dei nostri tempi... alla Via crucis del Colosseo, 13 aprile 1979
Preghiamo: O Dio, onnipotente e misericordioso, che ci hai redento con la passione e morte del tuo Figlio, conserva in noi l'opera della sua misericordia e per la partecipazione a questo mistero ci sia dato di rivivere in una devozione perenne. Per Cristo nostro Signore. Amen. Tutti: Gloria al Padre... Tui nati vulnerati, tam dignati pro me pati, poenas mecum divide.
Tredicesima Stazione: GESU' E' DEPOSTO DALLA CROCE
Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo perché con la tua santa croce hai redento il mondo.
DALLA PAROLA DI DIO
C'era un uomo di nome Giuseppe, membro del Sinedrio, persona buona e giusta. Si presentò a Pilato e chiese il corpo di Gesù. Lo calò dalla croce, lo avvolse in un lenzuolo e lo depose in una tomba scavata nella roccia, nella quale nessuno era stato deposto. Era il giorno della parasceve e già splendevano le luci del sabato. Lc. 23, 50. 52-54
DALLA PAROLA DEL PAPA
Quando dopo essere tolto dalla Croce, Ti hanno deposto in un sepolcro ai piedi del Calvario desideriamo pregarti affinché Tu rimanga con noi mediante la Tua Croce: Tu, che per la Croce Ti sei separato da noi. Ti preghiamo perché rimanga con la Chiesa, perché Tu rimanga con l'umanità, perché non ti sgomenti se molti, forse, passano indifferenti accanto alla Tua Croce, se alcuni si allontanano da essa ed altri non vi arrivano.
Resta con noi e attiraci a Te (cfr. Gv. 12,32), Tu, che sotto questa Croce sei caduto. Resta con noi mediante la Tua Madre, alla quale dalla Croce hai affidato in modo particolare ogni uomo (Gv. 19,37). Resta con noi! alla Via crucis del Colosseo, 13 aprile 1979
Preghiamo: Salgano a Te, o Signore, le nostre preghiere, espresse nella partecipazione ai sentimenti della Vergine addolorata, e rendici come Lei umili nell'amore e generosi nel sacrificio per la salvezza dei nostri fratelli. Per Cristo nostro Signore. Amen.
Tutti: Gloria al Padre... Fac me tecum pie flere, crucifixo condolere, donec ego vixero
Quattordicesima Stazione: GESU' E' MESSO NEL SEPOLCRO DA DOVE RISORGERA'
Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo perché con la tua santa croce hai redento il mondo.
DALLA PAROLA DI DIO
Le donne che erano venute con Gesù dalla Galilea seguivano Giuseppe; esse osservarono la tomba e come era stato deposto il corpo di Gesù, poi tornarono indietro e prepararono aromi e olii profumati. Il primo giorno dopo il sabato, di buon mattino, si recarono alla tomba, portando con sé gli aromi che avevano preparato. Trovarono la pietra rotolata via dal sepolcro; ma, entrate, non trovarono il corpo del Signore Gesù... Due uomini in vesti splendenti dissero loro: « Perché cercate tra i morti colui che è vivo? Non è qui, è risuscitato ». Le. 23, 55-56; 24, 1-3; 5-6
DALLA PAROLA DEL PAPA
Chi è Cristo? E' il Figlio di Dio, che ha assunto la vita umana nel suo temporale orientamento verso la morte. Ha accettato la necessità della morte. Cristo è Colui che ha accettato tutta la realtà del morire umano. E proprio perciò Egli è Colui che ha compiuto un rivolgimento fondamentale nel modo di capire la vita. Ha mostrato che la vita è un passaggio, non solamente al limite della morte, ma a una vita nuova. Così la Croce per noi è diventata suprema Cattedra della verità, di Dio e dell'uomo. Tutti dobbiamo essere alunni di questa Cattedra. Allora comprenderemo che la Croce è anche la culla dell'uomo nuovo.
dall'omelia agli universitari di Roma, 5 aprile 1979
Preghiamo: O Dio, che hai portato a compimento l'opera della redenzione nel mistero pasquale del tuo Figlio, fa' che commemorando con fede la sua morte e risurrezione, sperimentiamo sempre più i doni della salvezza. Per Cristo nostro Signore. Amen.
Tutti: Gloria al Padre... Quando corpus morietur, fac ut animae donetur paradisi gloria. Amen.
Il terzo giorno è risuscitato.
Questa verità, sulla quale, come su « pietra angolare » (cfr. El. 2,20), si basa tutta la costruzione della nostra fede, vogliamo oggi di nuovo condividerla tra noi, reciprocamente come pienezza del Vangelo, Noi: confessori di Cristo, Noi cristiani, Noi Chiesa. Noi la condividiamo nella gioia. Come non rallegrarsi della vittoria di questo Cristo, che passò per il mondo beneficando tutti (At. 10, 38), come non rallegrarsi della vittoria di colui, che così ingiustamente è stato condannato alla passione più terribile ed alla morte sulla croce; della vittoria di colui che prima è stato flagellato, schiaffeggiato, imbrattato di sputi, con tanta inumana crudeltà? Ecco il Giorno che ha fatto il Signore!
dal messaggio pasquale, 15 aprile 1979.




sabato 20 marzo 2010
Il Papa ha indirizzato una Lettera Pastorale a tutti i Cattolici dell’Irlanda per esprimere lo sgomento per gli abusi sessuali commessi sui giovani da parte di esponenti della Chiesa e per il modo in cui essi furono affrontati dai vescovi irlandesi e dai superiori religiosi. Egli chiede che la Lettera sia letta con attenzione nella sua interezza. Il Santo Padre parla della sua vicinanza nella preghiera a tutta la comunità cattolica irlandese in questo tempo pieno di amarezza e propone un cammino di risanamento, di rinnovamento e di riparazione.
... Mostra tutto
Chiede loro di ricordarsi della roccia da cui sono stati tagliati (cfr Is 51, 1), e in particolare del bel contributo che i missionari irlandesi apportarono alla civilizzazione dell’Europa e alla diffusione del cristianesimo in ogni continente. Negli ultimi anni si sono verificate molte sfide alla fede in Irlanda, al sopraggiungere di un rapido cambiamento sociale e di un declino nell’attaccamento a tradizionali pratiche devozionali e sacramentali. Questo è il contesto all’interno del quale si deve comprendere il modo con cui la Chiesa ha affrontato il problema dell’abuso sessuale dei ragazzi.
Molti sono i fattori che hanno originato il problema: una insufficiente formazione morale e spirituale nei seminari e nei noviziati, una tendenza nella società a favorire il clero e altre figure in autorità, una preoccupazione fuori luogo per il buon nome della Chiesa e per evitare gli scandali hanno portato alla mancata applicazione, quando necessarie, delle pene canoniche che erano in vigore. Solo esaminando con attenzione i molti elementi che diedero origine alla crisi è possibile identificarne con precisione le cause e trovare rimedi efficaci.
Durante la loro visita ad Limina a Roma nel 2006 il Papa ha esortato i vescovi irlandesi a "stabilire la verità di ciò che è accaduto in passato, prendere tutte le misure atte ad evitare che si ripeta in futuro, assicurare che i princìpi di giustizia vengano pienamente rispettati e, soprattutto, guarire le vittime e tutti coloro che sono colpiti da questi crimini abnormi". Da quel momento egli ha voluto incontrare vittime in più di una occasione, ascoltando le loro vicende, pregando con loro e per loro, ed è pronto a farlo di nuovo in futuro. Nel febbraio 2010 ha chiamato a Roma i vescovi irlandesi per esaminare con loro le misure che stanno prendendo per porre rimedio al problema, con particolare riferimento alle procedure e ai protocolli ora in vigore per assicurare la tutela dei ragazzi negli ambienti ecclesiali e per rispondere con prontezza e con giustizia alle denunce di abusi. In questa Lettera Pastorale egli parla direttamente a una serie di gruppi all’interno della comunità cattolica irlandese, alla luce della situazione che si è creata.
Rivolgendosi in primo luogo alle vittime di abuso, egli prende atto del tremendo tradimento del quale hanno sofferto e dice loro quanto egli è dispiaciuto per ciò che hanno sopportato. Riconosce come in molti casi nessuno era disposto ad ascoltarli quando trovavano il coraggio di parlare di quanto era accaduto. Si rende conto di come coloro che dimoravano in convitti dovevano essersi sentiti, rendendosi conto che non avevano modo di sfuggire alle loro sofferenze. Pur riconoscendo quanto deve risultare difficile per molti di loro perdonare o riconciliarsi con la Chiesa, li esorta a non perdere la speranza. Gesù Cristo, lui stesso vittima di ingiuste sofferenze, comprende gli abissi della loro pena e il perdurare del suo effetto sulle loro vite e sulle loro relazioni. Ciononostante proprio le sue ferite, trasformate dalle sue sofferenze redentrici, sono i mezzi attraverso i quali il potere del male viene infranto e noi rinasciamo alla vita e alla speranza. Il Papa esorta le vittime a cercare nella Chiesa l’opportunità di incontrare Gesù Cristo e di trovare risanamento e riconciliazione riscoprendo l’infinito amore che Cristo ha per ciascuno di essi.
Nelle sue parole ai sacerdoti e ai religiosi che hanno commesso abusi sui giovani, il Papa ricorda loro che devono rispondere davanti a Dio e a tribunali debitamente costituiti, per le azioni peccaminose e criminali che hanno commesso. Hanno tradito una fiducia sacra e rovesciato vergogna e disonore sui loro confratelli. Un grande danno è stato arrecato, non soltanto alle vittime, ma anche alla pubblica percezione del sacerdozio e della vita religiosa in Irlanda. Mentre esige da loro che si sottomettano alle esigenze della giustizia, ricorda loro che non devono disperare della misericordia di Dio, che egli ha liberamente offerto anche ai peccatori più grandi, se si pentono delle loro azioni, fanno penitenza e con umiltà implorano perdono.
Il Papa incoraggia i genitori a perseverare nel difficile compito di educare i figli a riconoscere che sono amati e desiderati e a sviluppare una sana stima di sé. I genitori hanno la responsabilità primaria di educare le nuove generazioni ai princìpi morali che sono essenziali per una civiltà civile. Il Papa invita i ragazzi e i giovani a trovare nella Chiesa un’opportunità per un incontro vivificante con Cristo, e a non lasciarsi frenare dalle mancanze di alcuni sacerdoti e religiosi. Egli guarda al contributo dei giovani per il rinnovamento della Chiesa. Esorta anche i sacerdoti e i religiosi a non scoraggiarsi, ma al contrario a rinnovare la loro dedizione ai rispettivi apostolati, operando in armonia con i loro superiori in modo da offerire nuova vita e dinamicità alla Chiesa in Irlanda attraverso la loro vivente testimonianza all’opera redentrice del Signore.
Rivolgendosi ai vescovi irlandesi, il Papa rileva i gravi errori di giudizio e il fallimento della leadership di molti di loro, perché non applicarono in modo corretto le procedure canoniche nel rispondere alle denunce di abusi. Sebbene risultasse spesso difficile sapere come affrontare situazioni complesse, rimane il fatto che furono commessi seri errori e che di conseguenza essi hanno perso credibilità. Il Papa li incoraggia a continuare a sforzarsi con determinazione per porre rimedio agli errori del passato e per prevenire ogni loro ripetersi, applicando in modo pieno il diritto canonico e cooperando con le autorità civili nelle aree di loro competenza. Invita inoltre i vescovi ad impegnarsi a diventare santi, a presentarsi come esempi, ad incoraggiare i sacerdoti e i fedeli a fare la loro parte nella vita e nella missione della Chiesa.
Infine, il Papa propone alcuni passi specifici per stimolare il rinnovamento della Chiesa in Irlanda. Chiede a tutti di offrire le loro penitenze del venerdì, per il periodo di un anno, in riparazione dei peccati di abuso che si sono verificati. Raccomanda di ricorrere con frequenza al sacramento della riconciliazione e alla pratica dell’adorazione eucaristica. Annuncia l’intenzione di indire una Visita Apostolica di alcune diocesi, congregazioni religiose e seminari, con il coinvolgimento della Cura Romana, e propone una Missione a livello nazionale per i vescovi, i sacerdoti e i religiosi in Irlanda. In questo Anno dedicato in tutto il mondo ai Sacerdoti, presenta la persona di San Giovanni Maria Vianney come modello e intercessore per un rivivificato ministero sacerdotale in Irlanda. Dopo aver ringraziato tutti coloro che si sono impegnati con alacrità per affrontare con decisione il problema, conclude proponendo una Preghiera per la Chiesa in Irlanda, da usare da tutti i fedeli per invocare la grazia del risanamento e del rinnovamento in questo tempo di difficoltà.
© Bollettino Santa Sede - 20 marzo 2010